Omicidio Torzullo, emerse le vere parole del figlio: l’orrore quando lo hanno ascoltato | Nessuno era pronto

La testimonianza chiave del figlio decenne nell’omicidio di Federica Torzullo scuote Anguillara. Tra l’ultima cena e un coltello misterioso: cosa ha rivelato il bambino?

Omicidio Torzullo, emerse le vere parole del figlio: l’orrore quando lo hanno ascoltato | Nessuno era pronto

Federica_Torzullo_e_Claudio_Carlomagno_-_focusicilia.it

L’orrore che ha sconvolto Anguillara Sabazia continua a lasciare interrogativi, mentre la comunità si stringe nel dolore per la perdita di Federica Torzullo, tragicamente scomparsa a 41 anni.

Al centro della complessa indagine, volta a ricostruire ogni tassello di una notte fatale, vi è la delicata testimonianza di chi, seppur bambino, ha vissuto da vicino gli ultimi istanti di normalità: il figlio di dieci anni della coppia. Il piccolo è stato ascoltato in un’audizione protetta, un atto di estrema sensibilità condotto alla presenza di uno psicologo e dei suoi tutori legali. L’obiettivo degli inquirenti è carpire ogni dettaglio che possa fare luce sul clima che si respirava all’interno della villetta di via Costantino prima che la serenità lasciasse spazio alla tragedia. L’attenzione si è focalizzata in particolare sulla serata dell’8 gennaio, l’ultima cena che il bambino ha condiviso con entrambi i genitori. Si cerca di capire se vi fossero segnali di tensione percepibili, premonitori di quel conflitto che poche ore dopo sarebbe sfociato in un brutale femminicidio.

Tra movente e premeditazione: le versioni a confronto

Tra movente e premeditazione: le versioni a confronto

Movente e premeditazione: le diverse versioni a confronto.

 

Claudio Carlomagno, il marito quarantaduenne di Federica, si trova attualmente in carcere, reo confesso del delitto. La sua versione dei fatti punta al timore di perdere il rapporto quotidiano con il figlio, motivato dalla separazione in atto con la moglie. Una giustificazione che, seppur addotta dall’indagato, si scontra nettamente con le dichiarazioni della famiglia di Federica. I congiunti della vittima hanno infatti precisato che la donna non intendeva affatto allontanare il padre dal figlio, ma aveva proposto una soluzione civile e condivisibile: la permanenza del bambino nella casa familiare, con i genitori che si sarebbero alternati nella sua gestione. Questa distinzione non è un mero dettaglio di cronaca, ma assume un significato giuridico cruciale. La difesa potrebbe infatti tentare di sostenere il “timore della perdita del figlio” come movente, nella speranza di derubricare il reato da femminicidio a omicidio semplice con una sola aggravante, mossa che consentirebbe di evitare la pena dell’ergastolo. La Procura di Civitavecchia lavora per chiarire ogni sfumatura, distinguendo tra una spiegazione strumentale e la cruda verità dei fatti.

Tracce oscure e un dolore che non si spegne

Tracce oscure e un dolore che non si spegne

Tracce oscure di un dolore che persiste, un’ombra lunga sul presente.

 

Nonostante la confessione, numerosi punti oscuri persistono e sono oggetto di approfondimento da parte della Procura, determinata a sostenere l’aggravante della premeditazione. Carlomagno ha dichiarato di aver colpito Federica d’impeto, utilizzando un coltello che si trovava casualmente nel bidet, dove, a suo dire, sarebbe servito per disostruire uno scarico. Questa versione, tuttavia, è stata scalfita dalla testimonianza della governante di casa. La donna ha riferito di aver pulito accuratamente quel bagno poche ore prima del delitto e di non aver visto alcuna lama, né di aver riscontrato guasti all’impianto idraulico. Le indagini si estendono ora all’analisi dei tracciati GPS dell’auto dell’uomo. Tali dati potrebbero rivelare *spostamenti sospetti* nei giorni precedenti la tragedia, come eventuali sopralluoghi nel terreno dove il corpo di Federica è stato successivamente occultato, o l’acquisto di teli di plastica e altro materiale utilizzato per nascondere il cadavere. Mentre la giustizia cerca di ricomporre il puzzle, Anguillara Sabazia si prepara a dare l’ultimo addio a Federica, in un lutto cittadino che celebra la vita di una donna spezzata e il dolore di una comunità già provata dal recente suicidio dei genitori di Carlomagno, travolti dalla tragedia familiare.