Crisi Alcaraz, si mette male agli Australian Open | Preoccupano le condizioni di salute delle ultime ore
Momenti di vera apprensione per Carlos Alcaraz agli Australian Open. Malore improvviso e proteste di Zverev: una semifinale tra dramma e incertezza.
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L’episodio ha richiamato alla mente le recenti difficoltà incontrate da altri tennisti, come Jannik Sinner, anch’egli alle prese con crampi debilitanti nei giorni precedenti. Il caldo di Melbourne si è confermato, ancora una volta, un avversario insidioso e imprevedibile. Dopo il malore, la fluidità del gioco di Alcaraz è apparsa compromessa. Il numero uno del mondo ha iniziato a mostrare segni di affaticamento, con movimenti rallentati e una reattività visibilmente ridotta. La gamba destra, in particolare, sembrava essere fonte di disagio, con il tennista spagnolo costretto a continui allungamenti e stiramenti tra un punto e l’altro, palesando una condizione fisica ben lontana dalla sua consueta brillantezza.
La lotta in campo e le accese proteste di Zverev
Nonostante le evidenti difficoltà fisiche, Carlos Alcaraz ha dimostrato una notevole intelligenza tattica, cercando di adattare il proprio gioco alla situazione. Ha iniziato a fare ricorso a colpi più “conservativi” come smorzate e pallonetti, nel tentativo di limitare gli spostamenti e risparmiare energie preziose. Questa strategia, unita alla crescente confusione e frustrazione di Zverev, che sembrava sospettare una simulazione, gli ha permesso incredibilmente di mantenere il servizio e rimanere agganciato al punteggio. La sua capacità di resistenza, pur in condizioni precarie, ha lasciato il pubblico col fiato sospeso, tra ammirazione e apprensione per il suo stato di salute.
La tensione è salita ulteriormente quando Alcaraz ha richiesto un medical time out. L’intervento del fisioterapista, che ha iniziato a massaggiare energicamente la coscia destra dello spagnolo, ha scatenato la reazione furente di Alexander Zverev. Il tennista tedesco si è rivolto al supervisore del torneo con parole durissime, esprimendo il suo disappunto per quella che riteneva una disparità di trattamento. “È incredibile che venga curato per i crampi, è una stronzata. State proteggendo questi due ragazzi in ogni momento”, ha dichiarato Zverev, riferendosi esplicitamente ad Alcaraz e a Jannik Sinner, quest’ultimo anch’egli protagonista di un episodio di crampi nei giorni scorsi. La polemica ha gettato un’ombra sull’integrità del match, alimentando il dibattito sulle regole relative agli interventi medici durante gli incontri.
Un finale drammatico: il crollo nel tie-break

Il drammatico crollo nel tie-break decide un finale al cardiopalma.
Il game successivo, con Zverev al servizio, ha messo in luce in maniera ancora più drammatica le condizioni precarie di Alcaraz. Il giovane spagnolo non riusciva più a correre con efficacia, trascinando la gamba e palesando una notevole difficoltà a spingere sui colpi. Sul 6-5 in favore del tedesco, il fisioterapista è stato chiamato nuovamente in campo per un altro massaggio, nel tentativo evidente di Alcaraz di guadagnare tempo e recuperare energie vitali. La scena ha evidenziato la tenacia incredibile del giocatore, ma anche la sua fragilità fisica in quel momento.
La partita è arrivata così al 6-6, con Alcaraz che ha cercato di prolungare i tempi di recupero il più possibile. Tuttavia, il logoramento fisico aveva ormai raggiunto un punto di non ritorno. Nel tie-break decisivo, il crollo è stato inevitabile. Zverev, pur visibilmente infastidito dalle interruzioni, ha saputo mantenere la calma e ha preso il controllo, chiudendo facilmente per 7-3. Quello che sembrava un match ormai indirizzato verso una vittoria facile di Alcaraz si è trasformato in una battaglia epica, decisa più dalle condizioni fisiche che dal puro talento tennistico. Il pubblico è rimasto col fiato sospeso per tutta la durata del quarto set, mentre Alcaraz ha mostrato segnali alterni di ripresa, lasciando aperta ogni possibilità. Ma il caldo asfissiante e il malore hanno irrimediabilmente cambiato il volto di una semifinale che verrà ricordata, forse, più per lo psicodramma fisico che per lo spettacolo offerto dal tennis di altissimo livello.

