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Cassa integrazione in Sicilia, per Cgil il 2020 “anno terribile”

Secondo quanto calcolato dal sindacato sono stati persi 5.900 euro l’anno da ogni lavoratore in cig per un totale di 398 milioni di euro di redditi in meno. E ben 67 mila sono rimasti fuori

Un anno terribile in Sicilia nel 2020, certificato anche dall’impennata del ricorso alla cassa integrazione (cig). Secondo quanto calcolato da Cgil Sicilia sono stati persi 5.900 euro l’anno da ogni lavoratore in cig per un totale di 398 milioni di euro di redditi in meno. Ma il sindacato propone di prorogare cig e blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’emergenza per evitare la catastrofe sociale e investire in formazione continua politiche attive del lavoro.

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67 mila lavoratori rimasti fuori

Il 2020 si è chiuso per la Sicilia con un più 1306 per cento di ore di cassa integrazione autorizzate rispetto all’anno precedente, il triplo di quelle successive alla crisi del 2008. Sono più di 67 mila dunque i lavoratori rimasti fuori, nei mesi di crisi sanitaria, da ogni circuito produttivo. La perdita di reddito procapite, poco inferiore ai 6 mila euro, è frutto di uno studio realizzato per il sindacato dal Centro studi dell’associazione Lavoro & Welfare, e presentato oggi. Dall’analisi di tutte le tipologie di cig (ordinaria, straordinaria, fondi di solidarietà, cassa in deroga), emerge che sono andate complessivamente perdute nell’isola 17.549.678 giornate lavorative (526 milioni  in tutto il Paese) e un reddito totale di 398 milioni di euro al netto delle tasse.

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Picchi a Ragusa e Caltanissetta

Nel dettaglio le ore coperte dai fondi di integrazione salariale (Fis) hanno avuto un’impennata rispetto allo stesso periodo del 2019 del più 5.645,28 per cento, la cassa integrazione in deroga ha registrato un aumento del 351.603,22 per cento, la cig speciale una crescita più contenuta del 30,06 per cento. L’aumento più consistente, in termini assoluti a causa della scelta caricare qui tutte le richieste per Covid-19, l’ha registrato la cassa integrazione ordinaria con un 2.268,84 per cento, pari a 42.659.396 ore. I picchi sono stati nelle province di Ragusa (4.471 per cento), Caltanissetta (più 4.281), Agrigento (più 3.521). Complessivamente sono state erogate in Sicilia risorse per cassa Covid pari a 1 miliardo e 179 milioni, oltre a 2 miliardi e 88 milioni del fondo di solidarietà bilaterale artigiano. Parecchi inoltre i contratti di solidarietà, cresciuti del 38,89 per cento rispetto al 2019.

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La cig “termometro dell’economia”

La cassa integrazione, secondo quanto dichiarato da Cesare Damiano presidente di Lavoro & Welfare, “rappresenta un termometro per l’andamento dell’economia e dell’occupazione e ne testa lo stato di salute. Guardando ai dati è evidente che non siamo messi bene e che siamo lontani dal ritorno alla normalità”. I dati sono stati illustrati da Monica Genovese, componente della segreteria regionale Cgil, che ha evidenziato “la necessità urgente e improrogabile di una riforma del mercato del lavoro, degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive”. I numeri, secondo il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, descrivono un forte peggioramento dell’andamento economico. Con la scadenza degli ammortizzatori sociali e la fine a marzo del blocco dei licenziamenti si determinerebbe nell’isola una situazione sociale difficilissima”.

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A rischio 70 mila posti di lavoro

Secondo le stime della Cgil verrebbero cancellati più di 70 mila posti di lavoro, il 10 per cento degli occupati dei settori privati e in tutto il paese si perderebbero fino a un milione di occupati. Ecco perché il sindacato chiede la proroga degli ammortizzatori sociali per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria e il blocco dei licenziamenti. Da accompagnare  con politiche attive e con investimenti per la formazione continua  e la riqualificazione di chi esce dal circuito produttivo, per incentivare nuove competenze e garantire un nuovo ingresso nel mercato del lavoro. “Su questo obiettivo- ha detto Mannino- vanno convogliati i fondi non spesi della vecchia programmazione europea, un ruolo importante spetta dunque alla Regione”. Contemporaneamente, per la Cgil Sicilia, vanno riviste le. politiche attive del lavoro e il ruolo dei centri per l’impiego, “garantendo che programmi come garanzia giovani procedano velocemente e senza intoppi”, ha sostenuto Genovese che ha anche sollecitato un maggior utilizzo nel periodo critico attuale e post pandemia dei contratti di solidarietà.

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Redazione
Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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