Famiglia nel bosco, lo hanno buttato fuori casa | Futuro nero per la moglie e i figli
Nathan Trevallion, il papà della famiglia del bosco, dovrà lasciare la casa in comodato a marzo. Quale futuro attende lui e i suoi figli dopo la decisione del tribunale?
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La vicenda della famiglia Trevallion, nota come la “famiglia nel bosco”, si arricchisce di un nuovo, preoccupante capitolo. Nathan Trevallion, padre dei due bambini allontanati dal tribunale, è chiamato a lasciare entro marzo la casa in comodato d’uso che gli era stata offerta da un generoso imprenditore di Palmoli. L’abitazione, pensata per migliorare le condizioni di vita del casolare originario immerso nei boschi, è paradossalamente diventata un punto focale nella controversia che ha portato all’allontanamento dei figli, di 6 e 8 anni, trasferiti in una struttura protetta a Vasto. Il casolare, ritenuto non idoneo, è stato un elemento chiave nella decisione del tribunale dei minori dell’Aquila. La motivazione principale era proprio la mancanza di servizi essenziali e l’isolamento della residenza nel bosco. Ora, mentre i bambini vivono lontani dai genitori in un contesto più strutturato, Nathan si trova di fronte alla difficile ricerca di una nuova sistemazione, una mossa che potrebbe influenzare significativamente le future decisioni giudiziarie sul ricongiungimento familiare, mettendo alla prova la sua capacità di offrire un ambiente stabile e adeguato.
Le nuove prospettive e le incertezze legali
L’imprenditore che aveva inizialmente offerto supporto a Nathan Trevallion ha espresso le sue speranze e perplessità, affermando all’Ansa che “il problema grosso sembrava la casa, oggi invece non pare più così”. Questa dichiarazione suggerisce un possibile cambio di prospettiva riguardo alle cause che hanno portato all’allontanamento dei bambini. L’uomo si augura una rapida risoluzione della situazione, soprattutto in vista della perizia psicologica prevista entro quattro mesi, un passaggio cruciale per il futuro della famiglia e per una possibile revisione delle decisioni del tribunale. Ha inoltre rivelato un aneddoto significativo: pur avendo invitato Nathan per Natale, il padre aveva già preso accordi con un amico, un segnale della sua autonomia e della sua rete di supporto, seppur precaria.
In questo contesto di incertezza e attesa, una potenziale soluzione è emersa con l’intervento del sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli. Il primo cittadino ha rinnovato la sua offerta di una sistemazione gratuita in comodato d’uso, una casa situata vicino al campo sportivo, nella periferia del paese. Questa proposta rappresenta un’ancora di salvezza concreta per Nathan, offrendogli la possibilità di rimanere nell’ambiente che, secondo alcuni, sarebbe “più consono” per i bambini rispetto a Vasto. La comunità di Palmoli sembra mostrare una notevole vicinanza alla famiglia, cercando attivamente di mitigare le difficoltà logistiche ed emotive che sta affrontando, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Il nodo della scuola e il futuro dei bambini
La questione della residenza di Nathan si intreccia indissolubilmente con il futuro dei bambini e la loro scolarizzazione, un aspetto fondamentale per il loro sviluppo. Il sindaco di Palmoli ha evidenziato una problematica non secondaria che pesa sulla decisione finale: “Da gennaio i bambini dovranno andare a scuola e non potranno certo raggiungere Palmoli ogni mattina perché la distanza è di un’ora in auto dalla casa famiglia. Per cui con molta probabilità si sta guardando a Vasto”. Questa dichiarazione mette in luce la difficoltà logistica di mantenere un legame costante con il paese di Palmoli per i bambini, qualora dovessero rimanere a Vasto per frequentare la scuola. L’inserimento in un nuovo contesto scolastico, infatti, è un passo delicato che richiede stabilità e vicinanza.
L’offerta del sindaco di una casa a Palmoli per Nathan, sebbene importante, deve confrontarsi con queste realtà pratiche. La proposta rimane valida, un segno di continua disponibilità e supporto da parte delle istituzioni locali: “I tempi si stanno allungando per cui qualora Nathan ne dovesse avere bisogno resta sempre in piedi l’offerta gratuita della casa a Palmoli”, ha ribadito Masciulli. Tuttavia, la decisione finale sul luogo dove Nathan si stabilirà e, soprattutto, sul destino dei suoi figli, spetta ai giudici, che dovranno valutare tutti gli elementi, compresi gli aspetti psicologici e sociali. La speranza è che le valutazioni in corso possano portare a una soluzione che ponga al centro il benessere e la stabilità emotiva e scolastica dei minori, permettendo loro di crescere in un ambiente sereno e, auspicabilmente, in tempi rapidi, vicino ai propri genitori.
