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Catania, taxi in area pedonale solo con mail. “Perdita di tempo e rischio multe”

Secondo il regolamento, i passaggi sono consentiti soltanto "per il prelevamento o l’accompagnamento dei clienti", e vanno autorizzati via posta elettronica "entro 48 ore, con apposito Modulo Avvenuto Transito". Le proteste della categoria e lo stop del Comune

Per accedere alle aree pedonali del Comune di Catania ed evitare la multa, i tassisti etnei dovranno inviare una mail. I taxi del servizio pubblico cittadino, entro 48 ore da ogni passaggio, dovranno essere autorizzati tramite posta elettronica. Senza si rischiano punti e soldi. Mentre in tutta Italia monta la protesta della categoria sul decreto Concorrenza – che propone di aprire il mercato alle “applicazioni web” e aumentare la concorrenza “anche in sede di conferimento delle licenze” – a Catania è scontro tra tassisti e Amministrazione sulle nuove regole per le Zone a traffico limitato e le aree pedonali. “La nostra categoria non è adeguatamente formata, saremo costretti a perdere molto tempo per inviare le mail”, dice a FocuSicilia Antonello Ruffino, esponente del Silt, Sindacato italiano libero trasporti aderente a Confcommercio Catania. Per Ruffino si rischia un aumento delle contravvenzioni, “con sanzioni di centinaia di euro e perdita di punti della patente”, proprio nell’estate 2022, che avrebbe dovuto segnare “una rinascita dopo due anni di pandemia”.

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Aree pedonali e Ztl, regole diverse

A controllare gli accessi per conto del Comune di Catania è Amts, la partecipata che gestisce gli autobus pubblici e la sosta a pagamento. Ztl e aree pedonali hanno regole diverse. Per la prima – compresa nel perimetro di via Sangiuliano, via Mancini, via Reina, via della Loggetta, via Santa Maria del Rosario, via Sant’Agata, via Vittorio Emanuele, via Leonardi, via Valle e via Landolina – i taxi saranno iscritti automaticamente nell’apposita white list, a cura dell’ufficio licenze del Comune. Le aree pedonali sono tre: via San Giovanni Li Cuti e vicolo Liborio Santangelo; piazza Duomo e via Etnea (da via Dusmet a piazza Stesicoro, eccetto gli attraversamenti di via Fragalà-via Collegiata e via Antonino di Sangiuliano); via Michele Rapisarda e piazza Bellini. Qui i passaggi dei taxi sono consentiti “solo per il prelevamento o l’accompagnamento dei clienti”, e vanno autorizzati inviando via mail, entro 48 ore, apposito Modulo Avvenuto Transito con documentazione giustificativa”.

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Regole complicate e poco chiare

A quel punto le mail vanno incociate con le registrazioni delle telecamere per capire chi multare e chi no. Una procedura inutilmente complicata, secondo Ruffino. “A Catania i taxi sono 200 e lavorano su due turni, cento per volta. Identificarli attraverso la targa e il numero di licenza sarebbe stato molto più facile”. Il regolamento, inoltre, non chiarisce se la mail con l’autorizzazione possa essere riepilogativa o debba essere inviata per ciascun passaggio. “In estate chi lavora in città può passare anche dieci volte dal centro. In questo caso dovremmo mandare dieci mail? E se ne dimenticassimo una, scatterebbe la multa?”. La categoria non è contraria alle Ztl e alle aree pedonali, precisa l’esponente del Silt. “Con le giuste regole potrebbero spingere il turismo e incrementare il lavoro. Invece non si è fatto nulla nemmeno per contrastare l’abusivismo”. Il riferimento è all’articolo del regolamento che riguarda i veicoli a noleggio con conducente – meglio noti come Ncc – per cui sono previste le stesse regole dei taxi.

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La crisi dei tassisti

Le decisioni del Comune arrivano in un momento non facile per la categoria, ribadisce Ruffino. “In questi giorni come Silt aderiamo allo sciopero nazionale sul decreto Concorrenza, ma in generale la nostra categoria ha pagato più di altre la crisi Covid”. Negli ultimi due anni le perdite sono state pesanti, spiega il sindacalista. “Nel 2020 abbiamo avuto perdite di fatturato fino al 90 per cento, non coperte dai 600 euro dello Stato e dai tremila euro messi a disposizione dalla Regione”. Le cose sono un po’ migliorate nel 2021, “ma la ripresa sarebbe dovuta arrivare quest’estate. Invece dobbiamo fare i conti con i rincari del carburante e le scelte incomprensibili del Comune”. Il sindacato ha già incontrato l’assessore alla Mobilità Giuseppe Arcidiacono, ma l’interlocuzione dovrebbe continuare nei prossimi giorni. “Abbiamo chiesto un incontro al sindaco facente funzioni, Roberto Bonaccorsi, per risolvere una situazione che rischia di danneggiarci seriamente”.

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Lo stop dell’Amministrazione

Chi sembra chiudere a ogni spiraglio di confronto, però, è proprio l’assessore Giuseppe Arcidiacono. “Siamo nel 2022, oggi con un telefonino la mail si manda in un minuto e mezzo”, dice a FocuSicilia il responsabile della Mobilità. L’assessore sembra confermare l’interpretazione per cui ogni passaggio necessita di una mail singola. “Se devono mandare dieci mail vuol dire che passano dieci volte e che lavorano”. Le regole fissate per le aree pedonali, aggiunge, sono stringenti. “Da lunedì a venerdì possono passare anche i velocipedi, oltre naturalmente agli aventi diritto, purché non superino i dieci chilometri l’ora. Sabato, domenica e nei festivi è vietato anche a loro”. Quanto alla possibilità di nuove interlocuzioni con la categoria, Arcidiacono è netto. “Non c’è margine per ulteriori discussioni”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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