ULTIM’ORA – Famiglia nel bosco, è partita la denuncia ufficiale | Ostilità e una pessima condotta: è finita male

Scandalo a Chieti: La famiglia Trevallion denuncia l’assistente sociale Veruska D’Angelo per ostilità e negligenza. Scopri i dettagli inquietanti.

ULTIM’ORA –  Famiglia nel bosco, è partita la denuncia ufficiale | Ostilità e una pessima condotta: è finita male

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Nel delicato scenario delle controversie familiari che coinvolgono la tutela dei minori, una nuova e preoccupante vicenda scuote la provincia di Chieti e la famiglia nel bosco.

A ridosso di un’importante perizia chiamata a valutare le capacità genitoriali, una famiglia ha presentato un esposto formale che solleva gravi interrogativi sull’operato dei servizi sociali. La mossa, inattesa e di grande risonanza, vede i coniugi Trevallion scendere in campo contro una professionista incaricata dal Tribunale di curare gli interessi dei loro tre figli, allontanati dalla famiglia per decisione giudiziaria. Gli avvocati della famiglia hanno depositato un documento che dipinge un quadro di profonda preoccupazione, accusando l’assistente sociale di non aver mantenuto la necessaria imparzialità richiesta da un ruolo così sensibile.

Le accuse non sono di poco conto: si parla di un atteggiamento ostile e di una condotta che non rispetterebbe i canoni di terzietà. Questo sviluppo getta una luce critica sulla gestione di casi così complessi, dove la professionalità e l’etica degli operatori sociali sono fondamentali per il benessere dei minori coinvolti. La denuncia si configura come un evento di rottura, che potrebbe avere ripercussioni significative non solo sul caso specifico della famiglia Trevallion, ma anche sul dibattito più ampio riguardante le procedure e le garanzie nel sistema di tutela minorile in Italia.

Le accuse dettagliate e il ruolo della professionista

Le accuse dettagliate e il ruolo della professionista

Accuse dettagliate e ruolo della professionista: il punto cruciale dell’inchiesta.

 

La denuncia della famiglia Trevallion punta il dito contro Veruska D’Angelo, l’assistente sociale nominata curatrice dei diritti dei tre minori dal Tribunale. Nell’esposto presentato all’ordine professionale degli assistenti sociali e all’ente regionale di competenza, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas contestano una condotta che, a loro dire, si sarebbe discostata dalla necessaria imparzialità. In particolare, la professionista avrebbe mostrato una manifesta ostilità nei confronti dei coniugi Trevallion sin dalla decisione di allontanamento dei figli.

Ma le recriminazioni non si fermano qui. Gli avvocati accusano D’Angelo di aver interpretato le proprie mansioni con negligenza, evidenziando come, in diverse settimane, gli incontri con la famiglia e i bambini siano stati appena cinque. Un numero giudicato insufficiente per svolgere con la dovuta accuratezza un lavoro così delicato. A complicare ulteriormente la posizione della professionista, vi sarebbe anche una certa sovraesposizione mediatica, con la pubblicazione di diverse interviste, soprattutto nelle fasi iniziali della vicenda. Di fronte a queste gravi accuse, sarà D’Angelo stessa a valutare un possibile passo indietro, o sarà il Tribunale a considerare la revoca del suo incarico, in un contesto già segnato da un’accesa polemica.

L’intervento inatteso e la richiesta di giustizia

La vicenda della famiglia Trevallion e la denuncia all’assistente sociale hanno scatenato un’ondata di reazioni e un’attenzione crescente da parte dell’opinione pubblica e di diverse figure professionali. Tra queste, spicca l’intervento di Anna Egidia Catenaro, una suora-avvocata che presiede l’associazione