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Commercio, perse 3.500 imprese nel 2022. Male anche agricoltura e pesca

Oltre 20 mila nuove iscrizioni nell'Isola, ma diversi settori strategici sono in sofferenza. In positivo soltanto il mattone e le attività professionali, scientifiche e tecniche. Crescono gli addetti nelle imprese siciliane, in linea con la tendenza nazionale. I dati Movimprese

Oltre 6.200 imprese del commercio, al dettaglio e all’ingrosso, hanno chiuso i battenti in Sicilia nel 2022. Considerando le 2.700 iscrizioni avvenute nello stesso anno, il saldo è negativo per circa 3.500 unità. Sono i dati Movimprese sulla natalità e mortalità delle aziende siciliane, calcolati sulla base delle nuove iscrizioni e delle cancellazioni dalle Camere di commercio dell’Isola, tenendo conto anche delle cancellazioni d’ufficio. A soffrire sono anche agricoltura, silvicoltura e pesca, che perdono complessivamente più di 1.600 imprese, mentre la manifattura registra circa 750 attività in meno. Unici settori in crescita sono le costruzioni, con un saldo positivo di 60 imprese, l’immobiliare, che guadagna 28 imprese, e le attività professionali, scientifiche e tecniche, sessanta in più. Le imprese siciliane sono in totale circa 480 mila, e danno lavoro a oltre un milione e 175 mila cittadini. Le nuove iscrizioni lo scorso anno sono state oltre 20.200, le cessazioni volontarie e d’ufficio 20.135. Una situazione di sostanziale stagnazione.

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I settori in crescita e in calo

Ad accusare il colpo maggiore, come detto, è stato il settore del commercio, che è anche il più rappresentato nell’Isola con oltre 130 mila imprese. Le perdite sono più che doppie rispetto al 2021, quando il saldo era stato negativo “soltanto” per 1.400 unità. Anche agricoltura, silvicoltura e pesca possono contare su uno stock importante di imprese, oltre 80 mila. Il saldo negativo di 1.600 unità nel 2022 risalta rispetto al risultato del 2021, quando la differenza tra iscrizioni e cancellazioni era stata di appena dieci unità. Si aggrava il bilancio anche per la manifattura e le attività ricettive (alloggio e ristorazione). I due comparti possono contare su un numero di imprese simile, circa 31 mila, e nel 2022 hanno quasi raddoppiato le perdite rispetto all’anno precedente. La manifattura perde circa 750 imprese contro le 400 del 2021, le attività ricettive 900 imprese contro 415. Anche il saldo positivo delle costruzioni, del resto, è in frenata rispetto al 2021. In quell’anno le attività del settore erano cresciute di 750 unità, l’anno scorso di appena sessanta.

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Dove lavorano i siciliani

Movimprese fornisce anche il dettaglio dei lavoratori. In linea con i dati delle imprese, il settore con più addetti è quello del commercio (che comprende anche le riparazioni di automobili) con oltre 260 mila unità. Seguono le costruzioni, con 147 mila lavoratori, 15 mila in più rispetto all’anno precedente. Numeri importanti anche per agricoltura, silvicoltura e pesca (131 mila addetti), manifattura (117 mila), alloggio e ristorazione (111 mila). Occupano meno personale, ma sono comunque molto rappresentativi, i settori del trasporto e magazzinaggio (61 mila lavoratori), del noleggio mezzi e delle agenzie di viaggio (60 mila) della formazione (59 mila) e della sanità (59 mila persone). Poche migliaia di addetti, infine, per le attività immobiliari (ottomila unità), estrazioni minerarie (duemila), fornitura di energia (1.300), mentre 38 mila siciliani lavorano in imprese “non classificate”. Complessivamente, il bacino di persone impiegate nelle aziende dell’Isola è cresciuto di 40 mila unità.

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La situazione nazionale

A livello nazionale lo stock di imprese attive nel 2022 ha superato di poco i sei milioni. Il saldo tra iscrizioni (312 mila) e cessazioni (360 mila) è negativo per quasi 50 mila unità, ma come detto il dato tiene conto anche delle cancellazioni d’ufficio, dovute a inattività o inadempienze amministrative. Senza di esse, scrive infatti Movimprese, il tasso risulterebbe positivo per circa 48 mila unità, tornando ai “valori medi degli ultimi quindici anni” dopo il biennio condizionato dalla pandemia da Covid-19, “con il brusco stop del 2020 (quando il saldo si fermò a solo più 19 mila imprese) e il rimbalzo del 2021 (più 87 mila)”. Nessun particolare allarme sul tessuto economico, dunque, al netto delle preoccupazioni legate alla crisi internazionale e al conflitto tra Russia e Ucraina. Lo confermano i dati sull’occupazione, che secondo Movimprese sono positivi. Il numero di addetti nelle imprese italiane, infatti, nel 2022 ha toccato quota 22 milioni e 280 mila, contro i 21 milioni e 680 mila dell’anno precedente. Conti alla mano, circa 630 mila occupati in più.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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