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Banche, Crédit Agricole si presenta alla Sicilia: “Assunzioni e investimenti”

Con una base di 190 mila clienti, quasi 700 lavoratori e 91 sportelli, il gruppo bancario francese concluderà il 24 aprile il re-branding delle attuali sedi Creval e Credito siciliano. Previste nuove assunzioni, anche con la collaborazione dell'università di Catania. La sede regionale resta Acireale, e nascerà "Le Village by CA", co-working e incubatore di startup

Crédit Agricole, il grande gruppo bancario francese presente in 48 Paesi del mondo, si è presentato questa mattina ufficialmente alla Sicilia. Dopo l’acquisizione nei mesi scorsi del Credito Valtellinese (Creval), che solo un paio di anni fa aveva a sua volta acquisito lo storico Credito Siciliano, l’intenzione è quella di “essere una banca che faccia la banca, supportando un territorio che con 190 mila clienti, una parte importantissima dei 2,6 milioni di clienti del gruppo in Italia, e in una regione con una struttura imprenditoriale viva e da valorizzare”, ha affermato Roberto Ghisellini, direttore generale di Creval. Il passaggio di consegne ufficiale avverrà tra il 23 e il 24 aprile, “con un re-branding totale delle nostre filiali che assumeranno tutte la denominazione Crédit Agricole. Ma senza dimenticare la storia, che non si perde con un cambio di insegna”, ha affermato Ghisellini in conferenza stampa questa mattina nello storico Palazzo Biscari. E, anche per segnare la continuità, “la direzione regionale sarà ad Acireale. Al momento nel nostro modello di servizio ne abbiamo dieci in Italia, e la Sicilia si aggiungerà presto”.

Resteranno 91 gli sportelli in Sicilia

Attualmente in Sicilia sono 91 gli sportelli di Creval, “l’otto per cento del mercato regionale”, precisa Ghisellini, distribuiti su tutte le nove province dell’Isola, con sette miliardi di masse amministrate e ben 495 servizi di tesoreria per enti pubblici, “tra i quali la Città metropolitana di Palermo, il comune di Acireale, l’università di Catania e la Ferrovia Circumetnea, solo per citarne alcuni”. Grande attenzione verrà data ai servizi online cento per cento digitali, “che rappresentano il 30 per cento del totale dei nuovi conti correnti, e il 40 per cento delle richieste di mutuo”. Il gruppo in Sicilia gestisce inoltre “il 6,7 per cento dei depositi, e il 7,7 per cento degli impieghi con masse complessive che, dallo scorso luglio, crescono di oltre il tre per cento, anche grazie a un più 10 per cento della raccolta gestita”. Numeri, sottolinea Ghisellini, che corrispondono a un aumento “di oltre 5.500 nuovi clienti in Sicilia dal luglio 2021 a febbraio 2022. Abbiamo inoltre sostenuto famiglie e imprese con oltre 200 milioni di euro di finanziamenti, con una media giornaliera di tre mutui, 15 prestiti e 600 mila euro di finanziamenti alle imprese. E questo significa concretamente fare la banca”.

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Assunzioni di giovani e partnership con l’Università di Catania

Gli sportelli, assicura Ghisellini, verranno mantenuti così come i posti di lavoro. Attualmente il gruppo conta in Sicilia 654 collaboratori di cui “il 27 per cento donne, e il 10 per cento sono direttori di filiale”, ha ricordato nella giornata internazionale delle donne. E il direttore, in un periodo di progressivo disimpegno dei grandi gruppi bancari che da anni riducono sportelli e personale, in Sicilia e non solo, rilancia: “Abbiamo previsto 500 assunzioni in Italia, con un programma chiamato Team Next generation, che ha l’obiettivo in un piano biennale di assumere giovani di talento, anche grazie alle partnership come quella chiamata ‘Coltiviamo il merito’ con l’università di Catania, avviata grazie alla professoressa Elita Schillaci”. La docente, ordinario di Economia dell’ateneo etneo, è dallo scorso giugno nel consiglio di amministrazione del gruppo. Le attività della partnership con l’ateneo saranno quelle di employer branding, attraction e recruiting, con incontri dedicati di Project work e hackaton, che inizieranno il 10 marzo oltre che nell’ateneo di Catania anche nell’università Kore di Enna”. Nel periodo di passaggio di consegne verso la nuova denominazione verrà inoltre potenziato il servizio clienti, “passando nel nostro call center dagli attuali 150 addetti a 200, e con un servizio di chat bot di supporto”.

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Annunciato l’incubatore “Le Village by CA”

L’attenzione ai giovani avrà inoltre un secondo step, con la creazione nel catanese di uno dei 38 “Le Village by CA” nel mondo, il quinto in Italia, definito “un ecosistema aperto e inclusivo a sostegno del business e dell’innovazione del territorio”. Nel mondo i Village di Crédit Agricole ospitano attualmente 1.100 startup, con un ruolo preminente di incubatore d’impresa quindi. “La sede, nonostante noi abbiamo dei grandi locali ad Acireale – che attualmente ospitano lo spazio di co-working Free Mind Foundry -, è ancora da individuare”, ha spiegato Ghisellini. L’individuazione del luogo ideale, spiega Andrea Riva, responsabile Open Innovation per il gruppo bancario, “verrà fatta nel corso di tutto il 2022. Stiamo valutando in contatto con gli stakeholder e con quelli che definiamo ‘abilitatori del territorio’, che sono sia l’università che il mondo dell’associazionismo d’impresa, come Confindustria e Camera di Commercio. Non abbiamo al momento una data certa”.
Il luogo del nuovo Village dovrà comunque avere caratteristiche ben precise, “con sale riunioni, aree co-working anche per le startup e spazi dove si possano gestire eventi incentrati sull’innovazione, sia con le corporate che con gli abilitatori del territorio”. Tra i luoghi che rispondono pienamente al profilo c’è anche Isola, coworking con sede proprio a palazzo Biscari, e col quale “è già in corso un dialogo all’insegna della collaborazione, perché in questo mondo il paradigma è questo: startup e corporate parlano sempre di co-progettare e co-costruire insieme, in contrapposizione al modello tradizionale della competizione”. L’impegno nel Village corrisponderà a un progressivo disimpegno in una delle storiche attività sul territorio del Credito Siciliano, ovvero l’omonima Fondazione con sede ad Acireale in piazza Duomo, dove verrà comunque stabilita la direzione regionale.

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Ghisellini: “Investimento in tutta la Sicilia, non solo Catania”

Ghisellini chiarisce infine che, anche se la “direzione regionale sarà a Catania, perché riteniamo che qui ci siano dei pilastri e delle narrazioni sull’economia del territorio che sono importanti, sia dal punto di vista industriale che dell’innovazione e delle startup, non vogliamo dimenticare gli altri territori. Non dimentichiamo Palermo, o la grande capacità del settore agroalimentare siciliano”. “Vogliamo – prosegue Ghisellini – che il nostro sia un investimento a 360 gradi. Ci concentreremo naturalmente su alcuni territori, ma sottolineo come il valore dell’agroalimentare nel Sud della Sicilia dal punto di vista economico importante. Catania ha più valore nell’industria, Palermo nei servizi, ma non scorderemo nemmeno l’agricoltore di Enna”, conclude il direttore generale di Creval, a breve Crédit Agricole.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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