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Cinema, l’esplosione dei contagi torna a svuotare le sale. “Non abbandonateci”

Gli ultimi decreti del governo Draghi vietano la consumazione di cibo e bevande in sala, senza prevedere ristori. Sospiro di sollievo sul distanziamento sociale, sospeso fino alla zona arancione, ma gli spettatori sono pochi. Intervista all'imprenditore Alberto Surrentino

“Con il divieto di consumare cibi e bevande il 2022 non comincia al meglio. Le nostre attività restano molto penalizzate”. Alberto Surrentino, socio di Cinestudio, società titolare della storica arena Argentina di Catania e del cinema King, commenta con FocuSicilia la situazione del settore dopo gli ultimi decreti Covid varati dal governo Draghi. La lotta alla variante Omicron che da alcune settimane investe l’Italia – 68 mila i casi registrati ieri a livello nazionale su meno di 450 mila tamponi effettuati, oltre quattromila soltanto in Sicilia – passa anche attraverso regole più rigorose in sala. Il decreto dello scorso 23 dicembre ha stabilito infatti il divieto di consumare cibo e bevande “in occasione di spettacoli aperti al pubblico che si svolgono all’aperto e al chiuso”. Risorse sottratte alle imprese, a fronte delle quali il governo Draghi, al momento, non ha predisposto nessun ristoro, come anche per le discoteche, chiuse del tutto fino al 31 gennaio. Da quest’ultimo punto di vista sono più fortunati cinema e teatri, la cui capienza, secondo le ultime indicazioni, resta del 100 per cento anche con il passaggio della Sicilia in zona gialla. Anche se con l’arrivo della nuova variante le sale già poco frequentate si sono ulteriormente svuotate.

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La richiesta di ristori

A chiedere un intervento a Roma, nei giorni scorsi, era stato l’assessore al Turismo, sport e spettacolo della regione Siciliana Manlio Messina. Per l’assessore le nuove regole rappresentano “il colpo finale alle imprese”, e il Governo nazionale deve “aiutare le sale cinematografiche con i giusti ristori”. A quantificare le perdite ci pensa Surrentino. “Per un piccolo cinema come il King l’impatto del bar è relativo, poche decine di euro al giorno”. Discorso diverso per l’arena Argentina, “dove al bar c’è sempre la fila, soprattutto per acquistare bevande”. Secondo il gestore, l’impatto complessivo è tra il 20 e il 30 per cento. “Sono cifre importanti, che crescono ancora se pensiamo ai multiplex, che possono incassare anche migliaia di euro al giorno dai propri bar”. Per questo un intervento del governo sarebbe necessario, “anche soltanto per introdurre degli spazi di consumazione libera del cibo, sul modello delle ‘zone fumatori’ già presenti nei cinema”.

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I furbetti del cinemino

Per Surrentino, le misure del governo non sono del tutto ingiustificate. “È vero che c’era qualche furbetto che comprava le patatine per avere la scusa di tenere abbassata la mascherina durante tutto il film. In generale, però, le regole venivano rispettate, soprattutto dai più giovani”. Se nei cinema è stato proibito mangiare, inoltre, “ciò non vale per bar e ristoranti, che sono regolarmente aperti e dove logicamente la mascherina non si indossa”. Nessuno, precisa Surrentino, si augura che le attività della ristorazione vengano chiuse. “Se la situazione fosse davvero di emergenza incontenibile, però, immagino che si dovrebbe partire da lì”. Per l’imprenditore questa fase della pandemia “soffre anche di una sovraesposizione mediatica”, con alcuni organi di informazione per i quali “siamo sempre alle soglie dell’apocalisse”. La variante Omicron, viceversa, sembra essere abbastanza gestibile, “soprattutto con dispositivi di protezioni adatti, come la mascherina FFP2”.

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Distanziamento, pericolo scampato

Proprio quella che dovrà essere utilizzata in sala fino a nuovo ordine. Il decreto del 23 dicembre scorso prevede infatti “l’obbligo di indossare le mascherine di tipo FFP2 in occasione di spettacoli aperti al pubblico che si svolgono all’aperto e al chiuso in teatri, sale da concerto, cinema, locali”, oltre che per gli eventi sportivi anche all’aperto. Una scelta condivisibile, secondo Surrentino, “visto che questa mascherina è la più sicura nel contrasto al virus”. A preoccupare gli operatori, in vista del passaggio della Sicilia in zona gialla avvenuto ieri, era anche il tema delle capienze, inizialmente previste al 50 per cento. Secondo le ultime indicazioni, invece, le sale potranno essere riempite al 100 per cento fino alla zona arancione. Un sollievo per i gestori, spiega Surrentino. “A pesare non sarebbe tanto la riduzione dei posti, visto che la presenza media stagionale è stata di circa il 30 per cento, ma il distanziamento personale, un problema serio per le attività più piccole”.

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Un anno di alti e bassi

Per quanto riguarda il 2021, secondo Surrentino non si è trattato dell’anno della ripresa. “Le cose sono cambiate rispetto al 2020, nessuno lo nega. La gente, però, è ancora diffidente verso i cinema, i teatri e altri luoghi di aggregazione al chiuso”. Come detto, anche nei periodi in cui il governo ha autorizzato la capienza al 100 per cento – contestualmente all’introduzione del “green pass” – i cinema si sono riempiti soltanto parzialmente. Per avere dei numeri precisi sul fatturato è ancora presto, spiega l’imprenditore. “I dati di quest’anno sono molto disomogenei, abbiamo avuto mesi in cui abbiamo incassato circa la metà di un’annata normale, e mesi come dicembre in cui le perdite sono salite anche all’80 per cento”. A pesare, in un mese storicamente favorevole all’industria cinematografica, è stato proprio l’arrivo della variante Omicron. “Probabilmente alla fine avremo fatto meglio del 2020, quando le perdite furono del 70/80 per cento, ma i livelli pre-Covid rimangono lontanissimi”.

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Il film sul cinema King

Un’immagine, quella della sala vuota, che è diventata centrale nel cortometraggio “Solo al cinema” scritto e diretto dal regista catanese Marco Pirrello e ambientato proprio all’interno del King. La produzione è stata finanziata attraverso una raccolta fondi lanciata a febbraio sulla piattaforma GoFundMe e grazie al sostegno di diverse imprese catanesi. Il corto ha debuttato nelle scorse settimane, ed è stato accolto positivamente da critica e pubblico. Protagonista Alberto (interpretato da Francesco Foti), gestore di cinema che durante il lockdown dovuto al Covid-19 apre le porte a un senzatetto (Domenico Centamore), dando così un nuovo senso alla sala altrimenti vuota. “Alla prima del film, avvenuta a dicembre al King, c’erano circa 150 persone”, dice Surrentino. “A tutte ho rivolto un appello a non lasciare solo questo settore in un momento che continua a essere molto difficile”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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