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Comuni, anche il caos-rifiuti fa tardare i bilanci. Anci Sicilia chiede un rinvio

Gravissima condizione finanziaria degli enti che senza i preventivi approvati non hanno una visione programmatica, mentre la macchina organizzaativa si muove alla giornata. Criticità più volte segnalate, tra cui la difficoltà di definire la Tari per via dei costi del servizio in aumento

“L’Anci Sicilia (Associazione nazionale dei Comuni italiani) torna a sollecitare adeguata attenzione alla gravissima condizione finanziaria dei Comuni siciliani e ritiene necessario un rinvio del termine di approvazione dei bilanci di previsione, fissato per il 30 giugno, che coincide in maniera perentoria con il termine di approvazione di essenziali delibere in materia di tributi e fiscalità locale”: lo hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia. “Tale rinvio – aggiungono Orlando e Alvano – è imprescindibile soprattutto in considerazione del rinnovo, nel corso del mese di giugno, delle amministrazioni locali di centinaia di Comuni italiani e di un terzo dei Comuni siciliani”.

I ritardi stratificati e le incognite sulla tariffa rifiuti

“Viviamo una situazione ormai stratificata di ritardi – riferisce Alvano a Focusicilia – che non vediamo assolutamente come un fatto positivo. L’obiettivo della nostra azione non è quello del rinvio, che non aiuta, ma è un segnale che vogliamo lanciare ai governi nazionale e regionale perché si risolvano le criticità che abbiamo più volte segnalato. Un elemento specifico riguarda tutti i Comuni: le difficoltà ad approvare le tariffe e in particolare la Tari, anche per la situazione anomala che tutti conosciamo dei rifiuti, dove abbiamo visto negli ultimi mesi difficoltà crescenti, col rischio di aumenti legati all’aumento dei costi del servizio. Un problema da affrontare con strumenti che forse finora non sono stati messi in campo.

Il preventivo entro dicembre dell’anno precedente

“Le difficoltà non sono solo finanziarie ma anche organizzative – riprende Alvano – e il dato è preoccupante: posso dire che la maggior parte dei Comuni non ha approvato il preventivo pluriennale 2022-2024, mentre l’anno scorso, ad agosto, solo 140 Comuni su 390 avevano approvato il documento contabile, cioè solo il 35 per cento degli enti. Senza definire quanto prima un quadro di risorse certo, senza risolvere le criticità più volte segnalate, si resta senza bilancio, non si ha la visione programmatica dell’ente e la macchina organizzaativa si muove alla giornata. Il nostro auspicio è che il preventivo lo si possa approvare a dicembre dell’anno precedente, ma ad oggi gli enti non sono in condizione di farlo”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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