fbpx

Catania, al Comune gli atti “viziati” del commissario (quasi) revocato

I provvedimenti di Portoghese decadono? Per i giuristi "non ci sono effetti automatici di nullità". Ma tra una eventuale "revoca" e un "annullamento" passa un possibile caos fatto di centinaia di ricorsi e contenziosi. Il Consiglio comunale, intanto, intima di "attenersi all'ordinaria amministrazione"

Una volta rimosso il commissario straordinario del Comune e della Città Metropolitana di Catania, Federico Portoghese, operazione per la quale la Regione Siciliana ha avviato la procedura per la revoca dell’incarico, cosa ne sarà di tutti gli atti amministrativi che il vertice dell’ente ha sottoscritto in questi quattro mesi di attività? Una domanda che circola in città e che aprirebbe a scenari preoccupanti, tanto che anche il Consiglio comunale, mercoledì sera, ha deliberato all’unanimità invitando il commissario, in attesa del chiarimento definitivo della sua posizione, ad astenersi dall’adottare atti non strettamente legati all’attività ordinaria. L’ipotesi più grave è che i provvedimenti siglati fin qui dal commissario potrebbero non essere validi. Tuttavia, sono diverse le distinzioni da fare. A cominciare dalla tipologia del provvedimento regionale di rimozione del commissario. “Se si tratta di una revoca – osserva Attilio Toscano, docente di Istituzioni di diritto pubblico presso il dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania – la risposta in punto di diritto è semplice: la revoca è efficace ‘da oggi’ e dunque problematiche sugli atti adottati in precedenza non ce ne sono in assoluto”.

Leggi anche – Catania, il Consiglio diffida Portoghese: ‘Si limiti ad atti strettamente necessari’

Nessun effetto automatico sugli atti, seppur ‘viziati’

Quella che chiamiamo revoca, però, potrebbe avere la forma di un annullamento in autotutela. “La differenza rispetto alla revoca – chiarisce Toscano – è che retroagisce, opera ‘ex nunc’ (sin da allora) e quindi gli atti del commissario potrebbero essere affetti da illegittimità viziante. L’annullamento della nomina a monte vizia anche gli atti a valle”. Crollerebbe così tutta l’azione amministrativa di Portoghese? In realtà no. “Questo vizio – precisa il docente – non comporta degli effetti automatici di nullità degli atti. Li vizia ma non li fa decadere in automatico. Bisognerà impugnare il singolo atto, con un ricorso entro 60 o 120 giorni”. Nessuna nullità automatica, quindi, anche perché vige un principio generale dell’ordinamento giuridico secondo cui il commissario, anche se nominato illegittimamente, ha operato come “funzionario di fatto”, quindi come soggetto legittimato. “Gli atti messi in mano a un giurista – commenta Toscano – potrebbero avere dei problemi, ma per la generalità degli atti possiamo dire che sono fatti certamente salvi, soprattutto per i cittadini che ne hanno tratto dei vantaggi”.

Leggi anche – Catania, sul “caso” del commissario Portoghese interviene anche Cisl

La fattispecie del “funzionario di fatto”

Sulla fattispecie del “funzionario di fatto”, interviene anche l’avvocato amministrativista Rocco Todero. “Si tratta di un istituito giuridico – spiega – che fa salva la legittimità degli atti e dei provvedimenti adottati da soggetto la cui nomina a titolare dell’organo viene successivamente invalidata in sede giurisdizionale o annullata in via di autotutela da parte della stessa pubblica amministrazione”. Secondo una giurisprudenza consolidata e in base “ai principi della conservazione degli atti giuridici, della continuità dell’azione amministrativa e del legittimo affidamento riposto da soggetti terzi nei confronti degli atti emanati da chi appare titolare dell’organo amministrativo – prosegue Todero – gli atti e i provvedimenti adottati devono considerarsi pienamente validi ed efficaci”, a parte naturalmente ogni l’ipotesi di illegittimità connessa agli stessi atti e per la quale occorre proporre un ricorso amministrativo sul singolo caso. Ma nella generalità, gli atti di Portoghese, “anche in caso di annullamento in autotutela dell’incarico, rimangono incontestabili”, dichiara l’avvocato.

Leggi anche – Catania, Comune senza vertici. Cgil: “Un tavolo con le parti sociali”

Il principio di continuità degli organi dello Stato

Sugli atti che portano la firma del commissario “non credo ci siano particolari dubbi, non succede assolutamente nulla, per il principio del funzionario di fatto”, conferma Giacomo D’Amico, professore di Diritto costituzionale presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Messina. “Faccio un esempio clamoroso – prosegue – con un episodio che risale al 2014, quando una sentenza della Corte costituzionale dichiarò illegittima una legge elettorale del parlamento nazionale: il cosiddetto Porcellum. In quell’occasione le varie parti contrapposte chiesero che tutti gli atti posti in essere dal parlamento, eletto illegittimamente, dovevano essere invalidati, compresa l’elezione del presidente della Repubblica, Mattarella. La Corte richiamò il principio di continuità degli organi dello Stato – in questo caso lo applichiamo all’ente comunale – che non può non continuare a sopravvivere, anche compiendo atti”. Per D’Amico, “C’era un commissario in quel momento legittimamente nominato, il fatto che sia stato successivamente revocato non inficia la legittimità degli atti, a meno che non ci siano vizi autonomi nell’atto”.

- Pubblicità -
Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

21,128FansMi piace
511FollowerSegui
349FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli