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Chiudere i balconi con le vetrate, cambia la legge: niente autorizzazioni

Nessuna autorizzazione necessaria da Comune e assemblea condominiale, possibilità di ridurre i consumi energetici fino al 30 per cento. Cosa prevede la nuova normativa sulle Vepa, Vetrate panoramiche a risparmio energetico, aggiornata con il decreto Aiuti bis

Chiudere un balcone senza incorrere in abusi o perdersi in complicate procedure amministrative. Da qualche mese è possibile, grazie alle nuove regole sulle Vetrate panoramiche a risparmio energetico (Vepa) introdotte con la legge 142/2022, che ha convertito il decreto “Aiuti bis”. A differenza delle classiche verande con telaio in alluminio, le vetrate panoramiche sono completamente trasparenti e rimovibili all’occorrenza. Di conseguenza non creano “aumento di volumetria e modifica del prospetto” come le verande, che come ribadito in una recente sentenza del Consiglio di Stato “sono senza dubbio soggette al preventivo rilascio di permesso di costruire”. Le Vepa, inoltre, hanno anche una funzione energetica. “Le vetrate creano una camera d’aria tra l’appartamento e l’ambiente esterno, che secondo le stime può portare un risparmio fino al 30 per cento in bolletta”, spiega Vito Chirenti, presidente di Assvepa, associazione che riunisce aziende, tecnici e operatori che installano vetrate panoramiche in tutto il Paese.

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Le modifiche normative

Chirenti, che è anche proprietario di un’azienda che produce Vepa, è stato tra gli artefici dell’emendamento al decreto aiuti Bis che ha modificato il Testo unico sull’edilizia del 2001. “Abbiamo coperto un vuoto normativo, che per anni ha disincentivato molti proprietari all’installazione delle vetrate, semplicemente perché i Comuni non sapevano come rispondere”. Al Testo unico è stato aggiunto un nuovo articolo, il 33-quater, che contiene proprio “Norme di semplificazione in materia di installazione di vetrate panoramiche amovibili”. Nel dettaglio viene stabilito che le Vepa possano essere installate “senza alcun titolo abilitativo”, a patto che “non configurino spazi stabilmente chiusi con conseguente variazione di volumi e di superfici”, e soprattutto non comportino “il mutamento della destinazione d’uso dell’immobile”. Inoltre le vetrate dovranno “favorire una naturale micro-aerazione” dell’ambiente domestico e “ridurre al minimo l’impatto visivo e l’ingombro apparente”, senza modificare “le preesistenti linee architettoniche”.

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I vantaggi delle vetrate

Quest’ultimo aspetto, secondo Chirenti, è particolarmente importante. “Significa che, per esempio, il proprietario di un balcone più ampio rispetto a quello del piano superiore non può chiudere tutta l’area, ma soltanto quella perpendicolare al balcone sovrastante, per non creare ingombro alla vista”. A parte queste accortezze, prosegue il presidente, “con la modifica dello scorso anno installare le Vepa è davvero semplice, e soprattutto permette ai proprietari di non commettere abusi e dover passare da mille uffici”. Per quanto riguarda invece l’assemblea di condominio, “le vetrate non necessitano di alcuna autorizzazione preventiva, a meno che nello statuto condominiale non sia espressamente vietata la loro installazione”. Anche in termini di costi, secondo il presidente di Assvepa sono più accessibili. “Una vetrata costa in media circa 400 euro per metro quadro, contro i 500 di una struttura con un telaio in alluminio e i mille di un giardino d’inverno”.

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Volume d’affari triplicato

Gli spazi di mercato, prosegue il presidente di Assvepa, sono ampi. “Istat stima che in Italia ci siano circa 30 milioni di balconi. Negli ultimi dieci anni circa un milione e mezzo è stato chiuso con una struttura con telaio in alluminio, mentre appena 50 mila con vetrate panoramiche”. La scelta del legislatore di “aprire” alle Vepa, spiega ancora Chirenti, è stata dettata dalla necessità di ridurre l’abusivismo. “Dall’introduzione delle nuove regole c’è stato anche chi ha convertito le strutture abusive, per mettersi in regola con la legge ed evitare segnalazioni”. Il volume di affari è in rapido aumento. “Personalmente posso dire che le richieste da parte delle aziende che rifornisco, circa 400, si sono triplicate. Anche grazie alla possibilità di accedere alla detrazione fiscale del 50 per cento per la sicurezza”. A prevederla, conclude Chirenti, è il Testo unico delle imposte sui redditi, ma serve installare “un vetro antisfondamento con certificato di conformità rilasciato da Assvepa”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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