fbpx

Caro energia e problemi “finanziari”. Da Acoset risposta e critica ai lavoratori

La partecipata pubblica che si occupa di fornire l'acqua a venti Comuni del catanese risponde alle rappresentanze sindacali dei lavoratori, che nei giorni scorsi avevano inviato una lettera alle istituzioni

Dopo la lettera inviata

inviata al Prefetto, alla Corte dei Conti e ai Sindaci dei comuni etnei in merito alle problematiche legate al caro energia dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori di Acoset SpA, che si occupa di distribuzione idrica in 20 comuni del comprensorio catanese, l’azienda risponde. In un comunicato precisa che “condivide i timori manifestati dai propri dipendenti alla luce di quella che è stata da loro stessi definita situazione di incertezza che provoca disagio e preoccupazione in prospettiva futura legato al “ben noto aumento del costo dell’energia elettrica che in pochi mesi ha avuto degli incrementi esponenziali”. Quello che invece l’azienda non condivide è l’accusa di completa inerzia degli Organi Amministrativi della Società che sta causando una implosione della stessa”, scrive Acoset 

Acoset “ha avviato sollecitazioni già a novembre 2021”

Secondo quanto scritto dalla partecipata pubblica, “già da novembre 2021 sono state diverse le sollecitazioni agli organi preposti nazionali e regionali, che sono stati interpellati al fine di trovare una soluzione celere, non solo per Acoset SpA ma per tutte le aziende assimilabili a essa”. L’aumento del costo dell’energia elettrica, infatti, “riguarda tutte le aziende del territorio italiano, e colpisce ancor di più aziende come Acoset la quale pur essendo grande consumatrice di energia elettrica si scontra con la difficoltà di non rientrare tra le aziende energivore e dunque per questo esclusa dalle agevolazioni sui costi della stessa”.

Le tariffe stabilite da Arera

Secondo Acoset ad aggravare questa situazione c’è l’impossibilità di recuperare immediatamente le spese sostenute per il pagamento delle fatture elettriche “poiché, come già spiegato più volte anche attraverso canali mediatici autorevoli, Acoset affronta tutti i costi (anche delle bollette elettriche) facendoli rientrare nelle tariffe che applica agli utenti, con una precisa definizione del metodo tariffario biennale”. La tariffa, quindi, “è una variabile che non viene calcolata dal gestore (sia esso pubblico, privato o misto) né dipende da esso, dipende da una serie di parametri stabiliti dall’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera)”. Ed è, specificano dall’azienda, sempre l’Arera che la approva, dopo l’Assemblea Territoriale Idrica (Ati). Gli investimenti e i costi operativi sono parte di quelle voci che, secondo le regole, concorrono al calcolo della tariffa idrica. La normativa, inoltre, prevede che esista un vincolo al metodo tariffario, aggiornato ogni 2 anni, che prende a riferimento i costi sostenuti e riconosciuti nei due anni precedenti, con uno slittamento evidente tra i costi sostenuti e le somme recuperate.

Si fattura con costi del 2018 e 2019

Acoset fa quindi sapere che per gli anni 2020-2022 “fattura con uno schema tariffario basato sui costi sostenuti e riconosciuti al 2018 e 2019, facendosi carico finanziariamente di anticipare i costi per il biennio. Proprio questo meccanismo rende insostenibile l’attuale momento storico, poiché i costi non trovano immediato ristoro nelle tariffe attuali. Ecco perché si è avviata e si sta lavorando insistentemente per ottenere, presso l’ARERA, un adeguamento tariffario il quale resta al momento l’unica via percorribile, nel totale silenzio delle altre istituzioni. Corre l’obbligo – prosegue la nota – correggere la nota emanata: la conseguenza di tutto questo non è un ‘forte deficit economico’, avendo Acoset SpA un bilancio assolutamente in attivo, semmai si tratta di un momentaneo ‘deficit finanziario’. Che per chi ha conoscenza degli strumenti economici è cosa ben diversa”.

La critica alle rappresentanze sindacali

La nota di Acoset nel finale non risparmia però dure critiche ai dipendenti e ai sindacati. “Ci si chiede – si legge – come mai solo adesso i dipendenti, la RSU, e le segreterie sindacali a essa collegata stiano manifestando la loro legittima preoccupazione, non a fianco dell’azienda ma in maniera autonoma e per alcuni versi con posizioni oppositive a essa, nonostante – a oggi e puntualmente – l’azienda sia riuscita comunque a garantire loro stipendi, premi produzione, emolumenti e indennità previste dal contratto. La governance – come sempre – resta a loro disposizione per verificare “la reale situazione della Società”, e pur condividendo in parte il contenuto della nota ritiene altresì che le illazioni fatte siano pretestuose e nettamente in ritardo rispetto al sorgere della problematica. Si spera ancora si possa instaurare un tavolo di confronto, pacato e costruttivo, al fine di raggiungere insieme il medesimo obiettivo: tutelare l’azienda nella sua totalità”.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

20,110FansMi piace
462FollowerSegui
324FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli