Cerco lavoro. Le posizioni richieste al Sud. Un’assunzione su 4 è in Sicilia

Cerco lavoro al Sud, una chimera? Dipende dalle competenze. A febbraio quasi unaassunzionesu quattro previste nelSud Italiae nelle Isole riguarda laSicilia. Secondo il bollettino delSistema informativo Excelsiorpubblicato daUnioncamere–Anpal, il mese in corso dovrebbe registrare quasi22 mila ingressinel mondo dellavoronell’Isola a fronte dei 104.480 stimati nelMezzogiornoe dei 407.770 che riguarderanno invece tutto il territorio nazionale. Dopo Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Campania, quello siciliano è il dato più significativo. Se guardiamo al periodo febbraio-aprile, infatti, per laSiciliai posti di lavoro “in gioco” diventano ben 71.730. In pratica +8.010 rispetto allo stesso intervallo di tempo del 2023 e 1.250 in più rispetto a febbraio 2023. Numeri incoraggianti che la dicono lunga su un mercato del lavoro in grande fermento. A dicembre 2023l’Istatha certificato la crescita del numero degli occupati nel nostro Paese, pari a 23 milioni e 754 mila (+456 mila unità rispetto a dicembre 2022). E ancora, un tasso didisoccupazioneal 7,2 per cento che segna il livello più basso da dicembre 2008 quando era al 6,9 per cento. Tutto bello, tutto perfetto? Affatto.L’ottimismoche trasuda dai dati Unioncamere-Anpal, altro non sono che unastimadelle assunzioni che le imprese vorrebbero fare nel mese di febbraio. Stima che si scontra con il grandeparadossodel disequilibrio tra domanda e offerta di lavoro. In buona sostanza, il mercato chiama e i lavoratorinon rispondono, non ne hanno irequisiti. Tutti così continueranno a essere insoddisfatti, al Sud come al Nord, sia io che cerco lavoro che le aziende che cercano altre competenze dalle mie. Siamo di fronte ad una contraddizione che sta frenandoi ritmi di crescitadell’occupazione, da Nord a Sud. La grave carenza dicompetenzeattraversa tutto lo Stivale e pesa sulla competitività delle imprese. Ne condiziona le dinamiche di sviluppo e in qualche caso ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. “A risentire maggiormente delmismatch– recita il Bollettino – sono le industrie dellegnoe del mobile (65,5 per cento dei profili ricercati è di difficile reperimento). Poi le imprese dellametallurgiae fabbricazione di prodotti in metallo (62 per cento), le industrietessili, abbigliamento e calzature (61,2 per cento), le imprese dellecostruzioni(58,9 per cento) e le imprese dellameccatronica(57,3 per cento). Leggi anche –Legge di Bilancio 2024: tutte le novità in materia di lavoro Dal Borsino delleprofessionisonodifficili da reperiresul mercato gli operai specializzati addetti alle rifiniture dellecostruzioni(70,7 per cento), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (70,5 per cento). Ancora,meccaniciartigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse e mobili (69,8 per cento), i tecnici della gestione deiprocessi produttividi beni e servizi (68,9 per cento). Seguono i fabbri ferrai costruttori di utensili (68,1 per cento), gli operatori dellacuraestetica(66,2 per cento) e i tecnici in campoingegneristico(66,1 per cento)”. L’allarme è stato lanciato più volte dal mondo imprenditoriale ma ad oggi gli appelli sono caduti puntualmente nel vuoto. Quello a cui assistiamo è un aumento delladifficoltàdireperimentodi determinate figure. InSiciliala percentuale si attesta al 45,4 per cento. Un dato inferiore alla media italiana (49,3 per cento) e ancor più lontano da quellodell’Umbria(maglia nera con il 57,7 per cento). Comunque fotografa una condizione in costantepeggioramentoe rispetto alla quale non si intravedono soluzioni, quanto meno nell’immediato. Leggi anche –Sicurezza sui luoghi di lavoro: c’è l’obbligo di individuazione del preposto Una cosa è certa: vannoripensatii percorsi di studio e va rivoluzionato il sistema diformazioneprofessionale. È considerato ormai in maniera unanime anacronistico e “scollegato” dalle esigenze di un mercato del lavoro in costante evoluzione. Ma si tratta di uno di quei processi che richiedonotempoeinvestimenti. Ci vorrà molto prima di intravedere una inversione di tendenza. Nel frattempo, se nella migliore della ipotesi una azienda può arrivare ad impiegare fino acinqueanniper trovare il candidato “perfetto”, nella peggiore delle ipotesi, come certifica Unioncamere-Anpal, si verifica addirittura la totalemancanzadicandidati. Unfenomeno(chiamiamolo così) per cui la bilancia si sposta dal cerco lavoro a cerco dipendenti, che riguarda sia il sud che il Nord del Paese per il 31,3 per cento delle assunzioni programmate.