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Frane e alluvioni: 320 mila siciliani sono esposti al rischio

Duemila chilometri quadrati, circa il sette per cento, soggetto al rischio idrogeologico. Il Piano di assetto e la Mappa della propensione al rischio, le aree più vulnerabili (Palermo e Messina) e i 420 interventi programmati dalla struttura commissariale

La tragedia di Ischia fa subito pensare agli scenari locali e in Sicilia il rischio di una frana coinvolge circa 320 mila abitanti (il 6,4 per cento della popolazione) e duemila chilometri quadrati del territorio, circa il sette per cento dell’Isola: sono i dati dell’ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sul dissesto idrogeologico, il principale strumento nazionale per comprendere quali siano i pericoli legati a frane, alluvioni ed erosione costiera. Secondo Italia Nostra, che ha rielaborato i dati Ispra, l’Isola è tra le regioni “più fragili d’Italia, con 102 mila edifici, pari a circa il 5,9 per cento del totale, 22.472 imprese e quasi 640 beni culturali che risultano nelle aree a rischio”. Senza contare i “139 chilometri soggetti ad erosione costiera”, il secondo dato più alto d’Italia dopo la Calabria e addirittura prima della Sardegna. Tra le aree con popolazione potenzialmente più esposta al rischio di frane e alluvioni, al primo posto c’è la provincia di Palermo, con poco più di 36 mila persone coinvolte, e quindi Messina, con circa 17 mila. Anche la provincia di Caltanissetta risulta tra le più vulnerabili.

Aree a pericolosità da frana. Fonte: Rapporto Ispra 2021 sul dissesto idrogeologico in Italia
Valori di superficie allagabile nelle Province italiane per i diversi scenari di probabilità di alluvione espressi in termini assoluti (km2) e percentuali (%) rispetto all’area totale di ciascuna Provincia. Fonte: Rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico in Italia

Il Piano per l’assetto idrogeologico

Quanto sappiamo sulle frane in Sicilia deriva principalmente dal Pai (Piano per l’assetto idrogeologico, che costituisce la pianificazione regionale e locale e fornisce lo stato delle conoscenze attuali in merito al dissesto idrogeologico. Approvato nel 2004, dopo il Piano straordinario del 2000, è uno strumento normativo e tecnico-operativo aperto e flessibile, soggetto a continui aggiornamenti rispetto alla perimetrazione delle aree a rischio. Serve a pianificare e programmare le azioni, gli interventi e le norme d’uso per difendere il territorio dal rischio idrogeologico. Tuttavia, non è uno strumento di previsione degli scenari di rischio ma di mappatura dei fenomeni che si sono già verificati. I dati del Pai si focalizzano infatti sulle aree interessate da eventi franosi già noti e che pertanto necessitano di interventi per evitare che si possano ripetere in futuro.

Pai Sicilia – Aree a maggior rischio geomorfologico (in rosso) e idrogeologico (in blu). Fonte: Web Gis Idro – Protezione civile regionale

La Mappa della propensione al rischio

Al Pai si è affiancato di recente un altro strumento, la Mappa della propensione al dissesto geomorfologico, che permette di identificare quelle porzioni di versante in cui sono probabili determinate tipologie di dissesto. La Mappa integra e completa le informazioni localizzate delle mappature del Pai e fornisce una maggiore consapevolezza delle vulnerabilità del territorio: non individua frane, ma classifica il territorio in relazione alla sua suscettibilità al verificarsi di determinate tipologie di dissesto. Adottata con deliberazione della Giunta regionale del 25 luglio 2022, la mappa è il riferimento per la pianificazione locale di Protezione civile, per definire gli scenari di rischio connessi al dissesto idrogeologico. Ha una capacità predittiva e pertanto, come riportato nella delibera, ha una “portata innovativa”, perché consente “una classificazione continua del territorio in base alla probabilità che possa essere interessato da determinate tipologie di fenomeni di dissesto, prescindendo dal fatto che già il dissesto stesso sia noto o si sia manifestato”.

Mappa della propensione al dissesto geomorfologico. Fonte: Deliberazione della giunta regionale 354/2022

In tutta la Sicilia, 420 interventi del Commissario

Le operazioni per mettere in sicurezza il territorio siciliano sono delegate al “Commissario di governo per il contrasto al dissesto idrogeologico nella regione siciliana”, che coincide con il presidente della Regione in carica. Durante la scorsa legislatura, il presidente Musumeci ha distribuito su tutte le nove province gli interventi necessari a contrastare frane, esondazioni, instabilità delle infrastrutture e fenomeni di erosione costiera. La struttura commissariale ha attivato 420 interventi tra programmati, in corso o conclusi, per un ammontare di 795 milioni di euro. Gli interventi sono così distribuiti: 221 nel Messinese, 62 nel Palermitano, 37 nel Catanese, 34 nell’Agrigentino, 22 nel Nisseno, 16 nell’Ennese, 14 nel Trapanese, 11 nel Siracusano e 3 nel Ragusano”. Dal 2018 ad oggi sono stati già finanziati lavori per un ammontare di 475 milioni di euro. Al momento i cantieri aperti sono oltre 300.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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