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Centro per l’Idrogeno in Sicilia, al via le manifestazioni d’interesse

Pubblicato l'avviso per selezionare potenziali realizzatori del centro di Alta tecnologia per l'uso della fonte di energia alla quale l'Ue destinerà mille miliardi nei prossimi anni. La scadenza è il prossimo 23 aprile

Il primo passo per la realizzazione del Centro nazionale di Alta tecnologia per l’Idrogeno in Sicilia è stato fatto. Il Dipartimento dell’Energia della Regione siciliana ha pubblicato un avviso pubblico di manifestazione d’interesse rivolto ai potenziali realizzatori dello stesso. La volontà di realizzare il Centro, che sarebbe finanziato dal Pnrr (il Piano nazionale di resilienza e ripresa, meglio conosciuto come Recovery Fund), è stata espressa dalla Regione già lo scorso gennaio, e sposata in pieno anche dalla Cgil per le opportunità di sviluppo economico e lavorativo che potrebbe creare. Le candidature possono essere inviate via pec entro il prossimo 23 aprile. Serviranno a creare una prima “long list” di potenziali siti.

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Un piano europeo da mille miliardi

“A hydrogen strategy for a climate-neutral Europe” è il piano dell’Unione per l’uso dell’idrogeno, al quale sono stati destinati fino a mille miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Si tratta, spiega la Regione nella deliberazione che dà avvio alla manifestazione d’interesse, di uno dei capisaldi del Green Deal europeo, con il duplice obiettivo di estendere l’uso dell’idrogeno in sostituzione dei combustibili fossili e dall’altro la decarbonizzazione della produzione. E la Sicilia, tra le aree maggiormente soleggiate d’Europa, è uno dei luoghi ideali per la realizzazione degli impianti di produzione tramite energia solare. Una vera e propria “catena dell’energia rinnovabile” che andrebbe poi a concludersi con la produzione di biometano, questo subito utilizzabile nei veicoli già in circolazione con una semplice riconversione. L’obiettivo, ambizioso, è quello di creare in pochi anni una vera e propria “hydrogen economy” che caratterizzerà tutta l’economia dell’Isola. Anche con la riconversione di molti impianti già presenti, come quelli dell’area di Augusta. L’assessorato per l’energia e per i servizi di pubblica utilità promuoverà comunque un calendario di incontri finalizzato a raccogliere l’opinione, le proposte e la vision degli stakeholders siciliani in relazione alla “hydrogen economy”. E a tal scopo sono state già contattate alcune tra le principali aziende e gli enti che si occupano di energia nell’Isola, ovvero Enea, Terna, Snam, Enel, Eni, Gse e Cnr.

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Pnrr, metà degli investimenti al Sud

Secondo quanto dichiarato a gennaio dall’allora assessore all’Energia Alberto Pierobon, sostituito un mese fa da Daniela Baglieri, particolare attenzione per la realizzazione dell’opera va prestata alle opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che prevede “che circa la metà degli investimenti saranno localizzati al Sud”. L’attuazione del Pnrr sarà quindi “un’opportunità irripetibile e irrinunciabile per concorrere al rilancio dell’economia siciliana, per consolidare le politiche di sviluppo già messe in atto e, soprattutto, per creare nuove opportunità di sviluppo e innovazione”, scriva Pierobon. Un piano che dovrebbe favorire e incentivare “un più efficace livello di collaborazione tra la base scientifica pubblica e il mondo imprenditoriale, con l’indubbia necessità di dare risposte a istanze terriotiali che aprano ad un futuro di innovazione, di sviluppo e di reale e concreta opportunità per i giovani e la Sicilia”.

Territorio, visione internazionale, finanziamenti

Per partecipare alla manifestazione di interesse sarà necessario il coinvolgimento di Università, centri di ricerca, imprese, enti territoriali “e altri enti ed associazioni interessate alla materia in grado di promuovere investimenti in ricerca e sviluppo, produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno quale vettore energetico”. Lo sviluppo della “hydrogen economy” non potrà quindi prescindere dal coinvolgimento del tessuto economico e sociale siciliano, “quale motore dell’economia isolana basata sulla conoscenza e che in essa confida per reali opportunità di sviluppo e benessere diffuso”. Un secondo requisito è quello dell’internazionalizzazione della catena del valore associata a ciascuna attività correlata alla hydrogen economy, che porterà la Sicilia a integrarsi con altri Hubs regionali, nazionali e internazionali. Il terzo aspetto, infine, riguarda l’entità delle risorse finanziarie pubbliche che saranno stanziate, la tempestività con cui esse potranno essere rese disponibili e l’effetto leva con le risorse private che produrrà per facilitare gli investimenti in ricerca, produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno.

Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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