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Cefpas, la Sicilia punta sulla formazione dei medici. “Siamo un’eccellenza”

Nasce come centro di formazione per medici professionisti, oggi abbraccia tutto quanto è collegato al mondo sanitario e inizia a rivolgersi anche agli specializzandi. L'ambizione è di erigersi a polo d'eccellenza europeo, riferimento soprattutto per i paesi mediterranei

Negli anni ha cambiato ruolo e forma e oggi è il punto di riferimento e di supporto delle aziende sanitarie siciliane. Secondo quanto sostiene il suo direttore Roberto Sanfilippo, inoltre “ha grandi potenzialità e nei prossimi anni può diventare tra le prime cinque strutture in Europa”. Stiamo parlando del Cefpas di Caltanissetta, un campus in cui le tecnologie più avanzate, come i manichini medici che simulano tutto il corpo umano, permettono una formazione avanzata dei medici siciliani. I corsi sono rivolti ai dottori già in servizio in particolare, ma come spiega a FocuSicilia il direttore Sanfilippo, si sta pensando anche agli specializzandi, a quelli che saranno medici a tutti gli effetti tra qualche anno. Una formazione necessaria a loro ma anche ai pazienti che si sentono in mani più sicure. “Il motto a cui ci si ispira è: mai per la prima volta su un paziente”.

Storia ed evoluzione del centro

Il Cefpas nasce nel ’93 con una legge della Regione Siciliana. L’idea era di convertire l’ospedale psichiatrico, non più previsto dalla legge, in una scuola di professioni sanitarie. Poi queste furono istituite presso le Università statali e non più presso le Regioni, quindi il Cefpas diventa centro di formazione per il personale socio-sanitario della Regione Siciliana. Dal dicembre 2018 è diretto da Roberto Sanfilippo. La più grande evoluzione per il centro è degli ultimi quattro anni spiega il diirettore. “Non si occupa più solo di formazione, ma anche di digitalizzazione, telemedicina e ogni altro intervento che possa essere utile al sistema socio-sanitario. Oggi è un’azienda di supporto alle aziende sanitarie del sistema. Una nuova mission davvero interessante anche perché ha imposto alla Regione di dotare il centro di una serie di risorse per una ristrutturazione profonda sia dal punto di vista logistico che delle risorse umane. Il campus è grande, sono sette ettari e 36 mila metri quadrati al coperto”.

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Come si stabilisce l’offerta formativa

Come detto, il Cefpas crea sinergie con il mondo della ricerca e dell’istruzione a vari livelli secondo un meccanismo che il direttore definisce “composito”. “Ogni anno, per l’anno successivo – spiega Roberto Sanfilippo – facciamo un’analisi dei fabbisogni insieme al dipartimento Dasoe della Regione Siciliana e sui documenti nazionali e comunitari nonché con le aziende sanitarie del territorio. Su questo viene programmato l’anno formativo successivo”. Se poi durante l’anno nasce qualche necessità specifica l’offerta formativa viene implementata. Oppure, anche le aziende sanitarie siciliane possono commissionare corsi “anche a valere su altri fondi da quelli dedicati a noi dalla Regione Siciliana”, dice Sanfilippo. “Anche perché c’è una legge che dice che le aziende sanitarie si avvalgono del Cefpas per la formazione del personale”. Nell’ambito dell’evoluzione delle competenze del centro, inoltre, dal 1999, trova spazio anche la medicina generale che a differenza delle professioni sanitarie è in capo alla Regione.

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Simulazione e specializzandi

Se i primi corsi del Cefpas erano rivolti solo al personale sanitario in servizio, ovvero a chi già è formato e deve solo aggiornarsi, oggi non è più così. “È stato sperimentato un corso di formazione per specializzandi in senologia”, racconta Sanfilippo, e nel prossimo futuro saranno sempre più numerosi. “Stiamo predisponendo una scuola di laparoscopia, che è abbastanza trasversale, in partenariato con l’ospedale Garibaldi di Catania”, aggiunge Sanfilippo. L’idea alla base è di non sperimentare direttamente sul paziente, ma esercitarsi con la certezza di non nuocere a nessuno. “Chi si approccia alla professione medica non deve tentare sul paziente per la prima volta, ecco perché puntiamo molto sulla simulazione”. Non c’è un obbligo per cui la formazione vada simulata, ma la strada sembra comunque tracciata. “Di fatto la medicina si sta evolvendo in questo senso per cui è chiaro che oggi il manichino, che poi è un dispositivo complesso, diventa un ausilio importante. Per esempio permette di studiare tutti i tipi di tumore al seno che conosciamo”.

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Telemedicina

Un’altra braca medica di cui si occupano al Cefpas è la telemedicina, ovvero quei controlli medici a distanza che si mettono in atto quando un malessere è cronico e va monitorato costantemente. Un’opzione che alleggerisce le famiglie e velocizza il medico nel rapporto con il paziente. Ad oggi ci sono delle isole di sperimentazione di varie aziende ospedaliere ma non c’è un’applicazione unica per tutto il sistema siciliano. Il ruolo del Cefpas è proprio quello di mettere a frutto queste esperienze. “La Regione siciliana anche per questo ha creduto nel Cefpas e ci ha affidato alcuni progetti sperimentali al fine di creare questa piattaforma comune”, dichiara Roberto Sanfilippo.

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Propositi futuri d’eccellenza

Nel prossimo futuro il Cefpas vuole diventare ancora di più punto di riferimento per il mondo medico, allargando la sua platea di riferimento. Si trova a Caltanissetta e logisticamente è più o meno al centro della Sicilia e raggiungibile in relativamente poco tempo, ma per attrarre anche i non siciliani si sta pensando a nuovi centri vicino gli aeroporti. “Stiamo partendo da Palermo recuperando una struttura regionale in disuso a Monreale. Ci vogliamo dotare di sedi satelliti, a Palermo e a Catania, per offrire i servizi anche ai medici che non sono nel nostro territorio”, afferma Salfilippo. “Consideriamo che siamo al centro del Mediterraneo e i Paesi dell’Euromediterraneo sono alla ricerca di formazione medica. Abbiamo logistica, abbiamo risorse investite e risorse professionali adeguate. Credo che sia un mix unico e sarebbe davvero un peccato mortale non riuscire a rendere il Cefpas una delle prime strutture in Europa”, conclude.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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