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Avviso 22, centinaia di tirocini ancora non pagati. “Ora intervenga la Procura”

Per molti partecipanti al bando della Regione siciliana i bonifici dovuti non sono mai arrivati. Il portavoce Lauria chiede all'autorità giudiziaria "di attenzionare il caso", mentre il segretario di Nidil Cgil Gattuso denuncia "il rimpallo di responsabilità" tra l'ente e le Agenzie per il lavoro

Sull’annosa vicenda dell’Avviso 22 potrebbe accendersi il faro della magistratura. Questa, perlomeno, è la richiesta di alcuni tirocinanti, che a distanza di anni aspettano ancora i bonifici promessi. “Non è un atto contro qualcuno, ma vogliamo capire cosa è successo”, dice a FocuSicilia il portavoce Oreste Lauria, partecipante della prima ora al bando della Regione siciliana che offre tirocini retribuiti agli under 35 disoccupati, inattivi o in cerca di prima occupazione, ma anche agli over 35 disabili o con un Isee entro i 30 mila euro, sempre non occupati. “Una storia nata male e finita peggio, a causa di un rimpallo di responsabilità continuo tra la Regione e le Agenzie per il lavoro”, la definisce Andrea Gattuso, segretario regionale di Nidil Cgil, sindacato dei lavoratori atipici. “Una situazione che la dice lunga sulla capacità dell’Ente di scrivere i bandi, ma anche di pretendere il rispetto delle regole da chi vi partecipa”, aggiunge il sindacalista. La vicenda è finita all’attenzione di trasmissioni nazionali come Striscia la notizia, ma nonostante i ripetuti appelli non si è mai sbloccata. Tanto che i tirocinanti, adesso, chiedono alla giustizia civile e penale di attenzionare eventuali responsabilità.

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I numeri della misura

L’Avviso 22 viene pubblicato dalla Regione siciliana nel lontano 2018. Scopo del bando, offrire ai disoccupati un percorso formativo dai sei ai dodici mesi, con un’indennità mensile fino a 500 euro lordi e successiva opportunità di impiego. Un’occasione ghiotta, in una terra affamata di lavoro come la Sicilia. Per molti partecipanti, però, i bonifici sono rimasti un miraggio. Dei seimila tirocini attivabili in relazione alle somme previste, circa 22 milioni di euro, “i tirocinanti ad oggi [giugno 2021, ndr] risultano pari a 1.701”, mette nero su bianco il dirigente generale dell’assessorato regionale al Lavoro Gaetano Sciacca, in un documento che FocuSicilia ha potuto visionare. Alla base dei ritardi nei pagamenti, prosegue il dirigente, le carenze nella documentazione presentata dalle Agenzie per il lavoro. Tra le più comuni, “quelle sui registri presenze o l’assicurazione sulla responsabilità civile o l’assicurazione sugli infortuni”. Soltanto alcune delle “anomalie” riscontrate dagli uffici dell’assessore Antonio Scavone, sufficienti a bloccare l’iter di pagamento. “Se si accerta la mancanza di requisiti essenziali perché la pratica sia esitata positivamente, il funzionario incaricato dell’istruttoria deve dare parere negativo”, scrive ancora Sciacca.

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Lo zampino del Covid

A complicare ulteriormente la situazione, nei primi mesi del 2020, è arrivata la pandemia. “Molti soggetti ospitanti [le Agenzie per il lavoro, ndr] causa Covid sono stati costretti, a più riprese, a chiusure e aperture continue, che non hanno certamente aiutato il complesso iter delle pratiche in oggetto”, si legge ancora nel documento firmato dal dirigente generale. Una tempistica confermata anche dal segretario della Nidil Cgil. “I primi tirocini sono partiti nell’autunno del 2019, e nel marzo 2020 hanno dovuto fermarsi a causa del lockdown”, dice Gattuso. Per il quale tuttavia la Regione non può scaricare la colpa soltanto sulle Agenzie per il lavoro. “Non c’è dubbio che queste avrebbero dovuto presentare documentazioni corrette, ma allora è lecito domandarsi perché questi tirocini siano stati fatti partire se le pratiche non erano del tutto a posto”. Ancora, secondo il dirigente della Cgil, “l’assessorato non ha fatto abbastanza per rivalersi nei confronti delle Agenzie”, che non ospitano i tirocini per beneficienza “ma ricevono un regolare gettone dall’Ente”. I pagamenti ai tirocinanti hanno dovuto fare i conti con altre cause di ritardo. Come quelle legate al bilancio regionale, che nella primavera 2021 ha nuovamente bloccato i bonifici.

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Pagamenti a singhiozzo

Nel dicembre 2020, infatti, il governo Musumeci decide l’esercizio provvisorio per due mesi. Tra una cosa e l’altra, il bilancio viene approvato soltanto il 21 aprile 2021. È in quel momento che gli uffici dell’assessorato al Lavoro – “che ha continuato nell’istruttoria delle pratiche in questione”, precisa Sciacca – riprendono con i bonifici. Tra il 22 e il 28 aprile vengono pagati 658 tirocinanti appartenenti alle diverse categorie, per un totale di oltre 732 mila euro erogati. Per quanto riguarda le domande di rimborso, “quelle presenti ad oggi nel sistema sono 2.888”, di cui “1.324 sono state positivamente esitate”, mentre “per altre 1.564 si aspetta che le stesse vengano completate in quanto sono state evidenziate le anomalie di cui si è detto”. Le famose carenze nella documentazione, che per l’assessorato sono l’unico motivo dei ritardi. Il dirigente Sciacca precisa infatti che “non risultano pratiche non assegnate o non in istruttoria, bensì solo pratiche incomplete o carenti nella documentazione”. Questa la situazione nel giugno 2021. “È possibile che da allora i numeri siano cambiati, e che qualcun altro dei tirocinanti sia stato pagato, ma la situazione generale non cambia”, commenta il segretario della Nidil Cgil Gattuso.

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L’appello alla Procura

Tra le caratteristiche “appetibili” dell’Avviso 22, anche la possibilità che i partecipanti, al termine del periodo di formazione retribuita, potessero essere impiegati dalle stesse aziende. “Le percentuali di coloro che alla fine hanno trovato lavoro sono piuttosto esigue”, sottolinea il sindacalista. Una stima confermata anche dall’assessorato al Lavoro. “I dati in nostro possesso ci dicono che il dieci per cento circa ha instaurato un rapporto di lavoro successivo al tirocinio”. Per il restante 90 per cento la situazione è rimasta invariata, e per alcuni non sono nemmeno arrivati i pagamenti dovuti. Da qui la richiesta avanzata dai tirocinanti di un approfondimento giudiziario. “Vogliamo sapere come stanno le cose, visto anche che la Regione sta attivando nuovi tirocini senza aver finito di pagare i vecchi”, spiega il portavoce Lauria, che ha chiesto di essere sentito dalla Procura di Palermo “nel più breve tempo possibile, per rilasciare dichiarazioni spontanee utili allo svolgimento di un’eventuale inchiesta”. La speranza, come sempre, è che qualcosa possa sbloccarsi. “I miei colleghi hanno lavorato ed è giusto che abbiano quanto dovuto. Faremo tutto il possibile per fare in modo che sia così”, conclude il portavoce.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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