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Economia relazionale, il successo della rete tra Banco Alimenare e Randstad

Partire dal volontariato, stabilire relazioni umane e poi generare posti di lavoro. L'esempio viene da Catania, con la collaborazione tra la multinazionale specializzata in servizi per le risorse umane e l'organizzazione che aiuta i poveri e combatte lo spreco alimentare

Creare una “economia relazionale”. Ovvero partire dalle relazioni per “generare nuovi posti di lavoro mettendo in piedi meccanismi che possono stimolare altri a fare altrettanto”. Parole di Mirko Viola, consigliere del Banco Alimentare per la Sicilia Odv e ieri ospite di FocuSicilia insieme al presidente dell’organizzazione di volontariato, Pietro Maugeri e all’area manager di Randstad Bruno Piccoli. Al centro il progetto “Formazione per una buona azione”, una collaborazione del Banco e del colosso internazionale della formazione, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, è stato dare lavoro a sei persone, che oggi lavorano nella logistica del gruppo Di Martino a Catania. E il magazzino del Banco Alimentare nell’area dei Mercati agro alimentare Sicilia (Maas) di Catania ha avuto un ruolo fondamentale proprio per la parte relativa alla formazione, durata oltre 100 ore.

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Maugeri: “Una rete tra volontariato e mondo profit”

Maugeri, presidente dell’organizzazione, nata trenta anni fa e che in tutta Italia ha aiutato nell’ultimo anno “un milione e 800 mila persone, 260 mila in Sicilia”, spiega infatti come nella sola Isola il Banco alimentare abbia prima “recuperato, e poi distribuito, oltre 19 mila tonnellate di prodotti alimentari”. Contribuendo, da un lato, a ridurre gli sprechi, dall’altro “ad aiutare un numero di persone che corrisponde alla metà dei poveri in Italia”. Una mission chiara “che non cambia e che è stata fondamentale negli ultimi anni della pandemia”, ma che porta dietro un grandissimo sforzo organizzativo “con logiche imprenditoriali”. Con la differenza che è tutto fatto da volontari. L’esperienza “nell’’aiuto alle fasce più deboli della popolazione, con al centro chi è in difficoltà”, spiega Maugeri, unito alla possibilità di un grande magazzino e delle attrezzature necessarie per la formazione, come i muletti di cui i sei destinatari del progetto hanno preso la patente, sono stati quindi la base di partenza “di una logica di rete e partenariato con associazioni e mondo profit che ha portato a questa bellissima realtà. Il secondo step è stato “il un coinvolgimento diretto nelle attività di volontariato del Banco, con un rapporto poi diventato una alchimia incredibile”, come spiega Bruno Piccoli. Il resto è venuto mettendo insieme le competenze per un risultato concreto.

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Come lavora Randstad per unire domanda e offerta

“Oggi creare occupazione non è impossibile, tantissime aziende richiedono personale. Quello che è complicato – prosegue Piccoli – è attrarre candidati e creare un percorso di formazione per essere pronti alle opportunità lavorative”. Opportunità che, sottolinea l’area manager di Randstad, “ci sono e sono reali e concrete anche nel nostro territorio siciliano. Con la logistica che sta crescendo moltissimo”. Il lavoro di formazione di Randstad è del resto rivolto a rispondere alle necessità delle aziende, con un approccio molto differente da quello della formazione professionale finanziata dalla Regione siciliana, dove la domanda di corsi in settori come quello della cura della persona e dell’estetica rappresentano il 70 per cento del totale dell’offerta. Lasciando spesso fuori i percorsi professionalizzanti richiesti dalle imprese. “Noi – spiega Piccoli – abbiamo cinque filiali in Sicilia, e incontriamo ragazzi e ragazze negli istituti scolastici per capire cosa serve per avvicinare i due poli apparentemente distanti: chi cerca lavoro e le aziende che cercano disperatamente profili”. Quanto al progetto con il Banco Alimentare, “che verrà rinnovato”, il successo è stato dovuto dall’intercettare l’esigenza in questo settore in crescita. “Siamo partiti da cosa manca ai candidati per poter essere appetibili e pronti. Trovato un luogo incredibile dove poter formare i ragazzi, la sede del Banco Alimentare, abbiamo compreso quali erano le skills che servono per poter essere apprezzati e scelti dalle nostre aziende. E alla fine del percorso abbiamo incontrato un’azienda aperta come Di Martino che ha accolto i ragazzi fidandosi di Randstad e Banco alimentare”, conclude Piccoli.

Viola: “Il terzo settore è ormai primario nell’economia”

Il percorso fatto con il progetto “Formazione per una buona azione”, ha però una chiave di lettura a più ampio raggio. Secondo Mirko Viola è lo specchio di un “terzo settore che ormai è soltanto nominalmente tale, ma svolge un ruolo primario nell’economia. Eredita alcuni aspetti imprenditoriali e li mischia con associazionismo e impegno solidale e volontaristico”. E mentre “Randstad ha dimostrato grande sensibilità verso le problematiche, l’unione con Banco Alimentare è stata quasi naturale: noi già cercavamo più volontari visto l’incremento di richieste di accesso alle derrate”. La necessità di persone dedite al magazzino del Banco Alimentare ha anche portato all’attivazione di un accordo con Ufficio esecuzione penale. “Ci siamo messi a disposizione per coloro i quali sono messi alla prova per poter espiare la pena facendo esperienza lavorativa. Uniamo una esigenza di una organizzazione del terzo settore, al mettere a disposizione le infrastrutture per formare persone e reimmetterle nel mercato del lavoro”. Un matching di domanda e offerta creato da esigenze reali che “rappresenta un modello virtuoso di relazione tra i mondi del profit e no-profit. Credo che la chiave sia operare per il bene, e da questo si ottengono risultati”, conclude Viola.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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