ULTIM’ORA Crans-Montana, un altro decesso: arrivata la comunicazione ufficiale | Anche lui ha perso la battaglia

Un diciottenne è l’ultima vittima di Crans-Montana, portando il bilancio a 41. Tra polemiche giudiziarie e indagini cruciali, l’ombra della tragedia si allunga.

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Quarantuno vittime | La tragedia di Crans-Montana si aggrava: Cosa sta davvero succedendo?L’eco di Crans-Montana non si placa, trasformandosi in una ferita aperta che continua a sanguinare. La tragedia, che ha scosso le fondamenta della fiducia e della sicurezza, registra purtroppo un nuovo, straziante capitolo. Il bilancio delle vittime si aggrava, portando a quarantuno il numero di vite spezzate. L’ultima a cedere è un giovane diciottenne svizzero, ricoverato in condizioni disperate all’ospedale di Zurigo e deceduto sabato scorso, come confermato dalle autorità del Canton Vallese. Ogni nuovo decesso riaccende il dolore e il senso di impotenza di fronte a un evento che sembra non trovare mai pace.

In questo clima di lutto e angoscia, risuonano le parole di speranza e conforto del Santo Padre, invocate in un messaggio ai familiari e amici delle vittime. Parole che cercano di lenire “anime trafitte non solo dalla sofferenza, ma anche dall’incomprensione e dal senso di abbandono”, come ha giustamente sottolineato monsignor Leone. Il dolore delle famiglie, tuttavia, è amplificato da forti polemiche, in particolare quelle sollevate dalle famiglie delle sei vittime italiane. La scarcerazione su cauzione del gestore del locale, Jacques Moretti, e il percorso a tratti tortuoso della collaborazione giudiziaria internazionale, aggiungono amarezza a una perdita già insopportabile. La ricerca di chiarezza e giustizia si scontra con ostacoli procedurali e decisioni controverse, lasciando molti con un profondo senso di frustrazione e abbandono.

Le indagini a un bivio: Tra cooperazione e polemiche

Il fronte delle indagini si prepara a un periodo cruciale, con l’attesa di una decisa accelerazione nella collaborazione giudiziaria tra la Svizzera e l’Italia. Entro la prima metà di febbraio, è previsto un incontro fondamentale tra i magistrati elvetici e quelli della Procura di Roma. Quest’ultima, sulla vicenda, ha già aperto un fascicolo in cui si procede anche per il reato di disastro colposo, un passo significativo che evidenzia la gravità delle accuse e la determinazione a fare piena luce sull’accaduto. La Procura vallesana, nei giorni scorsi, ha dato il via libera all’assistenza giudiziaria, accogliendo la rogatoria che i pm di piazzale Clodio avevano trasmesso intorno al 10 gennaio, un segnale positivo verso una maggiore trasparenza e cooperazione.

Le richieste degli inquirenti romani sono chiare: vogliono accedere a tutta l’attività istruttoria svolta dagli omologhi svizzeri. Ciò include non solo i verbali degli interrogatori degli indagati e dei testimoni chiave, ma anche la documentazione completa sulle autorizzazioni ricevute dal comune e tutti gli atti relativi al mancato rispetto delle normative sulla sicurezza. Al momento, il procedimento italiano è contro ignoti, ma con la trasmissione dei primi documenti, si prevede l’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques Moretti e di sua moglie Jessica. I due saranno nuovamente davanti alla procuratrice aggiunta del Vallese Christine Seppey e alle decine di avvocati delle famiglie delle vittime l’11 e il 12 febbraio, per un nuovo interrogatorio che si terrà in un’aula da 170 posti nel campus universitario di Sion, a testimonianza della complessità e della risonanza del caso.

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La notte dell’orrore: Le voci disperate del disastro

Mentre la giustizia cerca di tracciare un percorso, è fondamentale non dimenticare la notte in cui tutto è precipitato. Agli atti delle indagini potrebbero finire le 171 telefonate arrivate al centralino del soccorso sanitario svizzero negli istanti immediatamente successivi allo scoppio dell’incendio. Queste registrazioni rappresentano una testimonianza cruda e diretta del caos e della disperazione che hanno avvolto il locale “Constellation”. La prima chiamata, ricevuta qualche secondo prima delle 1:30, rivela un’iniziale sottovalutazione della situazione: “Vorrei che veniste, perché c’è un’emergenza al Constellation”, si sente nell’audio reso noto dalla televisione francese BfmTv. In quel momento, le dimensioni del disastro non erano ancora chiare, e si pensava a un semplice intervento dei vigili del fuoco.

Poi, la situazione degenera in un crescendo di drammaticità che gela il sangue. Le voci al telefono si fanno sempre più concitate, cariche di paura e urgenza. “Per favore, è il Constellation a Crans-Montana signora, c’è un incendio, ci sono dei feriti”, implora una persona disperata, la sua voce rotta dal panico. E ancora: “Bisogna mandare i soccorsi subito, ci sono troppi feriti!”, grida un’altra voce, ormai al limite. Le chiamate disperate hanno continuato ad arrivare ininterrottamente fino alle 3 del mattino, dipingendo un quadro terrificante di una notte di orrore, in cui la vita di decine di persone è stata strappata via in un attimo, lasciando dietro di sé solo dolore, domande e un’incessante ricerca di verità e giustizia.