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“Dal palco alla realtà”, come funziona un concerto: “Sei mesi per organizzarsi”

Dai materiali alla costruzione del palco, dall'organizzazione tecnica alla logistica. Il manager La Ferlita spiega come nasce un evento

“Ripartire? Se non decolla la campagna vaccinale, sarà davvero difficile”. Nuccio La Ferlita, manager dell’azienda “Puntoeacapo concerti” e precedentemente “Musica e suoni”, che da anni anima i palcoscenici dell’isola organizzando i concerti di artisti nazionali e internazionali, non si fa troppe illusioni. “Il nostro mestiere si basa tutto sulla programmazione”. Per organizzare un evento musicale di livello, servono almeno sei mesi di tempo. “Se ripartissimo davvero a fine marzo, cosa alquanto difficile vista la recrudescenza del Covid-19, saremmo appena in tempo per svolgere qualche evento ad agosto”.

Dai teatri agli stadi

Nel corso della sua carriera, La Ferlita ha organizzato eventi di ogni dimensione, “dai piccoli teatri di provincia ai grandi spettacoli negli stadi”. In queste occasioni, con artisti di calibro nazionale e internazionale, le maestranze che ruotano intorno all’evento possono superare le duemila persone. Si va dal trasporto dei materiali alla costruzione del palco, dall’organizzazione tecnica alla logistica, fino alla sicurezza e alla pubblicità. “Basti pensare che, alla fine del concerto, si mettono al lavoro dalle 150 alle 200 persone soltanto per smontare il palco”, spiega il manager. “Si tratta di un lavoro enorme, che ricade per la maggior parte sull’organizzatore locale”.

Come funziona un evento

Non tutti i concerti, naturalmente, hanno queste dimensioni. Per capire, a grandi linee, il funzionamento dell’impresa, La Ferlita fa l’esempio un concerto di medie dimensioni. “Ipotizziamo che si svolga in un teatro da mille posti, con un biglietto da cento euro. L’incasso finale sarà di 100 mila euro. Da questi dobbiamo già togliere 10 mila euro di Iva, e altrettanti di Siae”. Degli 80 mila rimanenti la metà, spiega il manager, vanno alla produzione dell’artista. “Con gli ultimi 40 mila euro noi dobbiamo coprire le spesse di organizzazione, la pubblicità, la logistica, la sicurezza. Se alla fine dello spettacolo riusciamo a metterci in tasca il sette o l’otto per cento, possiamo definirci fortunati”.

Un meccanismo di precisione

Sulla base di questi numeri, prosegue La Ferlita, “un’azienda può funzionare soltanto organizzando diversi spettacoli l’anno”. Ecco perché la pandemia ha rappresentato un disastro per il settore. “Quello degli eventi è un meccanismo di precisione. Gli ingranaggi, stando fermi per molti mesi, rischiano di arrugginire e compromettere tutto”. Come molti rappresentanti della categoria, il manager storce il naso al ricordo della stagione estiva dell’anno scorso. “Con tre o quattro eventi da massimo mille persone, non siamo riusciti nemmeno a recuperare le spese. Diciamo che abbiamo fatto risparmiare allo Stato i soldi della cassa integrazione”.

La falsa partenza estiva

“Lo spettacolo ha bisogno di ricominciare a correre, ma senza rischiare di fermarsi subito dopo. Perché a quel punto il danno sarebbe irreparabile”. A proposito di Stato, gli aiuti del Governo nazionale si sono rivelati insufficienti. Quelli del Governo regionale sono ancora impantanati nella burocrazia. “Speriamo che anche questi ristori possano arrivare quanto prima”. Senza un aiuto concreto, secondo il manager, “sarà difficile farcela”. Per quanto riguarda le strutture, per La Ferlita non esistono priorità. “La Sicilia è tutta un unico palcoscenico”. Inutile ipotizzare riaperture “selettive” di grandi teatri nelle città d’arte, come Taormina e Siracusa.

Ripartire con i vaccini

“Per funzionare, la macchina dev’essere a pieno regime. Gli eventi grandi devono essere spronati dai piccoli e viceversa”. Per questo il manager vede nell’avanzamento della campagna elettorale la priorità. “Il governo ha annunciato un’accelerazione, speriamo che possa davvero esserci”. L’auspicio è che si possa arrivare all’autunno avvicinandosi al’immunità di gregge, con la possibilità di concerti fino a mille posti. “È il minimo perché siano sostenibili. Io non chiedo di tornare subito a incassare, ma di poter rimettere in moto la macchina senza correre il rischio di restare a piedi”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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