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Clima pazzo: un evento estremo ogni nove giorni, più pioggia e caldo

15 eventi estremi nel 2023, temperature aumentate in maniera anomala di 0,7 gradi centigradi, piogge incrementate di 108 millimetri rispetto ai valori dei 30 anni tra il 1971 e il 2000. I dati dell'osservatorio "Città Clima" di Legambiente e quelli dell'Istat sulla climatologia italiana

Ogni nove giorni in Sicilia le forti piogge invadono le strade e le mareggiate devastano i porti. Le temperature sono aumentate in maniera anomala di 0,7 gradi centigradi, mentre le precipitazioni sono cresciute di ben 108 millimetri rispetto al valore climatico dei 30 anni intercorsi tra il 1971 e il 2000. L’evidenza di un clima che anche nell’Isola ha subito delle nette modificazioni è comprovato dai numeri: quelli dell’osservatorio “Città Clima” di Legambiente e quelli dell’Istat sulla climatologia italiana. L’associazione ambientalista ha registrato 110 eventi estremi in tutta Italia in questi primi cinque mesi del 2023 e 15 di questi hanno riguardato la Sicilia, appunto mediamente uno ogni nove giorni. L’Istat nel suo recentissimo report su “temperatura e precipitazioni nei comuni capoluogo di provincia” ha aggiornato al 2021 la serie storica delle statistiche meteoclimatiche e per la Sicilia si scopre che sono Ragusa, Messina e Catania le tre città dove la pioggia ha battuto con maggiore insistenza, mentre Catania, Agrigento e Messina hanno fatto rilevare i più alti valori di temperatura.

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Gli eventi estremi censiti da Legambiente

L’ultimo evento censito da Città Clima in Sicilia è una mareggiata “eccezionale, che oltre ad inghiottire pezzi di arenile ha rischiato di portare via ombrelloni e attrezzature” a Palermo il 21 maggio. Lo stesso giorno il mare grosso ha causato danni anche alle Eolie, con problemi alla viabilità e all’area portuale Sottomonastero di Lipari, che ha subito danni alla pavimentazione e agli approdi. Anche il porto di Vulcano ha subito danni al cantiere per la realizzazione del nuovo approdo per gli aliscafi. Proprio il giorno prima a Mascali, in provincia di Catania, il mare è risalito lungo l’arenile fino ai muretti di confine con il boschetto, devastando le strutture balneari in corso di allestimento. Il 15 maggio l’acqua piovana aveva invaso le strade di Mondello, a Palermo, mettendo in crisi anche alcuni tratti del viale Regione Siciliana. Tra il 9 e l’11 febbraio, il Medicane Helios, l’uragano mediterraneo che ha investito il Sud della Sicilia, ha colpito in sequenza Scaletta Zanclea, nel Messinese, ha fatto franare il cimitero di Mineo (in provincia di Catania), ha danneggiato il porto commerciale di Riposto e il lungomare di viale Amendola. Anche Comiso, Siracusa, la statale 194 sul fiume San Leonardo e altri punti nevralgici della costa orientale sono stati investiti dal vortice.

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Aumento della temperatura, Catania in testa

Le anomalie climatiche riportate da Istat sono la misura dei cambiamenti climatici e i dati vengono raccolti ogni anno, giornalmente, a partire da circa 600 stazioni meteorologiche che, nelle città, rilevano temperatura e precipitazione e sono gestite da 63 diversi enti. “Nel 2021 – informa l’Istituto di statistica – la temperatura media annua dei 109 capoluoghi di provincia (calcolata come media dei valori rilevati nelle stazioni meteorologiche osservate) è di circa +15,6°C, valore in linea con quello medio del decennio 2006-2015”. Tra le 49 città interessate da un aumento della temperatura media rispetto a tale decennio, in testa figura Catania (+2,1°C) seguita da Enna (+1,3), Agrigento e Caltanissetta (+1,1) e Forlì (+1). “Gli indici di estremi meteoclimatici di temperatura – prosegue Istat – mostrano nel 2021 aumenti per quasi tutti i capoluoghi di provincia, dove in media i giorni estivi sono 120 (+ quattro rispetto al periodo 2006-2015) e 44 le notti tropicali. Si rileva un aumento medio di sei notti tropicali, che interessa 84 città: tra queste Oristano (+40 notti), Catania e Siracusa (+28), Cagliari, Brindisi e Enna (+23)”.

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Mitigare il rischio: alla Sicilia servono tre miliardi di euro

I dati sugli estremi climatici sono fondamentali per ricostruire la portata dei fenomeni e da questo punto di vista l’Italia ha un patrimonio di informazioni sul clima unico al mondo: la serie di informazioni sulla pioggia giornaliera di Padova risale al 1725, quelle di Bologna, Genova e Firenze ai primi decenni del 1800. Lo ha ricordato in diverse presentazioni il prof. Alberto Montanari, del dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Bologna, il quale ha anche messo in evidenza il comportamento degli eventi climatici estremi, che seguirebbero una sorta di ciclicità di durata variabile, le cui oscillazioni sarebbero distribuite su diversi decenni. Potrebbe trattarsi di cicli di dimensione locale, ma i dati non sono sufficienti a fornire un’analisi completa. Non necessariamente, quindi, il cambiamento climatico potrebbe essere ‘irreversibile’. Il rebus tuttavia resta ancora da risolvere, ma il dibattito sulle origini del fenomeno non condiziona certo le strategie necessarie per mitigare i rischi. Da questo punto di vista, al momento risultano 528 progetti in capo al commissario di governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione siciliana, per 812 milioni di euro di interventi da compiere su tutto il territorio. Su 100 progetti, 16 risultano conclusi, 75 in corso di esecuzione e nove da avviare. Secondo quanto comunicato a FocuSicilia dal soggetto attuatore del commissario, occorrerebbero tre miliardi di euro per mettere in sicurezza definitivamente la Sicilia.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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