Chiami il 118 e aspetti, emergenze fatale tra Mascali e Riposto | Serve intervento immediato o si rischia il dramma

Il servizio 118 tra Mascali e Riposto sotto esame. La rimodulazione post-riapertura del PS di Giarre preoccupa i sindaci. Scopri l’impatto reale sulla sicurezza.

Chiami il 118 e aspetti, emergenze fatale tra Mascali e Riposto | Serve intervento immediato o si rischia il dramma

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Emergenza-urgenza tra Mascali e Riposto: il nodo 118 dopo la riapertura del pronto soccorsoUn grido d’allarme risuona tra Mascali e Riposto, lanciato con forza dal sindaco di Mascali, Luigi Messina: “È l’ora della protesta collettiva. Mascali, così come Riposto, deve avere i propri servizi essenziali. Il 118 non riguarda solo un Comune, ma un intero comprensorio che non può essere lasciato al proprio destino”. Questa dichiarazione riporta prepotentemente al centro del dibattito il tema cruciale della tenuta dell’emergenza-urgenza nel distretto jonico-etneo. La preoccupazione maggiore deriva dalla decisione di sopprimere il medico di bordo nella postazione del 118 di viale Immacolata e dalla rimodulazione delle ambulanze aggiuntive che erano state attivate negli anni precedenti, toccando anche il vicino Comune di Riposto.

Mascali, con i suoi circa 14 mila residenti, vede la sua popolazione aumentare significativamente durante i mesi estivi, specialmente lungo il litorale di Fondachello, a causa della forte presenza turistica. Una dinamica simile interessa anche Riposto, che dovrà affrontare la chiusura della propria postazione 118 da gennaio 2026. Questo scenario si estende all’intero asse costiero, con un impatto diretto e potenziale sul numero e sulla tipologia degli interventi di emergenza richiesti, rendendo la questione ancora più urgente e complessa.

La rimodulazione e gli standard nazionali

La rimodulazione e gli standard nazionali

Il processo di rimodulazione per aderire agli standard nazionali.

 

La ridefinizione dei servizi di emergenza e del personale medico-sanitario ha avuto inizio a seguito della riapertura del Pronto soccorso di Giarre. Negli anni precedenti, la chiusura di tale presidio aveva reso indispensabili misure straordinarie, come l’attivazione di ambulanze aggiuntive e il potenziamento di alcune postazioni territoriali, per garantire un adeguato supporto al soccorso e tutelare la sicurezza della popolazione locale. Con il ritorno alla piena operatività dell’ospedale di Giarre, la rete dell’emergenza-urgenza è stata progressivamente riallineata al suo assetto ordinario.

Le linee di indirizzo nazionali sul sistema di emergenza-urgenza stabiliscono che la dotazione dei mezzi di soccorso non può essere basata unicamente sul numero dei residenti. È fondamentale considerare fattori correttivi quali la stagionalità, l’estensione territoriale, i tempi di percorrenza verso il Pronto soccorso e la densità dei flussi turistici. In linea generale, gli standard prevedono una copertura media di un mezzo di soccorso avanzato ogni 50-60 mila abitanti, con la possibilità di un rafforzamento mirato in aree costiere o in zone caratterizzate da un’alta pressione stagionale.

Applicando questi criteri al comprensorio di Mascali, Riposto e Giarre, appare chiaro che la presenza di un Pronto soccorso attivo a Giarre è un elemento cruciale per il riequilibrio della rete. Tuttavia, non esaurisce completamente la necessità di una risposta territoriale efficiente, specialmente nei periodi di maggiore afflusso e nelle fasce orarie più critiche. Il vero problema non risiede tanto nel numero assoluto delle ambulanze, quanto piuttosto nella capacità del sistema di garantire tempi di intervento rapidi e risposte proporzionate alla complessità degli eventi che si verificano.

Il sistema sanitario e la revisione della rete

Il sistema sanitario e la revisione della rete

Il sistema sanitario: focus sulla revisione della rete.

 

Dal punto di vista operativo, la centrale del 118 di Catania ha fornito chiarimenti sui limiti e le responsabilità del proprio ruolo. Isabella Bartoli, direttore della centrale della macro area Catania–Ragusa–Siracusa, ha spiegato: “La rimodulazione del medico di bordo rientra in scelte organizzative che fanno capo all’Asp e non dipendono direttamente dalla centrale operativa del 118. Il nostro compito è valutare la gravità dell’evento e indirizzare il mezzo più adeguato tra quelli disponibili, all’interno delle risorse che vengono messe a disposizione sul territorio”. La direttrice ha inoltre sottolineato la complessità del coordinamento: “I medici afferiscono alle Asp, le ambulanze e gli autisti soccorritori al circuito SEUS, i rianimatori alle Aziende ospedaliere. La centrale operativa coordina questi elementi con l’obiettivo di garantire la massima tempestività possibile, anche in una fase segnata da una carenza diffusa di personale e mezzi“.

Questa dinamica non è un fenomeno isolato, ma si ripete in molte regioni d’Italia. La crescente pressione sul sistema di emergenza-urgenza si scontra con una carenza di personale ormai strutturale, aggravata da pensionamenti, un insufficiente turn over, carichi di lavoro elevati e una scarsa attrattività del settore. Questa situazione rende la gestione delle centrali operative sempre più complessa e spesso impone scelte di priorità difficili e delicate.

In questo contesto, la Regione Siciliana sta procedendo con la revisione della rete ospedaliera. Si tratta di un piano approvato dalla Giunta regionale e dalla Commissione Salute dell’Ars, che è ora in attesa delle valutazioni e delle integrazioni richieste dal Ministero della Salute per l’autorizzazione finale. La proposta di nuova rete mira a ridefinire ruoli e funzioni degli ospedali secondo i diversi livelli di complessità assistenziale, con l’obiettivo di rafforzare i presidi di base e migliorare i collegamenti con l’emergenza pre-ospedaliera, in linea con le indicazioni nazionali sulla gestione delle patologie tempo-dipendenti. Un assetto strategico che rimane al centro di un intenso confronto istituzionale.