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Cardiochirurgia pediatrica, “guerra” tra Taormina e Palermo. I dubbi sul futuro

Il centro specializzato dell'ospedale "San Vincenzo" ha salvato centinaia di bambini, ma resta una sistemazione provvisoria in attesa del nuovo polo del Capoluogo. La Regione ha assicurato che le attività proseguiranno, ma un decreto nazionale potrebbe impedirlo

Un polo di eccellenza, che negli anni ha salvato la vita a centinaia di bambini, sul cui futuro pesano alcune incertezze. È la storia del Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo dell’ospedale “San Vincenzo” di Taormina, attivo dal 2010 grazie a una convenzione con il “Bambin Gesù” di Roma. “In principio la struttura sarebbe dovuta sorgere a Palermo, ma i locali non erano pronti e negli anni la burocrazia ha rallentato tutto”, spiega a FocuSicilia il dottor Francesco Poli, ex commissario dell’Asp di Messina. Quest’anno, però, le cose potrebbero cambiare. La convenzione stipulata tra la Regione e il Policlinico “San Donato” di Milano, per una nuova unità di cardiochirurgia pediatrica al “Civico-Di Cristina-Benfratelli” di Palermo, ha rimesso in discussione il polo di Taormina, visto che il Piano ospedaliero regionale prevede una sola struttura di cardiochirurgia pediatrica nell’Isola. “In questi anni, al ‘San Vincenzo’, è nato un polo la cui fama va oltre i confini regionali e la cui esperienza va tutelata. E del resto non è detto che non si possa trovare il modo di far cooperare i due centri”, osserva Poli.

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Le tappe della vicenda

È il 15 maggio 2010 quando l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo annuncia “la nascita in Sicilia del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo”, frutto di una convenzione tra la Regione e l’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. La struttura dovrebbe sorgere nell’ospedale “Villa Sofia – Cervello” di Palermo, ma viene momentaneamente spostata “in attesa del completamento dei lavori”, che secondo l’assessore “avranno la durata di due – tre anni”. La scelta ricade sul “San Vincenzo” di Taormina, spiega Russo, perché in questo ospedale “esiste da anni una buona attività di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica”. Nel 2016 il “San Vincenzo” rinnova la convenzione con il “Bambin Gesù”, e la Regione ne prende atto mantenendo il centro a Taormina. Convenzione che sarà rinnovata a più riprese, fino a quella tuttora in corso, in scadenza nell’estate 2023. Proprio nel periodo in cui dovrebbe partire la nuova unità di Palermo.

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Le rassicurazioni della Regione

Per questo da mesi l’Amministrazione comunale guidata da Mario Bolognari chiede alla Regione “un chiaro e tempestivo pronunciamento”, per evitare di compromettere “l’opera eccezionale di questi anni”. Rassicurazioni sono arrivate alcuni giorni fa nel corso di una riunione con il nuovo assessore regionale alla Sanità Giovanna Volo. “Abbiamo ottenuto un impegno per un rinnovo della convenzione col ‘Bambin Gesù’ di quattro anni”, ha detto il sindaco dopo l’incontro, annunciando anche una convergenza “sulla necessità di un recupero di risorse finanziarie per questo rinnovo”. Nel corso della riunione è stato sollevato anche il tema dell’organico del “San Vincenzo”, che rappresenta un’eccellenza per la cardiochirurgia pediatrica ma deve fare i conti con gravi carenze negli altri reparti. “L’assessore ha rassicurato sulla volontà del governo di riportare il presidio alla normalità, con le assunzioni necessarie e la realizzazione della nuova rete sanitaria prevista dalla recente normativa”, ha detto ancora Bolognari.

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I numeri del Centro cardiologico

Secondo gli ultimi dati resi noti dal Comune di Taormina, il Centro dispone di otto posti letto in cardiochirurgia pediatrica, sei in cardiologia pediatrica e quattro in terapia intensiva post operatoria. La pianta organica prevede cinque dirigenti medici, 14 infermieri e un coordinatore infermieristico in cardiochirurgia, sette dirigenti medici e otto infermieri in cardiologia, dieci dirigenti medici e 18 infermieri in terapia intensiva. Dal 2010 al 2019 il Centro è costato 6,7 milioni, spesi per realizzare “reparti dotati di sala di emodinamica, sala operatoria, risonanza magnetica dedicata ai bambini”, nonché “sistemi di monitoraggio strumentali per ogni singolo letto in terapia intensiva”. Per quanto riguarda le attività, nel 2019 sono state effettuate 4.756 visite ambulatoriali e disposti 415 ricoveri, 229 in cardiochirurgia pediatrica e 186 in cardiologia pediatrica. Gli interventi chirurgici effettuati sui piccoli pazienti sono stati 229. FocuSicilia ha chiesto all’Asp di Messina dati più recenti, che al momento non sono stati ancora forniti.

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L’ipotesi della macro-regione

Con la partenza della nuova unità di cardiochirurgia pediatrica di Palermo, si pone il problema di due strutture uguali in una sola Regione. A regolare la materia è il decreto Balduzzi del 2012, che prevede un Centro cardiologico pediatrico ogni quattro-sei milioni di abitanti. La Sicilia, con i suoi 4,8 milioni (dato Istat 2022) avrebbe diritto soltanto a una struttura. Le cose cambierebbero, fa notare il comune di Taormina, in caso di accordo con la Calabria, regione confinante che sconta la “totale assenza di tale struttura”. Nei fatti, spiega il dottor Poli, la macro-regione esiste già. “Tante famiglie calabresi con bimbi cardiopatici vengono a curarsi a Taormina. Negli anni il centro ha guadagnato molto prestigio, spingendosi con le proprie missioni fino in Nord Africa”. Per questo motivo “pensare a una sospensione delle attività non sarebbe giusto”, considerando che la nuova struttura a Palermo “avrebbe bisogno di un lungo rodaggio, visto che le competenze per operare un neonato a cuore aperto non si improvvisano da un giorno all’altro”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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