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Discarica di Lentini, ampliamento negato: distruggerebbe l’ambiente

La Commissione tecnica conferma il parere sfavorevole: altri quattro milioni e mezzo di metri cubi peserebbero troppo sul territorio. Sul tavolo del presidente Schifani un'altra patata bollente che imporrà di scegliere tra bruciare, seppellire e differenziare i rifiuti

La proposta di ampliamento della discarica rifiuti di Lentini (Sr), in contrada Grotte San Giorgio, è stata rifiutata per la seconda volta dall’organismo regionale che si occupa delle valutazioni ambientali. Un altro ‘no’ che conferma il precedente parere istruttorio reso dallo stesso organismo a marzo 2022 nei confronti della società proponente, la Sicula Trasporti Spa, da due anni in amministrazione giudiziaria. Tecnicamente si tratta di un “parere sfavorevole di compatibilità ambientale e sulla Valutazione di incidenza ambientale”, comunque non vincolante per l’assessorato regionale Territorio e Ambiente, che potrebbe procedere ugualmente senza tenere conto di quanto espresso dalla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, presieduta da Aurelio Angelini. Di fatto, non si può escludere che gli argomenti addotti dagli esperti possano rendere molto impervia la strada per realizzare il progetto: tre nuovi bacini per l’abbancamento dei rifiuti, oltre 260 mila metri quadri aggiuntivi per un volume che supera i quattro milioni e mezzo di metri cubi, in una discarica che è già la più grande della Sicilia.

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Un sito troppo vicino ai centri abitati

Una discarica così grande non sarebbe coerente rispetto al Piano rifiuti regionale, secondo cui ogni Ambito territoriale dovrebbe disporre autonomamente di propri impianti. In provincia di Siracusa, le previsioni stimano un volume di rifiuti molto inferiore rispetto al progetto di ampliamento di Grotte San Giorgio, per il quale si ipotizza una nuova superficie netta di abbancamento di 170 mila metri quadri. A voler stimare una tonnellata di rifiuti per metro cubo, l’ampliamento potrebbe ospitare quattro milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti. Le quattro province della Sicilia orientale, al raggiungimento di un regime di raccolta differenziata del 65 per cento, si stima produrrebbero tutte insieme 400 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Poi c’è la collocazione geografica. Il sito coinvolto nell’ampliamento, che già ospita “dieci discariche esaurite o in fase di esaurimento”, specifica il parere, verrebbe a trovarsi a meno di tre chilometri dai centri abitati più vicini, cioè l’agglomerato urbano di Fontanarossa, a Sud di Catania, e la contrada Bonvicino del Comune di Lentini. Per la Commissione tecnica, questo sarebbe in contrasto con le prescrizioni della legge regionale 9/2010, che consente la collocazione di queste infrastrutture anche in zone classificate come agricole dai piani regolatori generali (è il caso dell’area in questione), a condizione però che siano distanti almeno tre chilometri dal perimetro del centro abitato.

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“Impatti ambientali negativi significativi”

“Impatti ambientali negativi significativi”, sentenzia la Commissione tecnica, ci sarebbero per “l’ambiente idrico, il suolo e il sottosuolo, la flora e fauna, la biodiversità”. Si verificherebbe infatti un’ulteriore antropizzazione, verrebbe sottratta “ulteriore superficie al suolo naturale”, oltre che vi potrebbe essere una “contaminazione delle acque sotterranee da metalli e benzene, già registrata in alcuni piezometri di monitoraggio del comprensorio”. La viabilità subirebbe delle interferenze per “per il traffico indotto generato dalla concentrazione di varie attività di trattamento rifiuti nell’area vasta”. Non ultimo l’impatto su atmosfera e rumore a causa delle “emissioni generate dal trasporto dei rifiuti da e verso i vari impianti di trattamento di contrada Grotte San Giorgio”.

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A un passo da foce del Simeto e lago Gornalunga

A causa delle ulteriori emissioni prodotte dal nuovo impianto proposto, ci sarebbero conseguenze dirette anche sullo stato di conservazione dei siti Natura 2000, cioè la Zona speciale di conservazione ‘Foce del fiume Simeto e Lago Gornalunga’ e la Zona di protezione speciale ‘Biviere di Lentini’ nel tratto del fiume Simeto e nell’area antistante la foce. L’area risulta “già interessata da fenomeni di contaminazione delle acque sotterranee rilevati da Arpa Sicilia nel 2021” e lo stesso ente di controllo “richiede nuovi studi idrogeologici e un ampliamento della rete di piezometri al fine di meglio circoscrivere l’inquinamento in atto”, specifica il parere, che mette in guardia: “Lo scarico potenziale di inquinanti provenienti dal corpo della discarica in esame nel canale Benante, affluente del Lago Gornalunga, potrà veicolare alcuni inquinanti di particolare pericolosità nell’area umida, comportando così gravi rischi e minacce per lo stato di conservazione delle specie e degli habitat” del sito Natura 2000.

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La scelta tra bruciare, seppellire o differenziare

Puntare a discariche più grandi, scegliere di bruciare i rifiuti producendo energia o incoraggiare in tutti i modi possibili la raccolta differenziata sono le opzioni a disposizione di un governo regionale che dovrà fare delle scelte. “Il parere negativo sulla valutazione ambientale dell’ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio – osserva Giampiero Trizzino, avvocato esperto in diritto ambientale e attento alla tematica dei rifiuti anche da ex deputato M5S – non sorprende affatto. Da mesi denuncio non solo l’inadeguatezza dell’ubicazione (quello di Lentini è un territorio già ampiamente compromesso) ma anche e soprattutto la dimensione. Se davvero l’intendimento del Governo regionale è quello di realizzare due termovalorizzatori della capacità complessiva di quasi un milione di tonnellate all’anno, non si comprende davvero quali siano le ragioni di costruire discariche così grandi. A meno che l’idea non sia quella di interrompere il trend di crescita della raccolta differenziata”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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