fbpx

Catania e Pnrr, il volto nuovo della città passa per i Piani Urbani integrati

Nel capoluogo dovranno essere spesi entro marzo sessanta milioni di euro per Librino, San Berillo e Ognina, a cui si aggiunge il parco urbano di Monte Po'. Altrettanti nelle aree urbane lungo le linee ferroviarie metropolitane, verso Adrano e l'acese. A illustrare il tutto è stato ieri Biagio Bisignani, direttore dell'Urbanistica del comune di Catania

Una pioggia di milioni di euro per le periferie urbane della città metropolitana di Catania. Sono 62 per il capoluogo, per quattro macro-aree, altri 60 per nove progetti che riguardano diversi Comuni dell’hinterland. Tutti questi sono inseriti all’interno dei Pui, i Piani Urbani Integrati che fanno parte del più ampio Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, meglio noto come Pnrr. Progetti che nascono non solo per risolvere problematiche urbanistiche, ma specificamente “per dare una svolta alle città che vivono anche difficoltà nell’inclusione sociale”, come spiega l’ingegnere Biagio Bisignani, direttore dell’Urbanistica del comune di Catania.

Le macro aree scelte per gli interventi

Si tratta, per il territorio di Catania, delle macro-aree di Librino, San Berillo e Ognina e del Parco Monte Po’, zone per le quali sono state stanziati rispettivamente 23,5 milioni, 33 milioni e 15 milioni. Un complesso di interventi a cui si aggiungono quelli sugli assi delle ferrovie “metropolitane” di Fce ed Rfi, per un totale di 60 milioni. Sono divisi tra l’area “a ovest, pedemontana, che va a interessare lungo il complesso di opere già in atto per la metropolitana quei territori che vanno da ovest a est”, ovvero da Adrano fino a Misterbianco, al confine con Catania e il quartiere Monte Po’. L’altro asse è a nord-est, “verso l’acese, seguendo l’opera di costruzione delle stazioni metropolitane a carico stavolta di Rete ferroviaria italiana”, spiega Bisignani, passando per Ognina e arrivando alla stazione centrale e il vicino San Berillo. Un progetto urbano “integrato”, denominato non a caso “una sintesi tra margini urbani”, dove le opere del capoluogo chiudono idealmente questi due assi di intervento.

Le opere previste nel Pui nelle aree al di fuori dal Comune di Catania

Molte opere in gara, aggiudicazione “entro marzo 2023”

Le opere, secondo la “stringente timeline data dalle regole del Pnrr”, dovranno andare a esito di gara “entro il mese di marzo 2023”, spiega il direttore dell’urbanistica di Catania, e da qui si avvierà una difficile corsa contro il tempo “per completarle entro il 2026, sperando che nel mezzo non ci siano ritardi dovuti a ricorsi o altro”. Parte di questi bandi, quelli più onerosi, verranno gestiti da Invitalia, mentre quelli entro un paio di milioni di euro saranno oggetto di bandi specifici del Comune e della Città metropolitana, enti attualmente guidati dallo stesso commissario straordinario, Federico Portoghese. Proprio Portoghese è stato il riferimento per la stesura dei Pui, “con il quale abbiamo cercato di mettere insieme una strategia territoriale, in un momento nel quale molti dei vincoli dei piani regolatori sono scaduti. E la strategia di sviluppo delle periferie catanesi è quindi il quadro di unione dei vari interventi, delle cerniere”.

Il quadro d’insieme

Il quadro del Pui vede così una interconnessione tra la stazione Monte Po’ della metropolitana Fce e quindi il Parco Monte Po’, che dalla collina dove sorge l’omonimo quartiere si svilupperà lungo l’area delimitata dai fiumi Acquicella e Acqua Santa fino all’area del Cimitero, e l’area di Librino, dove sono previste due fermate della metropolitana e un intervento Pui diviso tra l’ampliamento del Campo San Teodoro attualmente gestito dai Briganti rugby per 10 milioni, sette milioni destinati al recupero della ex sede della scuola Brancati abbandonata ormai da un decennio e al completamento, per 6,5 milioni, di alcune strade e del parco urbano. San Berillo e Ognina sono a loro volta i “terminali” degli interventi lungo l’asse “Catania-Aci”. Il borgo marinaro verrà collegato all’area della stazione Rfi di via Fiume, al momento sottoutilizzata, e al costruendo viale De Gasperi nei pressi del quale sono già in atto grandi investimenti privati. Nello storico e degradato quartiere di San Berillo, nel centro di Catania, si segnala la realizzazione di un urban center e di nuove sedi degli uffici comunali per sei milioni di euro.

Un “Urban center” verso il nuovo piano regolatore

Si tratta di un centro che secondo Bisignani “dovrebbe consentire il dialogo sui temi urbanistici nella città”. L’idea dell’Urban center si aggancia perfettamente al quadro complessivo che vede appunto un Piano regolatore con vincoli non più vigenti a Catania. “Ma è chiaro che questi interventi -prosegue Bisignani – date le norme sempre più stringenti e le opere già definite, danno già un volto alla pianificazione della città. Quello che resta da normare sono le eventuali aree di espansione, ridotte per forza dalle nuove esigenze di poco consumo di suolo. Ma dovrà farlo un soggetto politico”, spiega Bisignani riferendosi alla particolare situazione del Comune, attualmente commissariato dopo le dimissioni del sindaco eletto. L’auspicio è comunque che l’intervento del Pui sia da stimolo anche per grandi opere private, una tra tutte quella dell’area del Corso Martiri della Libertà adiacente al quartiere San Berillo, dove da anni si aspetta “l’esecuzione del master plan ideato dall’architetto Cucinella”, conclude il direttore dell’Urbanistica del comune di Catania.

- Pubblicità -
Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

21,128FansMi piace
511FollowerSegui
349FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli