fbpx

Fascette, contrade, sostenibilità: Ecco le novità per il vino Etna Doc

Priorità e nuove iniziative per valorizzare un territorio vitivinicolo già tra i più importanti d'Italia, dalla Docg alla zonazione. Intervista al nuovo presidente del Consorzio di tutela Francesco Cambria

L’Etna doc cambia per migliorare. Uno dei “territori vitivinicoli più importanti d’Italia” nel prossimo futuro sarà ancora più apprezzato grazie alle iniziative del Consorzio di tutela dei vini del vulcano: Docg, zonazione, sostenibilità, promozione. Lo spiega il nuovo presidente dell’organismo che rappresenta “erga omnes” tutti i produttori di vino della zona Doc Francesco Cambria, eletto a fine dicembre 2021. Cambria succede ad Antonio Benanti, che dopo la conclusione del suo mandato triennale ha deciso di non ricandidarsi. Siamo andati a intervistare Francesco Cambria nella sua azienda di Castiglione di Sicilia, Cottanera, storica cantina sul versante nord dell’Etna.

Tutela, valorizzazione, promozione

Per i prossimi tre anni di durata del mandato, si tratta, dice Cambria di “continuare l’opera del precedente precedente consiglio di amministrazione guidato da Antonio Benanti”. Le priorità in sostanza sono già delineate e “magari le iniziative sono state rallentate dalla pandemia”. Si parla dunque di tutela, valorizzazione e promozione, “a partire dalla istituzione della Docg e al rilancio degli eventi promozionali”. Guarda il video

Docg per il prestigio e per i consumatori

La Denominazione di origine controllata e garantita sarebbe un ulteriore passo verso un innalzamento dello status e del prestigio di un territorio già di grande valore. In Sicilia l’unica Docg attualmente esistente è quella del vino Cerasuolo di Vittoria. La Docg porta con sé anche l’obbligo della tracciabilità di ogni singola bottiglia con l’apposizione del contrassegno di Stato, una fascetta prodotta dal Poligrafico con un codice alfanumerico univoco. Insomma, un elemento anticontraffazione che garantisce il consumatore sulla origine e provenienza di un vino. Di recente anche la Doc Sicilia ha adottato il sistema del contrassegno per i propri vini.

Universo Contrade: 133 in tre versanti

Altro aspetto considerato prioritario è la cosiddetta zonazione: “Dal 2011 i produttori possono scrivere in etichetta il nome della contrada da cui provengono le uve di un certo vino – dice Cambria – adesso vogliamo dare base scientifica a questa rivendicazione”. L’area della Doc Etna comprende 133 contrade censite sui tre versanti in cui ricade il territorio di produzione (sud, est e nord). Contrade diversissime tra loro per esposizione, altitudine, caratteristiche del terreno e altri indicatori. “Anche con l’aiuto delle Università abbiamo intenzione di caratterizzare con precisione ogni contrada”, precisa Cambria.

Leggi anche – Etna Doc: zonazione e Docg, ecco le sfide per la nuova dirigenza

Sostenibilità per aziende e territorio

La sostenibilità è ormai un concetto base di ogni attività, soprattutto se si tratta di prodotti alimentari di qualità. Conferma il presidente: “Tre anni forse non saranno sufficienti, ma in questo periodo lavoreremo per arrivare a rendere sostenibile non solo la singola cantina ma tutto il territorio. Tra le altre c ose, incoraggeremo i produttori ad adeguarsi agli standard ambientali ministeriali e ad aderire alla Fondazione SOStain, realtà associativa fondata da viticoltori siciliani”.

Nuovo vitigno per lo spumante

Tra i buoni dati del 2021, che ha fatto registrare un imbottigliamento superiore al 2019 superando di fatto il periodo di crisi provocato dal Covid-19, c’è la crescita impetuosa dello spumante, declinato nei vari tipi ammessi dal disciplinare. Per produrre le bollicine vulcaniche ancora adesso è obbligatorio l’uso prevalente del Nerello mascalese, vitigno a bacca rossa principe dei vini rossi dell’Etna. Probabilmente a breve “sarà introdotta la possibilità di utilizzare le uve da Carricante”, vitigno a bacca bianca molto diffuso sul vulcano e alla base del Bianco Doc. L’uva da Carricante, in quantità minima dell’80 per cento, è anche la materia prima di produzione, esclusivamente nel territorio del Comune di Milo, dell’Etna bianco superiore.

Leggi anche – Vino, dalla vendemmia 2021 grandi attese per l’Etna Doc. “Qualità ottima”

Aspettando gli “Etna days”

Anche la promozione è tra i pilastri della programmazione del Consorzio. Naturalmente la pandemia ha stravolto i piani negli anni passati, ma già nel 2022 Cambria spera di potere riprendere a pieno ritmo. Intanto con la partecipazione ai più importanti eventi nazionali e internazionali quali Vinitaly, previsto a Verona per il prossimo mese di aprile, e ProWein, programmato per fine marzo a Dusseldorf ma già rinviato a metà maggio a causa dell’andamento dei contagi. In programma invece nei prossimi mesi l’evento “Etna days”, che prevede la presenza sul vulcano di giornalisti italiani e stranieri per un tour di due giorni.

- Pubblicità -
Turi Caggegi
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

19,385FansMi piace
462FollowerSegui
313FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli