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Catania, zona industriale da rifare. “Progetti per 10 milioni entro il 2021”

Allagamenti, scarsa illuminazione, strade dissestate o inagibili. Sono i problemi, annosi e mai risolti, dell'area di Pantano D'Arci e denunciati dagli imprenditori. Ospite di Confindustria, il sindaco Pogliese annuncia nuovi bandi e opere idrauliche per 150 milioni di euro

Di una “strategia per la zona industriale etnea” gli imprenditori catanesi aderenti a Confindustria avevano già discusso nel giugno del 2020 con l’amministrazione comunale. E oggi, a oltre un anno di distanza, a tracciare un bilancio di quanto avviato, e di quanto ancora resta da fare, è il sindaco di Catania Salvo Pogliese, nuovamente ospite nella sede di viale Vittorio Veneto dell’associazione datoriale. Insieme all’assessore alla zona industriale Giuseppe Arcidiacono, Pogliese ha presentato un elenco di opere “che rappresentano investimenti tre volte superiori al passato sull’area, ora in gestione diretta del comune e della Sidra dopo anni di coesistenza di vari soggetti”, ha affermato. Nell’area sono previste opere idrauliche per oltre centocinquanta milioni di euro, a carico di Stato e Regione siciliana. Tra queste il completamento del “collettore B” che collegherà l’area a ovest della città con il torrente Buttaceto completando il cosiddetto sistema del “canale di gronda”. I lavori già conclusi, messi a bando dal Comune con i fondi del cosiddetto “patto per Catania, sono invece pari a quattro milioni e mezzo di euro, sono solo una parte di quanto preventivato per l’area, che attende anche il completamento di opere già avviate per oltre 5 milioni. Restano inoltre 10 milioni di euro “frutto delle rimodulazioni sui fondi Patto per il Sud”, specifica Pogliese, che verranno messi a bando “entro la fine del 2021, a giorni avremo la validazione da parte del professionista in convenzione ingegnere Maurizio Erbicella”.

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Le opere già concluse e in corso

L’elenco, stilato dalla Direzione Lavori pubblici e Infrastrutture del capoluogo etneo, comincia con le opere già concluse, per complessivi 4,55 milioni di euro, tutte finanziate con i fondi del cosiddetto “Patto per Catania. Sono tre e precisamente: i lavori di rifacimento delle strade nell’area Zic, finanziato per 1,5 milioni di euro, conclusi nel 2020. I lavori di riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione con orientamento al risparmio energetico, telecontrollo e sicurezza territoriale”, conclusosi nel lugio 2021 e costato 1,75 milioni di euro. Sono stati inoltre eseguiti per un ammontare di 1,3 milioni i lavori di messa in sicurezza di via Anfuso. La consegna non è ancora avvenuta perché si è in “fase di collaudo”. In corso restano gli interventi di rifacimento della rete idrica dei blocchi nord ed est, finanziato per 4,16 milioni dal Patto per Catania, e la cui ultimazione prevista a giugno 2022, e l’intervento di ristrutturazione della sede del Comando dei Carabinieri limitrofo alla sede Irsap, che dovrebbe fornire le funzioni di un Centro servizi integrati per le imprese. anche quest’opera finanziata con il Patto per Catania con 1,25 milioni di euro sarà completata nel 2022, a settembre.

Opere per 10 milioni a bando “entro fine anno”

Pogliese ha inoltre riferito di una serie di progetti per effettuare la “riqualificazione e il potenziamento e nuove tecnologie della rete viaria della zona industriale di Catania”. Si tratta di vari interventi sparsi sul territorio di Pantano D’Arci e che verranno messi “a bando entro il 31 dicembre”. Sono opere di rifacimento delle sedi stradali dei blocchi sud, di rifacimento della rete di pubblica illuminazione e ripristino della funzionalità dei canali di raccolta delle acque meteoriche, che dovrebbero “avviarsi entro marzo” specifica l’assessore Arcidiacono, e che verranno finanziare complessivamente per 10milioni di euro con una “rimodulazione dei fondi del Patto per il Sud”, ribadisce il sindaco Pogliese. La progettazione definitiva “è conclusa”, ma è attualmente è in corso la verifica del progetto, per “l’avvio delle procedure di affidamento in appalto integrato, di cui si sta occupando l’ingegnere Maurizio Erbicella”. Un incarico esterno dunque, ma secondo il sindaco non c’erano alternative “al momento la pianta organica del Comune ha solo due ingegneri, due architetti e venti geometri, su oltre duemila dipendenti. Motivo per cui abbiamo chiesto, e ottenuto dal ministero alla Pubblica amministrazione, l’arrivo di 13 giovani laureati che coadiuveranno il lavoro degli uffici tecnici”, spiega Pogliese. A breve dovrebbero inoltre aggiungersi “70 nuovi ingegneri, architetti, avvocati e commercialisti da assumere a tempo determinato con uno stanziamento di 4 milioni proveniente dalla rimodulazione di React Eu”. Da mettere a bando restano infine lavori per un milione di euro per il rifacimento del manto stradale e la messa in sicurezza di via Pittari di via Mollica Alagona e delle strade limitrofe. Anche qui la “progettazione definitiva è conclusa”.

Leggi anche – Strategie per la zona industriale etnea giugno 2020

Interventi contro il rischio idraulico: oltre 150 milioni

Ben più consistenti, anche se dipendenti non dal Comune ma da Stato e Regione siciliana, sono invece gli interventi di messa in sicurezza del territorio contro il rischio idraulico, che raggiungono un totale complessivo ben oltre i centocinquanta milioni di euro. La prima opera è la riqualificazione e sistemazione del torrente Forcile e dei suoi affluenti, che insiste nell’area a nord est della zona industriale e a limitare con l’aeroporto e il quartiere di Santa Maria Goretti. L’intervento, finanziato per 28,8 milioni di euro con fondi del Patto per Catania, ha la progettazione esecutiva conclusa è stato approvato in Conferenza Speciale di Servizi, ed è attualmente è in corso la verifica della progettazione a cura dell’Ufficio del Commissario Straordinario per gli interventi contro il dissesto idrogeologico nella Regione Siciliana, che dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2022.
Nell’area a ovest al confine con Misterbianco è invece atteso il completamento del collettore pluviale B, meglio noto come “canale di gronda”. L’intervento è finanziato per 53 milioni di euro con fondi della delibera Cipe 25 del 2016, ma il progetto definitivo è al vaglio della Conferenza Speciale di Servizi per la cui approvazione mancano i pareri dell’Autorità di Bacino e del Genio Civile, già sollecitati.
A questo si collegano le opere di mitigazione del rischio idraulico lungo l’asta del Canale Buttaceto a valle dell’immissione del collettore pluviale B. L’intervento, finanziato per 34,2 milioni con fondi del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, vede già affidata ma non ancora completata la progettazione esecutiva, la cui presentazione è prevista entro il primo semestre del 2022.
Infine ulteriori 35 milioni di euro serviranno al completamento della rete fognaria della zona industriale con messa in esercizio della linea dei reflui industriali del depuratore consortile di Pantano d’Arci. Per quest’opera è stata inoltrata al presidente della Regione siciliana e agli assessori alle Infrastrutture ed alle Attività Produttive una richiesta di finanziamento per 35 milioni di euro sulla base di una ricognizione delle opere fognarie da completare e del progetto di adeguamento della linea dei reflui industriali agli atti di Sidra, la società per azioni, partecipata al cento per cento dal Comune, che si occupa della fornitura dell’acqua potabile.

Biriaco: “Manca la sicurezza, chiediamo normalità”

Quello idraulico è problema “intrinseco all’area” come ricorda il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco. “La zona industriale sorge in una zona che non a caso si chiama Pantano d’Arci, e non potendola spostare ci auguriamo che ci si possa lavorare in sicurezza per i lavoratori, rendendola almeno normale”. Al momento del resto “l’area paga praticamente venti anni di abbandono, ed è molto complicato fare impresa in queste condizioni. Chi era presente oggi rappresentava aziende con circa 18 mila lavoratori, e chiediamo oltre alla manutenzione straordinaria anche quella ordinaria”. Una richiesta quella di una gestione ordinaria a cui risponde con franchezza il sindaco di Catania: “Siamo un comune in dissesto, con bilancio quinquennale vagliato dal ministero. Paradossalmente è più semplice reperire fondi per opere da fare ex novo, come una strada, che reperire in bilancio fondi per tappare solo un buco in strada”, conclude Salvo Pogliese.

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Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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