fbpx

Export siciliano, 12 miliardi in nove mesi: due terzi sono prodotti petrolchimici

Cresce soprattutto l'area industriale di Siracusa (più 94 per cento), ma anche elettronica (più 46 per cento) e agroalimentare (più 28 per cento). Male metallurgia (meno 22 per cento) e farmaceutica (meno 19 per cento). Palermo perde due punti ed è solo quinta nell'Isola

Da gennaio a settembre 2022 l’export siciliano è cresciuto di oltre il 66 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In termini numerici, le esportazioni dell’Isola valgono oltre 12,3 miliardi di euro, contro i 7,4 miliardi del 2021. Il settore trainante è di gran lunga quello del carbon coke e dei prodotti petroliferi raffinati – esportati prevalentemente dalla provincia di Siracusa – che passa da meno di quattro a 8,2 miliardi di euro, una crescita di oltre il 106 per cento. Sono i numeri dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, che ha elaborato i dati regionali dell’Istat riguardanti l’export nei primi nove mesi dell’anno. La Sicilia “spinge” soprattutto nel terzo trimestre, che conta un fatturato di circa quattro miliardi, “un aumento del 53 per cento rispetto al secondo”. Positivo anche il dato nazionale. Da gennaio a settembre l’export italiano “fa registrare un incremento del 21 per cento rispetto al 2021, con 460 miliardi di fatturato”.

Leggi anche – Export, la Sicilia vale 8 miliardi: Siracusa prima sul petrolio, Catania sul tech

Tabella dal report Unioncamere

Vola Messina, crolla Palermo

Il report dà conto dei dati delle singole province. Come detto in cima alla classifica c’è Siracusa, dove si concentra la maggior parte dell’industria petrolifera dell’Isola. Le esportazioni da gennaio a settembre 2022 valgono 8,3 miliardi, contro i 4,2 dell’anno precedente, un aumento del 94,5 per cento. Il secondo maggiore incremento è quello di Messina, che passa da 685 milioni di export a quasi 1,2 miliardi, oltre il 74 per cento in più. Centri più piccoli crescono in percentuale più delle grandi aree metropolitane. Enna con 13 milioni di fatturato (più 28 per cento rispetto al 2021), fa meglio di Ragusa con 485 milioni (più 24 per cento) e di Catania con 1,6 miliardi (più 20 per cento). Anche Agrigento con 142 milioni (più 18 per cento) scavalca Trapani con 265 milioni (più 15 per cento). Ma c’è anche chi perde rispetto al 2021, come Palermo che fattura all’estero solo 238 miliardi (meno due per cento) e Caltanissetta che si ferma a 110 milioni (meno sei per cento).

Fonte tabella ISTAT

Leggi anche – Export, Sicindustria: “Sicilia decima in Italia”. Sace: sostenuti 2.500 progetti

I prodotti più venduti all’estero

Petrolio a parte, le esportazioni dalla Sicilia riguardano una grande varietà di prodotti. Tra gli altri si segnala la crescita del comparto chimico, con 890 milioni di fatturato, più 35 per cento. Seguono agroalimentari e bevande (788 milioni più 28 per cento), elettronica (695 milioni, più 46 per cento), manifattura (67 milioni, più 31 per cento) e silvicoltura (2,5 milioni, più 28 per cento). Sono in perdita rispetto all’anno scorso il settore metallurgico (180 milioni di fatturato, meno 22 per cento), la farmaceutica (144 milioni, meno 19 per cento) e tessile e abbigliamento (42 milioni, meno 16 per cento). Registra una leggera flessione anche il comparto agricoltura, animali e caccia, con 454 milioni di euro di fatturato (meno cinque per cento). A livello di servizi cresce notevolmente il settore dell’informazione e della comunicazione, con circa tre milioni di fatturato (più 500 per cento), mentre crolla l’intrattenimento con meno di 500 mila euro (meno 63 per cento).

Leggi anche – Regione, adottate le linee guida per il marchio Sicilia. “Impatto sull’export”

Pace: “Cresce la voglia di competere”

Per quanto riguarda i Paesi di destinazione, secondo Unioncamere “il prodotto Made in Sicily è sempre più apprezzato è l’Europa, seguita da Africa settentrionale, Asia orientale e America settentrionale”. In cima alla classifica dei maggiori acquirenti c’è infatti la Turchia (1,2 miliardi), seguita da Gibilterra (1,1 miliardi), Stati Uniti (921 milioni), Croazia (795 milioni). Staccate Francia e Slovenia (715 milioni), Tunisia (685 milioni), Spagna (565 milioni) e Marocco (500 milioni). Per il presidente di Unioncamere Sicilia Giuseppe Pace “i prodotti siciliani fanno gola principalmente ai Paesi che appartengono all’area geografica europea (7,5 miliardi), ma anche ad Africa (2,3 miliardi), Asia (1,3 miliardi) e America settentrionale (un miliardo)”. In Sicilia, conclude Pace, c’è “voglia di competere sui mercati internazionali”, segno che per le imprese l’export “è diventato una priorità”.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

21,128FansMi piace
511FollowerSegui
350FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli