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Confimprese, in Sicilia commercio in crisi “perse 864 aziende nel 2024”

Al 30 aprile 2024 la Sicilia registra la chiusura di 2873 aziende commerciali. Considerando anche le aperture, a livello regionale c'è saldo negativo di ben 864 in meno. I dati di Confimprese

Da dicembre 2021 ad oggi le imprese in attività in Italia sono diminuite di ben 75.015 unità e di queste ben 7.800 nei primi quattro mesi del 2024. In Sicilia il saldo segna in questo primo terzo dell’anno meno 864 imprese solo nie settori del commercio al dettaglio, all’ingrosso, e nella riparazione di autoveicoli e motocicli. A tracciare il bilancio sull’andamento dell’economia + Confimprese Italia, elaborando i recenti dati di Unioncamere aggiornati al 30 aprile 2024. “I dati Unioncamere rivelano elementi di grande preoccupazione”, dichiara il presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico.

I motivi delle chiusure, la proposta del “Giubileo fiscale”

Guido D’Amico, presidente di Confimprese Italia

“È evidente che l’onda lunga degli effetti della pandemia continua a farsi sentire- continua Guido D’Amico – anche alla luce del fatto che le “cambiali” spostate in avanti, adesso si stanno mettendo all’incasso e si tocca con mano le difficoltà che le aziende incontrano per rimettersi in cammino”. E secondo il Presidente D’Amico “se non si vuole smantellare il tessuto economico e sociale nazionale – occorrono interventi concreti ed attuabili a sostegno delle imprese in attività prima della pandemia. Le aziende si trovano in situazioni debitorie non sostenibili che li porteranno a chiudere ed al contempo i creditori bene che vada potranno cedere i crediti in “pro soluto” con una somma di denaro più bassa.. Stessa situazione per le posizioni fiscali. La pace fiscale non è una sanatoria che premia i furbi ma una necessità per non perdere milioni di posti di lavoro. Inoltre, serve una legge che faciliti con procedure semplici e non complesse come quelle in vigore, la riappacificazione creditore-debitore e che obblighi le banche ad impegnare, una parte degli evidenti extraprofitti realizzati grazie all’aumento degli interessi, per finanziare questa particolare esigenza. Non è una ingerenza sul rapporto tra privati, ma è un modo per rilanciare l’economia e salvaguardare posti di lavoro. Abbiamo da tempo chiesto un “Giubileo Fiscale e debitorio” – conclude il Presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico – riteniamo che adesso sia diventato   improrogabile perché il rischio che si ripetano e si moltiplichino le scene ed i gesti disperati visti in passato è sempre più reale”.

Commercio: nel 2024 sparite 11.442 imprese in tre mesi

Giovanni Felice, Vicepresidente Vicario di Confimprese Italia e coordinatore Confimprese Sicilia

“Di una “cura” più dettagliata ha bisogno il commercio – ha dichiarato il Vicepresidente Vicario di Confimprese Italia Giovanni Felice e coordinatore Confimprese Sicilia– un settore che in meno di 5 anni ha visto sparire 94.837 aziende di cui 11.442 nel primo quadrimestre del 2024.  Nella stragrande maggioranza sono micro imprese, in gran parte esercizi di vicinato che rappresentano il servizio di prossimità che è un servizio necessario in una nazione sempre più anziana, infine, e non per ultimo, evidenziamo che il commercio è un elemento di coesione sociale e culturale poiché mantiene in vita i centri storici ed è un argine alla desertificazione, non solo commerciale, ma anche abitativa. Pensiamo ad una legge che stimoli la coesione e la collaborazione tra le varie micro imprese commerciali con la realizzazione, attraverso incentivazione, di reti d’imprese che mirino a promuovere programmi di marketing territoriali mirati a favorire il commercio fisico e alla realizzazione di piattaforme di commercio on line con l’obiettivo di rendere competitive anche le micro aziende commerciali in un campo in cui spopolano le multinazionali.

Sicilia, in tre anni 1581 imprese in meno

“Non meno drammatica è la situazione in Sicilia – ha dichiarato il Coordinatore di Confimprese Sicilia – dove negli ultimi tre anni sono venute a mancare 1581 aziende e, preoccupa molto il fatto che 1067 di queste hanno chiuso i battenti nei primi quattro mesi del 2024. Una nota positiva ed in controtendenza arriva dalla provincia di Palermo dove il saldo attuale, rispetto al Dicembre 2019, è positivo anche se solo per 16 unità e va registrato che al 31 dicembre 2023 il saldo positivo era molto più consistente in quanto era positivo per 1324 unità. Fenomeno dovuto all’exploit dell’edilizia e dovuto agli incentivi legati al Superbonus. Questo però non basta. “Anche in Sicilia ed a Palermo il commercio soffre più degli altri settori – continua Giovanni Felice – infatti sono 2873 in meno le aziende commerciali a livello regionale con un saldo negativo di ben 864 nel 2024. Non si discosta di molto la situazione in provincia di Palermo dove il saldo 2024 è negativo per 240 aziende (negli ultimi tre anni il saldo negativo è pari a 564 unità).
“Questo quadro drammatico siciliano – conclude Giovanni Felice- non è agevolato dagli ultimi interventi normativi votati all’Ars (come l’ampliamento del livello delle superficie di vendita per gli esercizi di vicinato) e dalle politiche messe in campo dall’Assessorato competente, in quanto mirate a favorire le imprese più strutturate e la grande distribuzione. Anche in tema di incentivazione e sostegno, il piccolo commercio sia in sede fissa che su aree pubbliche, è penalizzato per non dire che è completamente escluso dalle prospettive di rilancio.  

I dati italiani: oltre 5 milioni di imprese attive

A dicembre 2019 le imprese in attività in Italia erano 5.137.678. Nell’ultimo quinquennio, alla fine dell’anno, il numero massimo di aziende si è registrato nel 2021 con 5.164.831 per poi regredire sino ai 5.097.617 del 31 dicembre 2023. Al 30 Aprile 2024 il numero di imprese in Italia è pari a 5.089.816. Per il commercio invece le aziende diminuiscono anno per anno, passando dalle 1.367.078 del 31 dicembre 2019, alle 1.272.341 del 30 Aprile 2024. Da notare che a dicembre 2023 le aziende commerciali in Italia erano 1.283,683 e che nel primo quadrimestre sono diminuite di ben 11.342 unità.

I dati siciliani: dal 2019 11.809 imprese in più

Nonostante il Covid dal 31 dicembre 2019 ad oggi, le imprese di tutti i settori in Sicilia sono cresciute di 11.809 unità. La maggiore crescita è avvenuta proprio durante la pandemia, infatti al 31 dicembre 2021 le imprese attive, in Sicilia, erano 383.473 ben 13.390 in più rispetto al 2019. Gran parte di questo merito va alle aziende del settore costruzioni che sono passate, dalle 41.801 del 31 dicembre 2019 alle attuali 46.735. Dal 2021 in poi si registra una sostanziale tenuta poiché attualmente le aziende in attività sono 381.892. Per quanto riguarda il commercio, nel quinquennio il valore massimo è raggiunto nel 2021 arrivando a 117.643. Il dato al 30 aprile è pari a 115.634 con un dato inferiore al 2021 di 1.581 imprese, mentre nell’ultimo quadrimestre sono ben 1.067 le aziende in meno.

I dati di Palermo

Il totale delle imprese di tutti i settori a Palermo, dal 31 dicembre 2019, cresce costantemente. Infatti, dalle 75.644 aziende registrate alla Camera di Commercio, si è passati alle attuali 79.945, con una crescita abbastanza uniforme. Andamento diverso per il commercio che cresce sino al 2021 portandosi da 27.501 aziende del 31 dicembre 2019 alle 28.011 del 31 dicembre 2011. Da quel momento una flessione che, al 30 aprile  2024 scende sotto il livello del 2019 arrivando a 27.448. Solo 15 in meno rispetto al 2019, ma ben 240 in meni rispetto al 31 dicembre 2023.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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