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Area industriale di Termini Imerese tra innovazione, 5G, e strade colabrodo

Progetti innovativi per la zona industriale di Termini Imerese, a cominciare dalla installazione di una antenna 5G. La zona però avrebbe bisogno di tanta manutenzione. Le strade sono piene di buche e l'amministrazione comunale non ha i soldi per sistemarle

Nei prossimi mesi sarà installata un’antenna 5G nella zona industriale di Termini Imerese, un’area oggi in condizioni da Terzo mondo. A dare l’annuncio, il commissario straordinario dell’Irsap, Marcello Gualdani, durante il convegno “Irsap presenta il piano di sviluppo dell’area industriale di Termini” organizzato nella sede del Polo Meccatronica Valley. Facendo un giro tra le strade dell’area è palese il degrado in cui versa la zona. Tra i grandi temi da affrontare: l’inquinamento marino, un depuratore ancora oggi non attivo e gli enormi costi di manutenzione del manto stradale. Su quest’ultimo punto, durante il convegno si è espressa anche la sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova: “Nelle casse del Comune ogni anno finiscono solo 63mila euro per la manutenzione delle strade. Non bastano nemmeno per rattoppare le buche di tre strade cittadine. Non possiamo aspettare il Giro di Sicilia per avere la manutenzione delle strade della zona industriale. Infine, ricordo che gli oneri vengono incassati da Irsap e l’Imu finisce nelle casse dello Stato”. E considerando che il patrimonio viario dell’area industriale è dieci volte quello della città, calcoli alla mano, ci vorrebbero milioni di euro per risolvere il problema.

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Le competenze aumentano, le risorse no

Non solo le casse dei Comuni sono vuote, ma con la legge regionale 8 del 2012 si è abbattuta una tegola sugli enti locali: le competenze sulle strade delle zone industriali sono state trasferite, senza risorse, ai Comuni. “Oggi si è parlato di decoro e rendere l’area presentabile – ha commentato la prima cittadina – Chiunque si insedia nell’area di Termini Imerese chiede e pretende servizi. Non può non sfuggire una considerazione. Al di là degli interventi importanti che si stanno realizzando, corre l’obbligo di fare una domanda: anche la Corte costituzionale si è espressa in merito alla legge regionale, mettendone in discussione una parte e dichiarando illegittima l’assegnazione ai Comuni di strade e illuminazione senza risorse”. L’organo di garanzia presieduto da Silvana Scianna ha, infatti, dichiarato illegittimita la norma regionale nella parte in cui “Non subordina il trasferimento ai Comuni competenti per territorio, da parte del commissario liquidatore dei consorzi per le aree di sviluppo industriale, delle strade ad uso pubblico e delle relative pertinenze alla attribuzione ai Comuni stessi delle risorse necessarie alla gestione e manutenzione delle infrastrutture trasferite”. “È impossibile occuparsi della manutenzione senza un centesimo – ha precisato la Terranova – Stiamo facendo un conteggio, con gli uffici comunali, sul costo della manutenzione delle strade della zona industriale. In una riunione di sviluppo industriale, dagli intervenuti mi aspettavo si parlasse di strategie e di molto altro, ma rimaniamo fiduciosi”.

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Potenziamento dell’area industriale

Grazie all’antenna 5G si potranno collegare un milione di utenti ogni chilometro quadrato. Nei prossimi mesi ne sarà installata una anche a Catania, Pozzallo e Carini. Le quattro città fanno parte di un progetto pilota. “Uno stravolgimento e un potenziamento delle zone industriali”, ha dichiarato Gualdani. La notizia è stata accolta positivamente dall’assessore alle Attività produttive Edi Tamajo e dal commissario per le Zes (Zone Economiche Speciali) Carlo Amenta. Il commissario straordinario dell’Irsap, durante l’incontro, ha ricordato alcuni obiettivi raggiunti dall’Ente: l’approvazione del rendiconto 2021, 2022 e il bilancio 2023, e lo sblocco del Ford (Fondo risorse decentrate) 2018. “Stiamo portando la nave verso una giusta direzione. Una delle prime questioni che abbiamo affrontato negli scorsi mesi sono stati i costi dei terreni. Questo perché riceviamo in continuazione aziende, anche del Nord, che vogliono insediarsi in questa terra”. Nel frattempo, l’Irsap sta lavorando sui terreni confiscati alla mafia: “Stiamo avviando dei contatti con il prefetto Bruno Corda, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per “prendere” i beni e poterli consegnare nuovamente all’area industriale di Termini Imerese. Penso che sia un primo segnale per combattere la mafia. Creando occupazione si crea legalità”, ha detto il commissario straordinario, che ha anche annunciato l’installazione di una piattaforma informatica nei prossimi mesi.

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Mario Catalano
Mario Catalano
Giornalista freelance, sono nato a Termini Imerese. Ho conseguito un Executive master in "Scrivere e Fare Giornalismo Oggi: il Metodo Corriere - 6^ Edizione" alla Rcs Academy Business School. Nel 2018 ho vinto il Premio Cristiana Matano (sezione giornalista under 30) e sono stato finalista dell'ottava edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Mi occupo di economia, ambiente e sanità. Mi piace raccontare storie e andare oltre la realtà che ci circonda.

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