fbpx

Beni culturali, i precari in sciopero: “L’assessore Samonà si dimetta”

I lavoratori Asu incroceranno le braccia mercoledi, giovedi e venerdi e terranno assemblee in alcuni siti siciliani. Dopo l'integrazione salariale, i sindacati chiedono di avviare il percorso di stabilizzazione così come previsto dalla legge

Sono circa circa 280 i lavoratori Asu che svolgono ormai da otto anni servizio presso i siti periferici afferenti al dipartimento regionale dei Beni culturali e che secondo una sentenza della Corte costituzionale devono essere indirizzati verso una stabilizzazione che però non è mai arrivata. Lo ricordano le organizzazioni sindacali Ugl, Confintesa, Usb, Cgil Fp e Cobas/Codir, che hanno annunciato lo sciopero di tutto il personale Asu in servizio presso i siti culturali siciliani nelle giornate di mercoledi 22, giovedi 23 e venerdi 24 giugno. I sindacati chiedono inoltre le dimissioni dell’assessore regionale dei Beni culturali, Alberto Samonà e del dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali, Calogero Franco Fazio. Oltre all’astensione dalle attività lavorative, tutto il personale Asu si radunerà in assemblea al Museo Salinas di Palermo, nella Soprintendenza dei beni culturali di Caltanissetta, nel Parco archeologico della Valle dei templi di Agrigento, al Parco archeologico di Cava d’Ispica (Ragusa), al Museo regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, al Museo regionale di Messina e al Parco archeologico Naxos Taormina.

Circa 280 lavoratori attendono la stabilizzazione

“Con sentenza 199/2020 pubblicata in Gu il 9/9/2020 – ricordano i sindacalisti – la Corte costituzionale ha sancito il transito in utilizzazione diretta presso il dipartimento regionale Beni culturali dei circa 280 lavoratori Asi , utilizzati fino a febbraio 2019 presso i siti culturali siciliani. Per gli effetti della sentenza, la Regione Siciliana e nella fattispecie l’assessorato regionale Beni Culturali, assurge di diritto ad ente utilizzatore di questi lavoratori e deve individuare un percorso di stabilizzazione lavorativo. Nonostante gli obblighi inderogabili di legge, la Regione non ha provveduto ancora a predisporre un programma di fuoriuscita per il personale. Da luglio 2021 ad ora, in attesa di definire i processi di stabilizzazione, si è cercato di garantire al personale Asu un’integrazione salariale nel rispetto delle disposizioni di del Dlgs 468/97. Nell’ultimo incontro del 6 giugno, si era deciso di convocare a breve il dirigente generale del dipartimento Lavoro e il ragioniere generale della Regione, ma si è ancora in attesa di un risolutivo incontro. È intollerabile la superficialità e la scellerata leggerezza con le quali sia l’assessorato che il dipartimento regionale dei Beni culturali affrontano le sorti di 280 nuclei familiari che devono vergognosamente vivere con appena 600 euro mensili”, concludono le organizzazioni sindacali.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
326FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli