Scuole di Palermo al gelo, gli studenti stanno male | Intervento immediato o non è possibile entrare in classe
Gelo nelle scuole di Palermo: sindacati in allarme per gli impianti di riscaldamento guasti. Richiesta urgente una mappa delle criticità. Studenti al freddo.
Studenti al freddo. La temperatura rigida di questi giorni ha riacceso i riflettori su una problematica cronica che affligge numerosi istituti scolastici del Palermitano: la mancanza o il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento. Una situazione che costringe migliaia di studenti e personale scolastico a svolgere le proprie attività in ambienti gelidi, spesso inadeguati e dannosi per la salute. Le organizzazioni sindacali Flc Cgil Palermo e Fillea Cgil Palermo hanno prontamente sollevato la questione, esigendo un confronto immediato con gli enti preposti per affrontare un’emergenza che si ripresenta puntuale ogni inverno. L’allarme non è nuovo, ma la sua persistenza evidenzia una fragilità strutturale che richiede interventi decisi e non più procrastinabili. Gli studenti stessi, attraverso diverse mobilitazioni, hanno manifestato il proprio disagio, trovando nel sostegno sindacale un’eco alle proprie richieste di condizioni di studio dignitose.
La questione non riguarda solo il comfort termico, ma tocca aspetti fondamentali come il diritto allo studio in ambienti sicuri e salubri. Le aule fredde, oltre a rendere difficile la concentrazione e l’apprendimento, possono infatti causare problemi di salute. Per questo, la voce dei sindacati si fa portavoce di un malcontento diffuso, puntando a ottenere risposte concrete e soluzioni durature. L’incontro con l’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Palermo, Aristide Tamajo, rappresenta un primo passo in una direzione che, si spera, porterà a una completa trasparenza sulla reale condizione degli edifici scolastici e a un piano d’azione efficace.
La richiesta dei sindacati e le criticità degli edifici

Le richieste sindacali evidenziano le criticità degli edifici.
Al centro delle richieste avanzate da Flc Cgil Palermo e Fillea Cgil Palermo vi è l’esigenza di una mappatura dettagliata dello stato dell’edilizia scolastica. I sindacati hanno formalmente sollecitato sia il Comune di Palermo, competente per gli istituti di primo grado, sia la Città metropolitana, responsabile per gli istituti di secondo grado, a fornire un quadro completo delle scuole prive di riscaldamento, di quelle con impianti non funzionanti o rotti, e di tutte le altre criticità strutturali. Questa richiesta mira a fare chiarezza su una situazione spesso nebulosa, permettendo di identificare le priorità di intervento e di pianificare risorse in modo mirato.
Un punto di forte amarezza per i sindacati è la mancanza di riscontro da parte della Città metropolitana. Nonostante le reiterate sollecitazioni e la gravità delle segnalazioni riguardanti gli istituti superiori, l’ente non ha ancora fornito le informazioni richieste, lasciando aperte questioni cruciali. Fabio Cirino, segretario generale Flc Cgil Palermo, e Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo, hanno sottolineato l’importanza di una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti coinvolti, ritenendo non più procrastinabile un impegno congiunto per la risoluzione del problema. La trasparenza è un elemento chiave: i sindacati chiedono anche di conoscere nel dettaglio quali interventi siano già stati realizzati e quali siano programmati attraverso le risorse del PNRR, con particolare riferimento all’edilizia scolastica, agli impianti di riscaldamento, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico degli edifici. Sapere “come e dove vengono utilizzati questi fondi” è ritenuto indispensabile per garantire un uso efficace e puntuale delle risorse destinate al miglioramento delle strutture scolastiche.
Il caso Mursia e la persistenza del disagio
Il caso Mursia, emblema di un disagio che non si dissolve.
A testimonianza della gravità della situazione, il sindacato ha ricevuto una specifica segnalazione che riguarda la sede succursale dell’Istituto Mursia di Carini, ubicata a Capaci. Qui, la situazione è particolarmente critica: non solo l’impianto di riscaldamento risulta gravemente malfunzionante, ma si sono riscontrate anche infiltrazioni d’acqua e allagamenti, con una diffusa umidità in diversi locali. Condizioni che rendono non solo difficile, ma spesso inaccettabile, lo svolgimento delle normali attività didattiche. Il dirigente scolastico dell’Istituto Mursia ha già inoltrato diverse segnalazioni all’ente preposto, ma l’intervento risolutivo, promesso entro il mese di dicembre, non è mai stato effettuato. Questa inerzia ha lasciato studenti e lavoratori della scuola in una condizione di totale incertezza e profondo disagio, costretti a convivere con un ambiente scolastico degradato e insalubre.
Il caso dell’Istituto Mursia non è isolato, ma emblematicamente rappresenta le difficoltà che molte scuole affrontano quotidianamente. La mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria, unita a ritardi burocratici e alla scarsa attenzione da parte degli enti competenti, crea un circolo vizioso che incide negativamente sulla qualità dell’istruzione e sul benessere della comunità scolastica. I sindacati continuano a incalzare le istituzioni affinché si agisca con urgenza e responsabilità, garantendo che il diritto a un’istruzione in ambienti dignitosi sia una realtà e non una promessa non mantenuta. La questione dei riscaldamenti e dell’edilizia scolastica rimane, dunque, un tema centrale che richiede un impegno costante e soluzioni concrete per il futuro delle generazioni più giovani.
