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Centro direzionale regionale a Catania: a Nesima in area a verde e vincolata

Sorgerà a pochi metri dal palasport abbandonato, in terreni destinati a verde e con un vincolo di tutela "che non impedisce l'edificabilità". Scartata l'ipotesi dell'ex ospedale Tomaselli. "Non era adeguata", fa sapere l'assessore al'Urbanistica Trantino

Il centro direzionale della Regione siciliana a Catania verrà realizzato nei prossimi anni nel quartiere Nesima. L’area individuata, attualmente non edificata e con destinazione “a verde”, è a pochi metri dai grandi impianti sportivi, ovvero la piscina che ha visto i successi dell’Orizzonte pallanuoto e il grande palasport abbandonato da anni. La convenzione tra il comune di Catania e la Regione per la cessione dei terreni è già pronta, deliberata dalla giunta regionale con atto numero 228 dello scorso 27 maggio. Tutti gli oneri, da quelli di progettazione alle opere di urbanizzazione, ovvero strade parcheggi e impianti, saranno a carico della Regione, con il Dipartimento regionale tecnico che sarà stazione appaltante.

Ex ospedale Tomaselli “non adeguato”

Un centro direzionale regionale per accentrare in un unico “distretto” gli uffici regionali in città era già stato annunciato nel 2018. Doveva sorgere nei locali dell’ex ospedale Ascoli-Tomaselli in via Passo Gravina, inutilizzato da anni, a pochi metri dal Tondo Gioeni. La Regione aveva anche firmato un accordo di cessione in comodato d’uso per 50 anni con l’azienda ospedaliera Garibaldi proprietaria degli immobili. “La soluzione dell’Ascoli-Tomaselli però non funzionava per gli scopi della Regione, a causa della mancanza di collegamenti con mezzi pubblici”, dichiara a FocuSicilia l’assessore all’Urbanistica del comune di Catania Enrico Trantino. I terreni individuati sono invece a poca distanza dall’ospedale Garibaldi Nesima, a pochi metri dalla futura fermata “Fontana” della metropolitana lungo la circonvallazione e insistono tra le vie Eredia, Mercurio e viale Fontana. Qui è possibile realizzare tutte le opere necessarie alla fruizione anche con mezzi privati. Il cambio di proprietà dei terreni sarebbe dovuto prima passare dal Consiglio comunale, che deve pronunciarsi sul “piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”, spiega l’assessore Trantino. L’accordo attuale prevede invece una cessione del solo diritto a edificare alla Regione.

Vincolo di tutela 1 sulla “sciara”

L’iter per la definizione di una convenzione era già partito lo scorso marzo, con una delibera della giunta regionale, la numero 125. Si proponeva all’amministrazione comunale uno schema per l’acquisto dei terreni, e non solo la cessione del diritto di superficie “ad edificandum” sulle aree. Nel Piano regolatore del comune di Catania, il “piano Piccinato” definito nel 1969 e mai aggiornato, le aree sono definite come “zona L e a verde pubblico”, e rientrano nel Piano di zona di Nesima Superiore. Sull’area, leggiamo ancora sulla delibera regionale, è previsto anche “un vincolo di tutela 1 in corso di apposizione” da parte della Soprintendenza ai Beni culturali. Una tutela relativa al paesaggio, in un’area caratterizzata dalla “sciara” della colata lavica del 1669, ma che “non impedisce l’edificabilità”, sottolinea la Regione.

Cessione gratuita in cambio della riqualificazione

La Regione per la realizzazione del centro direzionale si impegna “alla progettazione, indagini geognostiche, indagini disciplinari ambientali e paesaggistiche, pratiche catastali e di frazionamento, attività di ‘due diligence’ con società terze”, e si farà anche carico delle opere di riqualificazione delle aree confinanti, con il completamento delle opere di urbanizzazione primaria. Una soluzione trovata dalle due amministrazioni pubbliche per sgravare il Comune da opere onerose. Dal canto suo la Regione non dovrà corrispondere la cifra quantificata nel primo schema di convenzione per un valore di 102 euro al metro quadrato per l’acquisto, optando per la concessione di diritto di superfice. Gli edifici previsti dovranno inoltre “essere progettati e realizzati con la più scrupolosa osservanza delle disposizioni del regolamento edilizio, del piano regolatore generale e delle più innovative tecniche di risparmio energetico, risposta sismica e innovazione tecnologica”. Il completamento dei vari iter concessori e di progettazione, che dovranno passare anche dall’approvazione del Consiglio comunale etneo, non sono attualmente stimabili.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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