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Caporalato, Croce Rossa negli agrumeti etnei con il progetto Su.Pr.Eme.

Il Comitato CRI provinciale di Catania, ha attuato nei comuni agrumetati il progetto contro lo sfruttamento dei braccianti stranieri. Due le attività svolte: servizio navetta e team mobile di supporto socio-sanitario

Caporalato, lavoro nero, illegalità nel reclutamento della manodopera agricola, rappresentano una piaga nella carne dell’agricoltura siciliana e del Sud Italia in generale. Nel 2015 un fatto drammatico, la morte di una bracciante agricola pugliese di 49 anni, Paola Clemente, ammazzata dalla fatica mentre raccoglieva l’uva nelle campagne di Andria in una giornata d’agosto in cui il termometro segnava 45 gradi all’ombra, suscitò un’ondata emozionale che contribuì all’approvazione della legge 199/2016 (detta “anticaporalato”) che rappresenta un netto scatto in avanti nel contrasto all’intermediazione illegale nel reclutamento dei braccianti. Tuttavia, da sola la legge non è sufficiente a stroncare i “caporali” che lucrano intercettando manodopera straniera a basso costo che si sposta lungo la Penisola, seguendo la stagionalità della raccolta di frutta e ortaggi. Una delle attività di contrasto alle illegalità è il Programma Su.Pr.Eme. Italia (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate), finanziato nell’ambito dei fondi AMIF – Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs.

Servizio navetta e camper itinerante

L’assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana, ha aggiudicato alla Croce Rossa Italiana Comitato di Catania il servizio per il “Lotto 5” che comprende i comuni agrumetati della Piana di Catania: Adrano, Caltagirone, Mineo, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Palagonia, Paternò, Ramacca, Scordia. Un progetto che segue il ciclo della raccolta delle arance e che si concluderà il 31 marzo. “Abbiamo attivato intanto un servizio navetta per evitare che i lavoratori stagionali potessero essere vessati nel raggiungere i luoghi di lavoro, al quale abbiamo affiancato un camper itinerante con un medico, uno psicologo, un operatore sociale, un operatore legale, un operatore logistico – dice Agata Lanteri della Croce Rossa Italiana Comitato di Catania, coordinatrice del progetto – . L’obiettivo principale era quello di ascoltare questi lavoratori e capire cosa era necessario per trovare una soluzione ai loro problemi”. Grazie all’attiva collaborazione della Prefettura di Catania sono stati coinvolti i sindaci dei comuni agrumetati. L’azione è stata particolarmente efficace ad Adrano e Paternò, nella fascia pedemontana etnea, dove il fenomeno del reclutamento illegale della forza bracciantile è pressante, e a Mineo, Ramacca e Palagonia nella fascia calatina. Coinvolti circa 600 lavoratori stranieri, soprattutto uomini di età compresa fra i 30 e i 50 anni, che seguono il ciclo della raccolta. Guarda l’intervista con Agata Lanteri

Solo il 20 per cento torna a casa

“Si tratta di lavoratori in parte provvisori sul territorio e in parte stanziali – aggiunge Agata Lanteri – che lavorano per un anno seguendo la stagionalità dell’agricoltura: adesso le arance, poi seguirà la raccolta delle patate nel ragusano e nel siracusano, ed ancora carciofi, pomodori, olive sino a ricominciare il ciclo. Per quel che riguarda la nazionalità vi sono tanti marocchini e tunisini che si adattano meglio a questa tipologia lavorativa. Di questi, al massimo un 20 per cento riesce a far ritorno nel proprio Paese, la parte restante segue le altre raccolte”. In generale, al rientro dai campi, questi lavoratori vivono in maniera aggregata e comunitaria in contesti in cui si sviluppa una forte solidarietà. Ma la regolarità nel rapporto di lavoro è molto scarsa. In questo contesto, il comune di Mineo rappresenta una realtà virtuosa anche grazie alla presenza, per molti anni, del Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) che ha favorito la regolarizzazione e l’integrazione degli stranieri nel territorio. Particolarmente efficace il servizio che la Croce Rossa ha reso tramite il camper.

Kit igienici e vaccinazione

“Con il mezzo mobile – sottolinea Lanteri – siamo riusciti a consegnare ausili di prima necessità come kit igienico sanitari e coperte, ed è stato il modo per riuscire a colloquiare con i lavoratori. Da qui il passo all’attività sanitaria, come la vaccinazione, è stato breve. Siamo riusciti a superare anche il problema di quanti erano senza documenti grazie all’Azienda sanitaria provinciale che ha rilasciato gli STP, Straniero Temporaneamente Presente, una sorta di codice fiscale necessario per la vaccinazione”. La Croce Rossa, grazie alla collaborazione con i comuni, è riuscita ad essere presente in alcuni luoghi strategici dove ha installato servizi primari come i bagni chimici. A Scordia sono stati anche installati cinque alloggi riscaldati in legno, che hanno accolto quattro persone per modulo. Efficace lavoro di squadra “Con i comuni abbiamo svolto un bel lavoro di squadra. A Paternò, uno dei centri che ha maggiore necessità di assistenza, ci siamo insediati in via Vittorio Emanuele nei pressi della mensa della Caritas che ogni sera ha garantito un pasto caldo. Ad Adrano siamo presenti in piazza Umberto, nei pressi di un bar che al mattino è il punto di riferimento per i lavoratori. A Mineo siamo nella piazza principale e sulla provinciale per Caltagirone, dove i braccianti lasciano le loro bici, che poi riprendono la sera quando ritornano nei loro alloggi. A Scordia ci troviamo in piazza Mercato dove il comune ha istituito una servizio docce e dove sono presenti anche le lavatrici. E proprio a Scordia abbiamo installato gli insediamenti provvisori. Un bel lavoro di integrazione e di scambio di regole non scritte di convivenza come ad esempio quella di non fumare in casa. Il 31 marzo il progetto si concluderà, ma la Croce Rossa sarà sempre sul territorio con le sue delegazioni, affinché questo lavoro che stiamo svolgendo non si disperda ma prosegua anche in futuro”.

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Pietro Nicosia
Pietro Nicosia
Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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