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Cgil Sicilia “mette in mora” il governo Schifani: “Mortifica il mondo del Lavoro”

"Va aperta una stagione di mobilitazioni". Queste le parole di Alfio Mannino, segretario del sindacato nell'Isola, che in una nota fa un lungo elenco di mancanze e promesse non mantenute da parte del governo della Regione

La Cgil siciliana “mette in mora” il governo regionale guidato da Renato Schifani,  la cui azione viene definita “improduttiva per la Sicilia, lontana dagli interessi reali dei siciliani, manifestazione di una politica che guarda solo a sé stessa”. A dichiararlo è il segretario regionale del sindacato, Alfio Mannino, che in una lunga nota elenca mancanze e promesse non mantenute del governo insediatosi alla fine del 2022. Secondo il sindacalista la giunta Schifani “non ha nessun progetto per il rilancio della Sicilia, ormai è assodato. In una situazione stagnante, che vede la conferma del divario economico e occupazionale col resto d’Italia e coglie in maniera del tutto marginale il cambio della congiuntura, l’azione del governo Schifani si connota col niente di fatto sui piani di rilancio settoriali, sulle riforme, su tutti i fronti, attestandosi su dinamiche politiche e di posizionamento estranee agli interessi reali dei cittadini”.

“Il governo mortifica il mondo del lavoro siciliano”

Per il segretario Cgil Sicilia “questo governo di fatto mortifica il mondo del lavoro siciliano: reagiremo  aprendo una stagione di mobilitazione- sottolinea il segretario della Cgil-  che coinvolga i soggetti che hanno a cuore le sorti della Sicilia,  affinché i temi del lavoro e del contrasto alle disuguaglianze diventino centrali nell’agenda politica”. Al governo regionale la Cgil Sicilia contesta la “mancanza totale di potere contrattuale nei confronti del governo nazionale che non fa certo gli interessi del Mezzogiorno- sottolinea Mannino- come dimostra il provvedimento sull’autonomia differenziata, che incredibilmente il presidente della Regione ha avallato e che distruggerà la sanità pubblica e il sistema pubblico di istruzione”.

L’emigrazione dei giovani e le aree che si spopolano

Il segretario della Cgil rileva che “la Sicilia va perdendo le sue energie migliori con 50 mila giovani che ogni anno emigrano e intere aree che si spopolano e intanto tra sanità e pubblica amministrazione ci sono vuoti di organico per quasi 50 mila unità. Lo sblocco delle assunzioni, obiettivo che dovrebbe vedere il massimo dell’impegno del governo regionale- sottolinea Mannino-  servirebbe non solo a dare lavoro ma a fare funzionare questi due importanti comparti”. Ma “il governo regionale non si muove e registriamo il flop anche su iniziative ‘bandiera’– osserva Mannino- come la lotta al caro-voli e il risarcimento dei costi dell’insularità”. Certo l’esecutivo non ha le carte in regola, sottolinea il segretario della Cgil. “Sul Pnrr si scontano ritardi inammissibili, così come sulla spesa dei fondi europei- rileva- ma rischiamo se nulla si sblocca  una situazione come quella di un cane che si morde la coda, la sanità e la pubblica amministrazione non possono funzionare con queste carenze di personale”.

Secondo Mannino anche l’azione politica sul piano strettamente regionale è “inconcludente” e nessuna iniziativa farebbe “presagire un ampliamento della base produttiva con conseguente creazione di nuova occupazione, per dare risposte innanzitutto ai giovani e alle donne che scontano tassi di disoccupazione allarmanti”. Lungo l’elenco del “non fatto”, posto da Mannino: “Non c’è un piano di rilancio dell’industria che intercetti i processi di transizione ecologica, i rifiuti continuano ad essere la grande emergenza della nostra regione, non c’è la necessaria revisione del piano energetico regionale affinché le fonti rinnovabili siano un’opportunità di crescita e non di ulteriore sfruttamento del nostro territorio. Attendiamo ancora la riforma del settore forestale – aggiunge Mannino- e della formazione professionale, così come la riorganizzazione della macchina burocratica regionale e di una sanità pubblica sempre più allo sbando. I Comuni sono sempre più in difficoltà e questo ha conseguenze negative sui diritti dei cittadini, le periferie delle città sono allo sbando”.  

“Nessuna inversione di tendenza rispetto al passato”

“La verità- sottolinea il segretario della Cgil Sicilia- è che non vediamo alcuna inversione di tendenza rispetto al passato. Nessun tentativo di politiche di bilancio innovative con investimenti per l’ampliamento della base produttiva, con i ritardi segnalati su Pnrr e fondi europei”.  Mannino rileva che “proprio le riforme possono consentire l’ampliamento della base produttiva e creare lavoro. Energia, industria, forestazione, politiche dei rifiuti e delle acque: sono tutti settori da cui può venire non solo nuova occupazione – sottolinea- ma anche l’affermazione di un modello di sviluppo diverso che tenga conto dell’ambiente, del territorio, dei bisogni  e dei diritti fondamentali come quello alla salute oggi non garantito a tutti i soggetti più fragili, agli anziani, ai non autosufficienti, ai disoccupati, alle famiglie a basso reddito. Continuando a non intraprendere questo percorso ci chiediamo quale possa essere il futuro della Sicilia. Un futuro su strade e autostrade sempre più dissestate con il crescere non solo metaforica ma anche reale delle distanze”. Per Mannino inoltre “incisiva dovrebbe essere la lotta al malaffare, alla corruzione e alla mafia. Mesi fa- dice – abbiamo presentato un protocollo contro le infiltrazioni mafiose negli appalti, ma alla nostra iniziativa il governo regionale ha risposto con il recepimento del codice nazionale degli appalti che alza la soglia per l’affidamento diretto e quindi il rischio di infiltrazioni mafiose ma anche di incidenti sul lavoro,  quest’ultimo un tema che il governo regionale si ostina a non volere affrontare”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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