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Etna Sud: recuperare l’identità storica per lo sviluppo futuro. Il piano del Gal

Mascalucia, Camporotondo San Pietro Clarenza, Tremestieri e San Giovanni La Punta. Comuni dell’hinterland di Catania fortemente compromessi dall’edilizia estensiva guardano ora, grazie al Gruppo di azione locale e ai fondi del Psr, a uno sviluppo sostenibile che parte dalle imprese e dalla loro storia

Un’opportunità di sviluppo ecosostenibile e di recupero di beni storici e ambientali da destinare alla fruizione, in un territorio sfigurato nell’ultimo mezzo secolo da un’antropizzazione senza regole che ha trasformato un nugolo di piccoli centri dell’area pedemontana etnea in dormitori della vicina Catania, che perdono sempre più storia e identità. È l’opportunità che, dal 2019, si è aperta per cinque comuni dell’area a nord del capoluogo: Mascalucia, capofila del progetto, insieme a Camporotondo Etneo, San Pietro Clarenza, Tremestieri Etneo e San Giovanni La Punta.

Ripensare al patrimonio storico dopo 60 anni

Una opportunità valida soprattutto per le imprese che vi operano, le quali, grazie al Gal (Gruppo di Azione Locale) Etna Sud, hanno accesso tramite bandi ai fondi del Piano di sviluppo rurale (Psr) nell’ambito del programma dell’Unione europea denominato Leader che ormai da tre decenni guida l’azione dei Gal in Europa. Si tratta di una delle espressioni più pure del principio di sussidiarietà nell’uso dei fondi comunitari, che nella programmazione 2014-2020 ha assunto anche la denominazione Ccld (Community-led Local Development), ovvero un approccio allo sviluppo locale interamente guidato dalla comunità interessata con approccio partecipativo. L’area dei cinque comuni etnei dell’hinterland catanese negli ultimi sessant’anni ha visto aumentare la popolazione da sei a nove volte e, come per altri luoghi di Sicilia, ha sacrificato sull’altare dell’edilizia estensiva terreni agricoli ed un patrimonio storico costruito nei secoli. Oggi questi comuni hanno l’esigenza da un lato di preservare e riqualificare il patrimonio architettonico e ambientale superstite e, dall’altro, di creare un tessuto economico per le imprese.

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Ai Comuni un milione e mezzo di euro

Il Gal Etna Sud è una società consortile a capitale misto formato dai cinque comuni, detentori del 49 per cento del capitale, e da imprese e associazioni che hanno sottoscritto la parte rimanente. Per gli enti locali sono state attivate le misure 7.2 “Infrastrutture su piccola scala” (per 640.981 euro) e 7.6 “Interventi di riqualificazione culturale e naturalistica” (524.952 euro) con uno stanziamento complessivo di 1.165.934 euro. Per questi due bandi, già conclusi, verrà conferito oggi ai sindaci – nel corso di un incontro presso il Comune di Mascalucia previsto per le ore 16 – l’atto di concessione per progetti immediatamente cantierabili. Con questi fondi, San Giovanni la Punta trasformerà una scuola in biblioteca, Tremestieri Etneo migliorerà il parco comunale ed il sistema di smaltimento acque piovane, San Pietro Clarenza riqualificherà due piazzette ed un’antica torretta, mentre Camporotondo Etneo eseguirà lavori per la viabilità urbana. Il comune capofila, Mascalucia, non ha presentato progetti. Il prossimo bando, misura 7.5 “Infrastrutture per il turismo sostenibile”, scadrà il 18 febbraio e prevede uno stanziamento di 314.065 euro.

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A Mascalucia il “Museo della civiltà contadina”

Sul versante imprese, sono state attivati bandi per oltre un milione e ottocentomila euro: tutti i finanziamenti sono a fondo perduto e si pongono l’obiettivo di promuovere la nascita di nuove attività produttive e di rafforzare quelle esistenti. Cinquantacinque startup di diversa tipologia hanno ottenuto ventimila euro ciascuno tramite la misura 6.2, in due edizioni, per un totale di 1.060.620 euro. Tre imprese hanno ricevuto 155.000 euro tramite la misura 6.4b “Investimenti nella creazione e nello sviluppo di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”. 
Un altro intervento di quasi 75 mila euro, tramite la misura 6.4c “Sostegno per la creazione o sviluppo di imprese extra agricole nei settori commercio artigianale turistico servizi innovazione tecnologica”, che mira a creare punti di attrazione per flussi turistici, ha finanziato la realizzazione del “Museo permanente della civiltà contadina” a Mascalucia, che avrà sede in un’elegante dimora gentilizia di via Roma. La seconda edizione della stessa misura, finanziamenti al 75% con un massimo erogabile di 75 mila euro, prevede uno stanziamento complessivo di 562.500 euro. Il bando, dopo una proroga, si chiuderà il prossimo 28 febbraio.

“Creati un centinaio di posti di lavoro”

“Mi ha molto colpito la risposta al bando 6.2 di tanti giovani determinati ad avviare un’attività produttiva – sottolinea l’ingegnere Nino Paternò, responsabile di Piano del Gal “Etna Sud” – . Con un contributo di ventimila euro a fondo perduto abbiamo finanziato cinquantacinque startup e se consideriamo che i dati della sopravvivenza delle imprese è del 90 per cento, alla fine avremo creato in questo territorio un centinaio di posti di lavoro, considerando che ogni impresa occupa, in media, due persone. Se il nostro obiettivo è quello di impedire che i giovani vadano via dalla Sicilia e superiamo il concetto di assistenzialismo, abbiamo l’obbligo morale di utilizzare al massimo queste procedure che consentono una soluzione efficace per creare sviluppo”.

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L’idea di un incubatore d’imprese

Il Gal “Etna Sud” ha chiuso la prima fase nel 2020. L’attuale crisi pandemica ha condotto ad una fase di transizione che si concluderà a fine 2022. Il Gal Etna Sud ha chiesto ulteriori fondi per circa due milioni per il suo Piano di Azione Locale. Poi, con l’opportunità “n+3”, potrà continuare ad operare sino al 2025. E in prospettiva, potrebbe diventare il “Bic” di quest’area pedemontana. “Ho in mente la realizzazione di un incubatore di imprese che diventi riferimento per il territorio – aggiunge Paternò –. Vorrei dare agli imprenditori e agli artigiani una struttura di supporto alle loro attività dove possono trovare locali, attrezzature, segreteria e servizi condivisi oltre che uno staff che li guidi e li formi. I comuni devono comprendere che un’agenzia di sviluppo come questa è una grande occasione per il territorio e per i giovani: perderla, significa aver vanificato una opportunità”.

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Pietro Nicosia
Pietro Nicosia
Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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