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La Sicilia ha l'oro

Come rendere la Sicilia un po’ meno “isola”? La risposta di Sicilian Valley

Raccontare il lavoro svolto da realtà che si sono distinte in Sicilia in istruzione, formazione e innovazione, e aiutarle ad entrare in contatto fra loro "perché soltanto attraverso la collaborazione possiamo contribuire al cambiamento"

C’è chi non si arrende all’idea che perderemo un milione di abitanti entro il 2050 e ha deciso di sfidare le previsioni, dimostrando che i giovani siciliani possono diventare artefici di un destino che non contempli la parola emigrazione. Penso ad esempio alle due co-fondatrici di “Sicilian Valley”, un progetto che vuole contribuire al nostro risveglio, attraverso la scoperta e la valorizzazione dei talenti che ciascun abitante di questa terra può mettere a disposizione rendendo tutti noi un po’ più orgogliosi del luogo in cui viviamo. Che è del resto, l’obiettivo che con questa rubrica ci poniamo. Ho conosciuto Martina Ferracane e Sabrina D’Andrea quasi due anni fa, nella fase di ideazione del loro progetto. Martina è una vulcanica maker e startupper, nel 2015 ha fondato il FabLab Western Sicily per promuovere l’educazione digitale creativa nelle scuole siciliane e un paio di anni dopo la sua prima startup che offre soluzioni di stampa 3D al settore odontoiatrico. Sabrina è una brillante ricercatrice in diritto sociale all’European University Institute, appassionata di terzo settore e di sviluppo sostenibile. Entrambe siciliane, hanno deciso di tornare a vivere qui.

Martina e Sabrina, che cos’è “Sicilian Valley” e perché nasce?
È un progetto non profit che mira a creare una rete di persone, aziende, enti ed associazioni che si occupano di educazione, formazione ed innovazione digitale in Sicilia. Nasce un po’ come sfida, muovendo dalla considerazione che la Sicilia può ambire a diventare una sorta di “Silicon Valley” d’Europa, facendosi forza delle sue proprie peculiarità e vocazioni. Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma crediamo che sia realizzabile e siamo convinte che il punto da cui partire sia il fare rete tra le realtà che già oggi fanno la differenza in Sicilia, nonostante le difficoltà con le quali si scontrano ogni giorno.

Il Manifesto di Sicilian Valley mette in evidenza l’importanza di fare rete attorno a tre temi fondamentali: istruzione, formazione e innovazione. In che modo questo Network può contribuire alla trasformazione digitale e allo sviluppo della Sicilia?
Investire sul capitale umano, e quindi sull’istruzione e la formazione (anche d’eccellenza), permette di formare individui capaci di affrontare le sfide di oggi e di abitare la Sicilia di domani in maniera innovativa. Raccontare la Sicilia come luogo di innovazione dà nuove prospettive ed orizzonti; noi vogliamo contribuire ad innescare una diversa forma mentis nella quale idee, progetti e investimenti circolino e diano vita ad una crescita del territorio sana e sostenibile, capace di contrastare l’emigrazione dei giovani. Sicilian Valley ha un duplice obiettivo: quello di raccontare il lavoro svolto da realtà che si sono distinte in Sicilia nei tre campi dell’istruzione, formazione e innovazione, e quello di aiutarle ad entrare in contatto fra loro e in sinergia con potenziali compagni di viaggio, perché soltanto attraverso la collaborazione possiamo contribuire al cambiamento. Questo Network si propone di diventare un punto di riferimento per una Sicilia innovativa che cresca e investa sul capitale umano.

Avete scelto di descrivere geograficamente il progetto come una “valle”, anziché come un’”isola”, termine quest’ultimo che a volte proietta l’immaginario collettivo di noi siciliani verso le condizioni di isolamento e di svantaggio competitivo. Quale ragionamento avete sviluppato per la scelta di “Sicilian Valley” come driver comunicativo?
È proprio così. Oltre al gioco di parole riferito alla Silicon Valley, la parola “valle” trasmette l’idea di un ecosistema fertile con un grande potenziale di crescita. La Sicilia rappresenta un luogo ricco di risorse e con un rilevantissimo potenziale attrattivo, come dimostra il fenomeno dei digital nomads e dei remote workers che guardano alla nostra isola con sempre maggiore interesse. Concepire la Sicilia come una valle ci permette di fare leva sui suoi punti di forza e di superare l’isolamento geografico.

Un augurio che Vi sentite di rivolgere alla nostra Sicilia?
Ci auguriamo che la Sicilia, anche attraverso adeguate politiche pubbliche, possa offrire opportunità di crescita e di realizzazione per i suoi giovani, rendendoli protagonisti dello sviluppo di un modello di transizione digitale all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione.

Ho firmato anch’io il manifesto di Sicilian Valley. Qui tutte le informazioni per aderire.

Ci sono tanti progetti ed esperienze in giro per la Sicilia che attendono di essere raccontati. Se ne conosci qualcuno che ti sta a cuore, scrivi alla Redazione redazione@focusicilia.it, con oggetto: “La Sicilia ha L’oro”

Mirko Viola
Mirko Viola
Mirko Viola è Head of Business and Community Development di tree, pmi innovativa nata nel 2011, specializzata in open innovation, education e communication, dal 2020 nel gruppo internazionale Opinno, con più di 200 persone in 15 Paesi tra Europa e America. Da sempre impegnato nel sociale, ha promosso negli anni numerose iniziative di cittadinanza attiva e di innovazione sociale

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