fbpx

Cgil Sicilia, i perché dello sciopero sulla Manovra. Mannino: “Sud trascurato”

Anche la Camera del lavoro siciliana il 16 dicembre incrocerà le braccia per protestare contro la legge di Bilancio varata dal governo Draghi. Critiche alla riforma del fisco, "che privilegia i ceti medio-alti", e quella delle pensioni, "con un ritorno di fatto alla legge Fornero"

Fisco, riforme, crescita. Sono alcuni dei punti della legge di Bilancio 2022, la prima varata dal governo Draghi, che non convincono i sindacati italiani. Cgil e Uil hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale per il 16 dicembre. Diverso il giudizio della Cisl, che ha deciso di smarcarsi dallo sciopero ritenendo sbagliato “radicalizzare il conflitto in un momento tanto delicato per il Paese”. Alla manifestazione aderirà anche la Camera del lavoro siciliana, che della Manovra contesta in particolare la riforma del fisco. “Le nuove regole immaginate dal governo Draghi premiano i redditi fra i 50 e i 70 mila euro”, spiega a FocuSicilia il segretario regionale Alfio Mannino. Una fascia della popolazione “che non può essere considerata ricca”, ma che secondo le simulazioni “risparmierebbe molto più di chi ha redditi inferiori”.

Leggi anche – Sindacati siciliani in piazza contro la legge di Bilancio: “Servono modifiche”

Più guadagni, più risparmi

Il segretario della Cgil siciliana fa un esempio concreto. “Secondo i nostri calcoli chi guadagna più di 50 mila euro avrebbe un risparmio annuo fra i 700 e i 900 euro, contro i 270 euro che risparmierebbe chi ha un reddito fino a 35 mila euro”. Mannino aggiunge un altro dato. “I redditi fino a 20 mila euro, che secondo le statistiche rappresentano il 37 per cento dei lavoratori italiani e il 58 per cento di quelli siciliani, avranno un risparmio praticamente nullo”. La manovra varata del governo Draghi – al momento ancora all’esame del Parlamento, prima dell’approvazione definitiva entro fine anno – “privilegia i redditi medio alti”, avvantaggiando “ancora di più il Nord rispetto al Centro-Sud”. Una “distonia” contro cui Cgil siciliana scenderà in piazza.

Leggi anche – Anci Sicilia boccia la legge di Bilancio: “Penalizzante per i Comuni dell’Isola”

Ritorno alla Fornero

Già nelle scorse settimane il sindacato aveva partecipato a manifestazioni nelle Città metropolitane dell’Isola, chiedendo modifiche a una legge di Bilancio ritenuta “inadeguata” e incapace “di dare risposte al mondo del lavoro”. La contrarietà non è soltanto sulla riforma del fisco, precisa Mannino. La Manovra non convince nemmeno sulle altre, a partire da quella delle pensioni. “C’è un sostanziale ritorno alla Fornero, visto che quota 102, così com’è stata concepita, non offre soluzioni concrete ai lavoratori”. Se una persona non aveva diritto a quota cento nel 2021, ragiona il segretario regionale della Cgil, difficilmente avrà i requisiti per quota 102 nel 2022. La riforma, inoltre, non dà risposte “nemmeno per i lavoratori e le lavoratrici con impieghi gravosi”.

Leggi anche – Sicilia, Pil in crescita del sei per cento nel Defr aggiornato. E più risorse dallo Stato

Rilanciare il Mezzogiorno

C’è poi un discorso più generale, legato allo sviluppo e alla crescita, che secondo la Cgil non trova spazio in manovra. I dati sul Prodotto interno lordo, positivi secondo le stime nazionali e regionalisebbene con cifre diverse – non impressionano il segretario della Camera del lavoro. “È vero che siamo in una fase espansiva, e ci prepariamo a utilizzare i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e quelli strutturali”. Per il sindacato, tuttavia, manca “una vera politica di sviluppo”, che contenga “un piano per il lavoro e il rilancio”, in particolare modo della Sicilia. “Ecco perché giorno 16 saremo in piazza, insieme alla federazione nazionale e ad altri sindacati, per chiedere maggiore attenzione al Mezzogiorno”.

Leggi anche – Manovra 2022, per Confindustria contiene misure “deludenti”

La posizione degli industriali

Se i sindacati protestano, anche il giudizio di Confindustria nazionale è severo. La legge di Bilancio “non fa segnare un passo avanti significativo verso la modernizzazione del Paese”, ha detto il direttore generale Francesca Mariotti nel corso di un’audizione alla Commissione bilancio di Camera e Senato. Confindustria ha criticato le misure sul settore automotive, sull’accesso al credito e sugli investimenti per ricerca e innovazione. Anche sulle tasse, per gli industriali, il governo Draghi avrebbe dovuto fare di più. Gli interventi sul fisco dovrebbero andare “in favore sia dei lavoratori, per stimolare la domanda interna, sia delle imprese, per renderle più competitive”. Cosa che al momento, secondo Confindustria, non è stata fatta.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Social

25,010FansMi piace
712FollowerSegui
392FollowerSegui
679IscrittiIscriviti
- Pubblicità -

Ultimi Articoli