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Clima, la Sicilia sempre più esposta a fenomeni estremi. Il rapporto dell’Ispra

Il riscaldamento globale colpisce particolarmente l'isola: nel 2020, secondo uno studio Ispra, si sono verificati nove casi record di caldo e di piogge intense. Allarmante siccità anche in inverno. Soffre anche il mare

Arrivano ancora conferme sulla fase di riscaldamento globale in atto nel mondo. L’Italia non fa eccezione, e tra le regioni più esposte sembra esserci anche la Sicilia. A snocciolare dati e analisi è il rapporto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) relativo agli “Indicatori del clima in Italia nel 2020“. I numeri sono impietosi e confermano la tendenza anche nella nostra isola al riscaldamento dell’aria e dei mari, alla siccità, all’estremizzazione degli eventi: nell’ultimo anno sono stati nove nell’Isola i casi record evidenziati da Ispra.

Squilibrio climatico e siccità

La Sicilia ha fatto registrare tanti fenomeni che testimoniano lo squilibrio climatico in atto. L’isola è stata una delle regioni più colpite dalla siccità, con un deficit di precipitazioni complessive vicine all’80 per cento. Addirittura i mesi invernali sono stati quasi asciutti, tanto che le piogge hanno portato in media solo 16 mm (16 litri per metro quadrato) sul territorio regionale, una quantità irrisoria per il periodo e record negativo dal 1921. Alcune zone della regione inoltre hanno fatto registrare un altissimo indice di siccità, cioè di giornate secche consecutive (CDD, Consecutive dry days). Nella estrema punta sud occidentale dell’isola (vedi tabella sotto) non ha piovuto per 90 giorni consecutivi.

Fenomeni estremi da Palermo a Catania

Fenomeni estremi poi si sono verificati in primavera, per esempio con l’enormità di 345 mm di pioggia in 48 ore a Linguaglossa, sull’Etna, e il record assoluto di temperatura per il mese di maggio a Palermo, dove, giorno 13, all’Osservatorio astronomico è stato registrato un valore di 39,4 gradi. Sempre a Palermo, la stessa stazione meteo, ha registrato un altro record di temperatura in ottobre, con una massima di 38,2 gradi. Un terzo dato mai registrato prima riguarda sempre il capoluogo siciliano: si tratta dell’intensità di pioggia raggiunta il 15 luglio nella zona Uditore, con 137 mm di pioggia in meno di tre ore e 87,8 mm in un’ora. La città è stata quasi totalmente allagata, con decine di auto bloccate nell’acqua, danni e disagi. Nello stesso giorno una tromba d’aria investiva Mineo, mentre allagamenti si verificavano nella zona industriale di Catania.

I nove fenomeni estremi del 2020 nella mappa interattiva Ispra

Piogge torrenziali e alluvioni

All’estate particolarmente piovosa (in tutta Italia, + 26 per cento rispetto alla media) è seguito un autunno caldo e ricco di precipitazioni. Tra il 28 e il 29 novembre piogge particolarmente abbondanti nella Sicilia orientale, con 375 mm in 48 ore a Castiglione di Sicilia, mentre a Catania la sera del 28 novembre una tromba d’aria ha devastato la zona sud della città con il consueto corollario di allagamenti, frane, caduta di alberi e danni agli edifici. E ancora, tra il 5 e il 6 dicembre, altre precipitazioni estreme sulla fascia messinese settentrionale, con un picco di 409 mm di pioggia in 48 ore a Novara di Sicilia. Anche in questo caso notevoli i danni a strade, campagne ed edifici.

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Danni economici e ambientali

Il problema climatico porta con sé numerosi effetti collaterali, dalla carenza di acqua negli invasi alla necessità di irrigazione delle coltivazioni anche in inverno, alle trombe d’aria, alle improvvise alluvioni dovute alla concentrazione delle piogge in periodi di tempo molto limitati. Problemi economici e danni dunque per gli agricoltori soprattutto ma anche per il sistema in generale, anche con necessità di interventi della protezione civile per il dissesto idrogeologico.

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Aria e mare, record di caldo

Secondo i dati del rapporto Ispra la tendenza al riscaldamento è sempre più marcata. Il 2020 a livello planetario è stato l’anno più caldo di sempre, con una anomalia di temperatura rispetto al periodo climatologico di riferimento 1961-1990 pari a + 1,44 gradi centigradi. In Italia, malgrado la temperatura media si sia discostata in aumento in misura maggiore che a livello globale, con una anomalia pari a + 1,54 gradi, l’anno scorso è stato solo il quinto più caldo dal 1961. E c’è da dire che dal 1985 al 2020, tutti gli anni hanno fatto registrare anomalie positive di temperatura, con la sola eccezione degli anni 1991 e 1996. Anche il mare soffre il caldo: i bacini che circondano la penisola e le isole nel 2020 hanno segnato una temperatura media di quasi un grado (0,95 per la precisione) superiore alla media 1961-90. Nove degli ultimi dieci anni, segnala l’Ispra, hanno registrato le anomalie positive più elevate di tutta la serie. Negli ultimi 22 anni la temperatura media è stata sempre superiore a quella del periodo di riferimento.

Temperature massime al massimo storico

Il 2020 inoltre è stato il ventiquattresimo anno consecutivo con anomalia positiva rispetto alla norma, e il decennio 2011-2020 è stato il più caldo dal 1961. L’anomalia della temperatura massima è stata più elevata di quella della temperatura minima e colloca il 2020, insieme al 2015, al primo posto della serie storica, mentre l’anomalia di temperatura minima è risultata al sesto posto della serie. Ad eccezione di ottobre in tutti i mesi dell’anno la temperatura media in Italia è stata superiore alla norma, con un picco di anomalia positiva a febbraio (+2,88 gradi), seguito da agosto (+2,49 gradi).

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Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

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