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Cimiteri Palermo, 2 milioni in Manovra. Di cui 200 mila euro per gli “esperti”

Il Governo Meloni ha accolto le richieste di palazzo delle Aquile, nominando il sindaco commissario e fornendo un contributo economico. A disposizione del comune ci sono altri 15 milioni di euro, ma tra ritardi e burocrazia la risoluzione dell'emergenza appare lontana

Due milioni di euro per “garantire la tutela della salute pubblica e la pietà dei defunti”, di cui 200 mila per “conferire incarichi individuali a soggetti di comprovata esperienza e professionalità”. Fino a un massimo di cinque persone, che conti alla mano potrebbero percepire 40 mila euro l’anno ciascuna. È quanto prevede la Legge di bilancio 2023 per risolvere l’emergenza dei cimiteri di Palermo, dove oltre mille salme sono ancora senza sistemazione. Sui numeri esatti, nelle scorse settimane, si è consumato uno scontro a distanza tra l’opposizione, che parla di oltre 1.300 salme in attesa, e l’Amministrazione, che riduce leggermente i numeri. “Gli ultimi dati, aggiornati ad alcuni giorni fa, parlano di poco più di mille bare, ma è chiaro che l’emergenza resta”, spiega a FocuSicilia l’assessore ai Servizi cimiteriali Totò Orlando. L’amministrazione è “soddisfatta per le misure inserite dal Governo in Manovra, da noi richieste”, ma perché siano operative serve “il decreto del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, che fornirà le regole d’ingaggio precise”.

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I poteri del Commissario

Il decreto, spiega Orlando, ufficializzerà la nomina del sindaco Roberto Lagalla a Commissario per l’emergenza, prevista dalla legge di Bilancio. Il primo cittadino opererà a titolo gratuito fino al 31 dicembre 2023. Tra i suoi poteri, si legge nella norma, quello di “definire misure semplificate per la celere conclusione delle procedure autorizzative”, “acquisire strutture e apparecchiature mobili finalizzate alla gestione dei servizi cimiteriali” e “promuovere accordi con i comuni della città metropolitana di Palermo, finalizzati ad assicurare la disponibilità di ulteriori posti per la conservazione temporanea o per la definitiva sepoltura dei cadaveri”. I defunti, insomma, potrebbero riposare anche in un’altra città. I due milioni stanziati, si precisa poi nella Manovra, saranno gestiti attraverso “un’apposita contabilità speciale intestata al Commissario di Governo”, e potranno essere integrati con altre risorse “rese disponibili da parte del comune di Palermo, della città metropolitana di Palermo e della Regione siciliana”. I fondi disponibili, quindi, potrebbero essere maggiori.

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Il contributo del Comune

Sul tavolo ci sono i 15 milioni stanziati da palazzo delle Aquile per la realizzazione del nuovo cimitero in contrada Ciaculli, una zona agricola ai confini di Palermo. Il progetto era stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, che però è stato respinto dal Consiglio comunale a inizio dicembre. “I consiglieri ci hanno detto che non vogliono realizzarlo, dunque quei fondi tornano disponibili per altri interventi di riqualificazione e ampliamento dei cimiteri esistenti”, spiega l’assessore Orlando. “Si tratta di risorse considerevoli, che nell’immediato possono alleviare l’emergenza, e in prospettiva contribuire a normalizzare la situazione”. Normalità che passa anche dalla riattivazione del forno crematorio, già annunciata sotto la giunta guidata da Leoluca Orlando ma tuttora al palo. “Le richieste di autorizzazione sono partite, e c’è già la gara assegnata per il progetto esecutivo. Purtroppo c’è stato qualche intoppo burocratico, che stiamo cercando di risolvere”, conclude il responsabile dei Servizi cimiteriali.

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Interventi non sufficienti

Quella dei cimiteri del capoluogo è un’emergenza che si trascina da tempo. L’anno scorso il Comune ha installato circa 400 loculi supplementari a Santa Maria dei Rotoli, sfruttando un finanziamento di due milioni frutto di un accordo con il ministero dell’Interno. Un intervento non sufficiente a risolvere l’emergenza. Dall’opposizione, intanto, si rivendica la scelta di aver bloccato il nuovo cimitero di Ciaculli. “Quella è l’unica area a verde rimasta a sud di Palermo, e dovrebbe esser destinata a parco agricolo, visto che ospita la coltivazione del famoso mandarino tardivo del Ciaculli, prodotto inserito nei presidi Slow Food”, spiega il consigliere comunale Antonino Randazzo, capogruppo del Movimento cinque stelle. “Inoltre la realizzazione del cimitero avrebbe richiesto tempi lunghissimi per le espropriazioni, stimabili in una decina d’anni, una risposta non adeguata all’emergenza. Molto meglio utilizzare quei fondi per ampliare i cimiteri esistenti, Santa Maria di Gesù e Rotoli”, conclude Randazzo.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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