fbpx

Balneari, senza le gare “fondi del Pnrr a rischio”. Ad aprile la “sentenza” europea

Grande attesa per la pronuncia della Corte di giustizia europea sull'applicabilità della direttiva Bolkestein, che dovrebbe arrivare il 20 aprile e potrebbe rappresentare una doccia fredda per la categoria. A rischio la proroga voluta dal Governo e le regole sulle gare

Lo scontro tra Italia e Unione europea sulle concessioni marittime “potrebbe mettere a rischio i fondi del Pnrr, che tra i criteri di assegnazione hanno anche il rispetto della concorrenza”. Il ritardo del governo italiano nel chiudere la questione, inoltre, “potrebbe essere controproducente per gli stessi balneari, che rischiano di perdere anche le proroghe avute finora”. Tiziana Cuccia, docente di Politiche economiche europee presso l’Università di Catania, fa il punto sullo scontro tra Roma e Bruxelles sulle concessioni marittime. Un tema che “si trascina ormai da molto tempo”, ma che tra poche settimane potrebbe arrivare a una svolta “attraverso una pronuncia della Corte di giustizia europea”, che chiarirà i criteri di applicazione della direttiva Bolkestein. Il comparto in Sicilia vale parecchio. Secondo gli ultimi dati di Sib, Sindacato italiano balneari, l’Isola conta oltre 7.500 addetti e 100 mila lavoratori stagionali, per un giro d’affari di 700 milioni di euro. Per Cuccia occorre trovare un equilibrio per la tutela di tutti gli interessi in gioco. “Certamente chi in questi anni ha investito dev’essere tutelato, ma allo stesso tempo non si possono bloccare una categoria e un intero Paese per mantenere delle rendite consolidate da anni”, spiega la docente.

Leggi anche –  Inquinamento, erosione, depuratori: tutti i guai delle spiagge siciliane

Attesa per la “sentenza” europea

Nel dettaglio, la pronuncia della Corte di giustizia europea, attesa per il 20 aprile, è stata sollecitata dal Tar di Lecce, che nel maggio 2022 ha “girato” al tribunale di Lussemburgo il ricorso di alcuni balneari sui limiti di applicazione della direttiva Bolkestein. Quest’ultima, com’è noto, prevede la messa a gara dei servizi negli Stati membri per favorire la concorrenza. Un’impostazione rifiutata sin dal principio dalla categoria dei balneari, per la quale le concessioni marittime rappresentano a tutti gli effetti dei “beni” e non dei “servizi”. Nove i quesiti su cui la Corte è chiamata a pronunciarsi su richiesta del Tribunale amministrativo regionale. In essi si affrontano alcune questioni tecniche, per esempio “se la direttiva risulti valida e vincolante per gli Stati membri o se invece risulti invalida in quanto adottata solo a maggioranza invece che all’unanimità”. Il nodo centrale tuttavia è un altro. I ricorrenti infatti chiedono esplicitamente di chiarire se la Bolkestein sia “auto-esecutiva e immediatamente applicabile”, motivo per cui la sentenza del 20 aprile rappresenterà una svolta sulla questione delle concessioni, in un senso o nell’altro.

Leggi anche – Spiagge, nel 2024 le gare. Balneari: “Ci hanno reso la vita un inferno”

Scontro con il Consiglio di Stato

Da qui la grande attesa per la sentenza, anche da parte del governo Meloni. L’ultima mossa dell’Esecutivo risale a febbraio, con la proroga delle concessioni esistenti al 31 dicembre 2024, inserita nel decreto Milleproroghe. Una norma già bocciata dal Consiglio di Stato, secondo cui “la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime in essere si pone in frontale contrasto con la disciplina di cui all’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE (la stessa Bolkestein, ndr) e va, conseguentemente, disapplicata da qualunque organo dello Stato”. Il rinvio è stato giustificato dal governo con la necessità di completare la “mappatura” delle coste e di fissare regole eque per la messa a gara delle concessioni balneari. Per la professoressa Cuccia, questa strategia comporta dei rischi. “Se la Corte europea dovesse confermare l’applicabilità della direttiva Bolkestein, le concessioni potrebbero decadere subito senza che il governo abbia fissato le regole per le gare”. Una strategia che potrebbe essere “controproducente per gli stessi balneari”, che si troverebbero da un giorno all’altro “privi delle concessioni e delle tutele avute finora”.

Leggi anche – Ultimo anno per le concessioni demaniali. Tavolo permanente regionale

I problemi della “irretroattività”

Quanto alle riserve espresse dalla categoria sulla direttiva Bolkestein, per Cuccia possono essere facilmente superate. “Viene detto che le concessioni potrebbero essere preda di multinazionali straniere, ma basterebbe che il governo stabilisse una quota massima da assegnare a ciascun concessionario per evitarlo”. Anche sui canoni minimi pagati dai titolari delle concessioni, aumentati da circa 2.700 a 3.400 euro per via dell’adeguamento agli indici Istat, le critiche dei balneari sarebbero pretestuose. “Si lamenta questo aumento, di circa il 25 per cento, ma la realtà è che per anni queste attività hanno pagato cifre molto basse, realizzando profitti molto consistenti”. Anche alcune ipotesi messe in campo dall’Esecutivo per superare la questione appaiono fragili. Tra esse, l’idea di applicare la direttiva europea solo alle concessioni assegnate dopo la sua entrata in vigore, nel 2006, facendo valere il principio della irretroattività della legge. “Sul piano giuridico potrebbe reggere, ma sarebbe una soluzione iniqua perché privilegerebbe chi ha le concessioni da più tempo, a dispetto di chi ha avviato l’attività in tempi più recenti”, conclude Cuccia.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

21,128FansMi piace
511FollowerSegui
372FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli