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Differenziata, Catania rimane maglia nera. Pesa la zavorra del “lotto Centro”

Nonostante l'estensione del porta a porta il capoluogo non supera l'11 per cento. Per il presidente della Srr Laudani "le cose stanno lentamente migliorando", mentre la presidente di Legambiente Catania Sorbello chiede di "rinunciare ai termovalorizzatori"

Le percentuali di raccolta differenziata a Catania restano pessime. Nonostante l’estensione del servizio porta a porta ai quartieri San Giorgio e San Giovanni Galermo – avvenuta a novembre scorso – la città non raggiunge l’11 per cento di differenziata, ed è la peggiore in assoluto tra i Comuni etnei. Al primo posto, secondo i dati del 2021 diffusi alcuni giorni fa dalla Società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti, c’è Aci Bonaccorsi (82,5 per cento) seguita da Camporotondo Etneo (78 per cento), Viagrande (74 per cento) e Biancavilla (73 per cento). La cattiva performance del capoluogo non è una novità, ma le cose starebbero gradualmente cambiando. “Nei lotti periferici le percentuali sono cresciute, per arrivare a regime ci vorrà tempo ma i dati dicono che siamo sulla buona strada”, dice a FocuSicilia Francesco Laudani, presidente della Srr. Per quanto riguarda il lotto centro, “è ancora fermo a causa dei ricorsi”, motivo per cui i numeri di Catania “non sono complessivi, ma solo parziali”. Giustificazioni che non convincono Viola Sorbello, responsabile provinciale di Legambiente. “La mancanza di attenzione della politica cittadina in tema di rifiuti è di gravità eccezionale. Speriamo che sia il comune di Catania sia la Srr possano recuperare il tempo perduto”.

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Luci e ombre del catanese

I numeri della differenziata nell’hinterland catanese fotografano una situazione in chiaroscuro. Su 28 Comuni che rientrano nel perimetro della società di gestione, 12 superano la soglia del 65 per cento di differenziata prevista dalla normativa europea. Altri nove si attestano sopra il 60 per cento, mentre sei languono al di sotto. In generale secondo Laudani “la differenziata sta aumentando”, anche se il sistema regionale dei rifiuti deve fare i conti “con la saturazione delle discariche”. A pesare, nella parte orientale dell’Isola, è soprattutto la chiusura dell’impianto di Lentini, che la Regione ha affrontato “con deroghe per il conferimento nei siti già attivi”. Tornando alla situazione catanese, “il monitoraggio della raccolta è costante” e in alcuni Comuni i risultati “sono molto positivi”. Laudani fa un esempio significativo. “In alcuni centri, come ad Aci Bonaccorsi, la raccolta dell’indifferenziato è stata fissata ogni 15 giorni”. Per il presidente della Srr è il segno che “le percentuali differenziata sono molto alte”, ma soprattutto che i cittadini “hanno compreso l’importanza di questo sistema e stanno collaborando”.

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Breve storia del “lotto centro”

Come detto, la situazione è ben diversa a Catania, maglia nera tra i comuni etnei. Nel 2021, dopo diversi anni di proroghe, l’amministrazione è riuscita a pubblicare il bando settennale, diviso in tre lotti. Quello relativo alla zona Catania nord, da 79 milioni di euro, è stato affidato all’azienda SuperEco. Si tratta della porzione più piccola della città, che interessa circa 33 mila famiglie e 64 mila abitanti, il 20 per cento del totale. Il lotto Catania Sud, da 92 milioni di euro, è stato affidato alla Ecocar. Nella zona risiedono oltre 38 mila famiglie e 94 mila abitanti, il 30 per cento del totale. Più complessa la vicenda del lotto Centro, dal valore di 162 milioni di euro, che interessa 95 mila famiglie e 153 mila abitanti, il 49 per cento del totale. Dopo essere andato deserto in fase di gara, il lotto è stato affidato al consorzio di imprese Gema, attraverso una procedura negoziata. A fine dicembre, però, il Tribunale amministrativo regionale ha bloccato tutto, accogliendo il ricorso di un’altra ditta. in attesa della decisone del Tar – attesa a breve – il servizio di raccolta è gestito in proroga dalla Dusty, titolare dell’appalto prima del bando settennale.

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I progetti per il futuro

Una situazione complessa, che incide negativamente sulle performance dell’intera città. Per il futuro, Laudani è fiducioso. “Abbiamo un’interlocuzione continua con i sindaci dei 28 comuni etnei, specialmente quelli con maggiore difficoltà”. Un dialogo importante anche alla luce del Pnrr, “che nella cosiddetta ‘Linea A’ contiene risorse considerevoli per il settore”. In particolare, i finanziamenti potrebbero essere utilizzati “per la costruzione di centri di raccolta”, che permetterebbero ai cittadini di “conferire autonomamente i propri rifiuti”. Accanto a questo, dice il presidente, prosegue l’iter per portare la spazzatura fuori regione. La normativa prevede infatti che nell’isola possa essere smaltito al massimo il 35 per cento dell’indifferenziata prodotta da ciascun ente. “Si tratta di un procedimento nuovo, dunque è normale che l’Urega [Ufficio regionale espletamento gare d’appalto, ndr] ci chieda delle integrazioni”. La Srr “ha presentato tutte le documentazioni”, e l’iter potrebbe concludersi presto “dando l’opportunità alle città che ancora superano la soglia, come Catania e poche altre, di smaltire i propri rifiuti non differenziati fuori dalla Sicilia”.

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Le critiche di Legambiente

Fortemente critica sulla gestione del settore, come detto, Legambiente Catania. Per la presidente Sorbello la saturazione dell’impianto di Lentini dipende anche “dall’enorme mole di rifiuti indifferenziati prodotti nella città di Catania”, e la discarica è di fatto “una bomba ecologica pronta a causare danni ai cittadini e all’ambiente”. L’implementazione del servizio porta a porta è un fatto positivo, “ma i ritardi accumulati sono inaccettabili”. A pagare il conto di questa situazione sono i cittadini, “che stanno vedendo la loro Catania trasformata in una pattumiera e le strade puntellate di micro e macro discariche dove giacciono anche rifiuti speciali pericolosi”. Per questo Legambiente chiede di incrementare quanto più possibile la raccolta, “senza contare nel deus ex machina che scende dal cielo, e che alcuni individuano negli inceneritori, che sono al di fuori dalla normativa europea”. Se la soluzione dei termoutilizzatori, tuttora propugnata dalla Regione, venisse superata, l’associazione ambientalista si dice pronta a dare una mano, “per il bene della nostra città e di tutto il territorio etneo”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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