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Clima impazzito: Agrigento è la provincia più fragile della Sicilia

Continui allerta meteo e territorio impreparato. Negli ultimi 12 anni, in Sicilia 175 eventi estremi, secondo il rapporto Città Clima di Legambiente. Sulla costa agrigentina 42 casi, di cui 32 nel capoluogo, tra allagamenti, trombe d'aria ed esondazioni fluviali

Ad Agrigento un albero colpisce una scuola e un palo della luce investe un’auto in marcia, con due persone a bordo. A Licata una forte tempesta si abbatte sulla città provocando allagamenti. Sono le pagine più recenti e meno dolorose di una storia per niente nuova, fatta non solo di continui allerta meteo, ma di ben 42 eventi climatici estremi negli ultimi 12 anni sulla costa agrigentina, di cui 32 nel capoluogo, con 15 casi di allagamento da piogge intense, otto danni da trombe d’aria e sette danni a infrastrutture e quattro esondazioni fluviali a Sciacca. Sono i dati del rapporto Città Clima di Legambiente, che nell’Isola ha censito, dal 2010 ad oggi, 175 eventi, il più alto numero d’Italia, la maggior parte dei quali si sono verificati proprio in provincia di Agrigento, un territorio “particolarmente fragile e soggetto al rischio idrogeologico, con eventi estremi e danni in aree ricorrenti”, sottolineano gli ambientalisti. Il calendario degli eventi censiti è un bollettino di guerra. Appena tre anni fa, il 12 novembre 2019, “l’ex eliporto di San Leone – ricostruisce Legambiente – veniva sommerso dall’acqua a causa delle piogge. Pochi giorni prima, il 10 novembre, un nubifragio provocava acqua molto alta al Villaggio Mosè. Invase dal fango strade come via delle Mandorle, viale Cannatello e via Teatro Tenda, con l’acqua alta un metro”.

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Il fiume Akragas esonda, 50 famiglie evacuate

Il 25 ottobre dello stesso “annus horribilis”, era stata la zona costiera di San Leone ad andare in crisi, con il sistema fognario saltato a causa delle piogge. “Il 6 maggio le forti raffiche di vento hanno scoperchiato lo stabilimento balneare della Polizia dello Stato, per fortuna senza alcun ferito. Il 29 gennaio 2019 le incessanti piogge portano al cedimento del terreno fra Aragona e Agrigento Bassa, per la lunghezza di circa 1 km”, ricorda Legambiente. L’anno prima, tra l’1 e il 3 novembre 2018, una persistente ondata di maltempo fa crollare il costone dell’Addolorata, con strade allagate e negozi al buio al Villaggio Mosè, mentre il fiume Akragas esonda e i vigili del fuoco fanno evacuare più di 50 famiglie. Nel 2017 una voragine si apre lungo viale Leonardo Sciascia al Villaggio Mosè, l’asfalto sprofonda, l’acqua sommerge l’intera strada, inghiottendo una vettura. Ancora: il 25 ottobre 2012 sono bastate poche ore di pioggia per far andare in tilt il sistema fognario e tutte le condotte tra Villaggio Mosè e San Leone. Decine e decine di famiglie hanno dovuto abbandonare le proprie case. Solamente dieci giorni prima, il 15 ottobre, “un temporale aveva provocato danni in diversi punti della città tra cui la biblioteca comunale, con acqua e fango nei magazzini e tre centimetri di acqua che hanno inzuppato i libri dei ripiani più bassi”, ricorda Città Clima.

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A Sciacca quattro pericolosi torrenti

Nella sola Sciacca sono stati quattro gli eventi in cui i torrenti che caratterizzano l’area sono
esondati, causando danni e vittime. Recentemente, il 13 ottobre 2022, sono straripati i torrenti San Marco e Cansalamone. Sono diventati inutilizzabili due ponticelli che collegano il centro abitato con le contrade Carbone e Raganella. Il 2 novembre 2018 il torrente Cansalamone si è ingrossato oltre gli argini, a causa delle piogge, portando fango e detriti in particolare nel borgo dello Stazzone e nelle gallerie di collegamento della frazione. Il 23 gennaio 2017 la pioggia torrenziale aveva portato all’esondazione dei torrenti Foggia, San Marco e Cansalamone, causando frane e diverse interruzioni stradali. Si è registrata anche una vittima. Pochi mesi prima, il 25 novembre 2016, l’intera provincia di Agrigento viene devastata dalle piogge alluvionali. In poco meno di tre ore sono caduti 197 millimetri d’acqua e Sciacca è rimasta quasi isolata con collegamenti interrotti, i fiumi Magazzolo e Verdura sono straripati.

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Gli interventi messi in campo dal governo regionale

“Il Governo regionale ha finanziato sette nuovi interventi – scrive Legambiente – che dovevano essere avviati dal Genio civile di Agrigento entro la fine del 2021. Tra questi c’è il torrente Cansalamone di Sciacca e il torrente Finocchio di Menfi. Gli altri riguardano la manutenzione del Fiume Ipsas (nel tratto tra Grotte e Agrigento), del Vallone Cannatello ad Agrigento, mentre nel territorio di Licata i lavori riguarderanno il Canale Fiumevecchio e due nuovi tratti dei Torrenti Della Palma e Mollarella. Nuovi interventi, con fondi regionali, che si aggiungono a quelli già effettuati o in corso per la manutenzione di 22 corsi d’acqua ed in particolare dei fiumi Verdura, torrenti Garella e Tina, Cavarretto, Mirabile e Femmina Morta, Cangemi, Bellapietra e Carabollace”. Il commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, solo negli ultimi quattro mesi ha bandito le gare per il consolidamento del centro storico di Raffadali e del versante di via Macaluso e Racalmuto e affidato lavori per il consolidamento del centro storico sempre a Racalmuto per 1,5 milioni di euro, a Montallegro (monte Bonifacio) per 1,7 milioni di euro e a Siculiana (contrada Cantamatino) per due milioni di euro. Dei 420 interventi tra programmati, in corso o conclusi, per un ammontare di 795 milioni, 34 riguardano la provincia di Agrigento.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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