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Eolie, a nuoto sulla rotta dei delfini. La fauna soffre, ma l’Area protetta non c’è

Una traversata tra Salina e Vulcano per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla salvaguardia degli animali marini. Il nodo dell'assenza di una riserva nell'arcipelago patrimonio Unesco

Una traversata a nuoto tra Salina e Vulcano, sulla rotta dei delfini, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salvaguardia di questi mammiferi intelligentissimi e fondamentali per l’ecosistema dei mari. L’ha organizzata e portata a termine l’associazione Filicudi Wildlife Conservation. Partendo dal porto di Lingua a Salina un gruppo di 12 nuotatori, con grande esperienza di nuoto in acque libere, ha nuotato senza mai fermarsi fino a Baia di Ponente nell’isola di Vulcano. Dopo le traversate a nuoto tra le isole di Alicudi e Filicudi nel 2020 e poi di Filicudi e Salina nel 2021, questa è la terza tappa del progetto “Eolie a nuoto: sulla rotta dei delfini”, promosso nell’ambito del progetto europeo “Life Delfi” e supportato da numerosi enti nazionali. L’iniziativa prevede di percorrere a nuoto, ogni anno, una delle rotte che collegano le sette isole Eolie e nasce dalla collaborazione di associazioni sportive, fondazioni e sponsor privati con l’associazione Filicudi Wildlife, con sede a Filicudi, che si occupa da anni della salvaguardia delle popolazioni di cetacei e tartarughe marine nelle isole Eolie e del pronto soccorso per tartarughe marine di Filicudi.

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Una traversata ecologica

Il principale obiettivo dell’impresa nella sua interezza è soprattutto quello di connettere le sette isole Eolie al fine di promuovere la salvaguardia e la tutela del mare e in particolare la rotta dei delfini e delle tartarughe marine, che ogni anno attraversano queste acque venendo incontro a pericoli di ogni genere. La traversata Salina-Vulcano è stata effettuata in staffetta trainando la bandiera del progetto “Life Delfi”, a testimoniare le difficoltà incontrate dai delfini e i pericoli a cui vanno incontro senza un’adeguata protezione delle loro aree di alimentazione e riproduzione. Durante la traversata lo staff di Filicudi WildLife Conservation e le imbarcazioni di supporto alla nuotata si sono occupati di recuperare i rifiuti di plastica incontrati durante la navigazione, di monitorare la presenza dei delfini utilizzando la App “Marine Ranger” e di valutare il rumore acustico, grazie all’ausilio di idrofoni. Il progetto mira anche allo sviluppo di un turismo naturale ed ecosostenibile che potrebbe essere uno dei nuovi volani dell’economia di queste isole, visto lo sviluppo costante di presenze proprio in questo genere turistico.

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L’assenza di un’Area marina protetta

Da anni alle Eolie l’associazione di biologi marini si batte per l’istituzione di un’oasi marina protetta nell’arcipelago e in effetti appare come un paradosso che ancora in queste sette isole patrimonio dell’Unesco il ministero dell’Ambiente e la Regione non abbiano mai pensato di avviare un iter d tutela della fauna marina attraverso un’area o più aree protette. Intanto i ricercatori del “Filicudi Wildlife conservation”, organismo no profit, continuano, in attesa di novità, a lavorare senza tregua.  L’associazione partecipa anche al progetto “Tartanet Eolie”, volta al recupero delle tartarughe marine e al monitoraggio delle spiagge di nidificazione delle testuggini della specie Caretta caretta. Sempre in ambito del progetto “Life Delfi” è stata sviluppata una App che si chiama “Marine ranger” che serve per segnalare gli avvistamenti di delfini in difficoltà.

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Seicento tartarughe in difficoltà

Dai dati che emergono, elencati dalla responsabile del centro si evince che la situazione e la
salvaguardia di questi stupendi animali marini non è affatto rosea. “Dal 2004 – spiega la responsabile del centro, Monica Francesca Blasi, romana, ma eoliana di adozione – abbiamo recuperato e salvato in mare più di 600 tartarughe in difficoltà. L’80 per cento delle casistiche dell’intervento di soccorso riguardano animali in difficoltà per intrappolamento in attrezzi da pesca o per ingestione di plastica. Da questi dati si capisce quanto sia urgente e necessaria l’istituzione di un’area marina protetta e con la mia associazione stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione verso le istituzioni, attraverso campagne informative e raccolte firme”.

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Campi di ricerca per bambini

L’associazione non si ferma soltanto al soccorso in mare. Mira con una serie di azioni e iniziative, volte a sensibilizzare anche le popolazioni delle isole e soprattutto i bambini, attraverso l’organizzazione di campi di ricerca e volontariato, nei mesi compresi tra maggio e settembre, e che puntano allo stesso tempo sul monitoraggio dei cetacei e delle tartarughe con gite in barca aperte a tutti. “Inoltre presso il “Turtle point” di Filicudi – spiega ancora la responsabile – svolgiamo attività di educazione ambientale e formazione per gli studenti e promuoviamo anche attività escursionistiche come lo snorkeling (il nuoto sott’acqua con boccaglio) guidato da un biologo marino e il dolphin watching (l’avvistamento dei delfini).

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Giuseppe Bonaccorsi
Giuseppe Bonaccorsi
Giornalista professionista, per molti decenni al quotidiano "La Sicilia" di Catania, con la qualifica di cronista. In passato collaboratore di testate nazionali e corrispondente per anni dell'Agenzia di stampa nazionale "Quotidiani associati".

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