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Fuga dalla Sicilia: meno 12 mila in un anno. Ma a emigrare sono più i lombardi

Un quarto dei giovani che lasciano il Meridione per cercare fortuna al Nord è siciliano. Ma l'Isola è seconda anche per espatriati, dietro solo alle ricche aree del milanese. Il report di Istat

Dodicimila siciliani si sono trasferiti all’estero nel 2019. Un numero che pone l’isola al secondo posto nella classifica delle regioni con il più alto numero di espatri, a pari merito con il Veneto. Sul primo gradino del podio, con circa 23 mila trasferimenti all’estero, la Lombardia. Sono i dati dell’ultimo rapporto dell’Istituto nazionale di statistica sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione italiana. Ma mentre la Sicilia, scesa al di sotto dei cinque milioni di abitanti in appena due anni, continua a spopolarsi, il Nord con alto tasso di espatriati accoglie allo stesso tempo un numero crescente di giovani meridionali. Nel 2019 le persone emigrate sono state in tutta Italia quasi 180 mila, il 14 per cento in più rispetto all’anno precedente. La stragrande maggioranza, oltre 120 mila, sono italiani. Significativo il numero dei rientri di connazionali dall’estero, oltre 68 mila. Il saldo finale, però, resta negativo di oltre 50 mila unità. Una tendenza consolidata nell’ultimo decennio. I saldi migratori con l’estero dei cittadini italiani, scrive l’Istat, “soprattutto a partire dal 2015, sono stati in media negativi per 69 mila unità l’anno”.

Nord peggio del Sud

A livello nazionale, il tasso di emigrazione dei cittadini italiani è di circa il due per mille. Un valore che sale al tre per mille in Sicilia e in diverse altre regioni: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Veneto, Molise, Lombardia e Abruzzo. Per l’Istat i flussi maggiori di trasferimenti all’estero partono dal Nord, “in termini sia assoluti (59 mila, pari al 49 per cento degli espatri) sia relativi rispetto alla popolazione residente (2,4 italiani per mille residenti)”. A trasferirsi dalle regioni del Sud sono circa 43 mila italiani, in linea con la media nazionale del due per mille. Mentre dal Centro sono espatriati circa 19 mila connazionali, “con un tasso di emigratorietà di 1,8 per mille, sotto la media nazionale”. A lasciare il paese sono soprattutto giovani dai 25 anni in su, circa 87 mila. Circa un terzo degli emigrati, 28 mila, possiede una laurea.

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Palermo città con meno stranieri

Per quanto riguarda i flussi “in entrata”, nel 2019 si sono iscritte all’anagrafe oltre 330 mila persone. Tolti i rimpatri di italiani, 265 mila sono di nazionalità straniera, in diminuzione di oltre il sei per cento rispetto al 2018. La Sicilia è tra le regioni più attrattive, insieme a Calabria, Puglia e Campania, “almeno come prima residenza sul territorio”. Complessivamente, le quattro regioni ricevono l’11 per cento dei flussi. La destinazione in assoluto più ambita è ancora la Lombardia, che accoglie 57 mila immigrati, il 22 per cento del totale. Seguono Lazio (circa 28 mila iscrizioni dall’estero), Emilia-Romagna (26 mila), Veneto (25 mila), Toscana (23 mila) e Piemonte (21 mila). Numeri che si rispecchiamo a livello provinciale. La città con il più alto tasso di immigrazione è Prato, nove stranieri su mille. Rapporto alto anche a Milano, sette stranieri su mille, mentre Firenze e Bologna si attestano sui sei immigrati su mille. Per quanto riguarda il Sud, i tassi sono inferiori alla media nazionale. “Tra i più bassi quello di Palermo con 1,3 immigrati stranieri per mille residenti”.

Fuga dal Sud e dalle Isole

Discorso diverso per la mobilità “interna”. Negli ultimi dieci anni sono stati circa un milione e 140 mila i movimenti in uscita dal Sud verso il Centro e il Nord, e circa 619 mila quelli sulla rotta inversa. Una perdita di oltre 500 mila residenti, prevalentemente giovani in età attiva. La quota più significativa, il 53 per cento, “si registra nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni”. Giovani spesso laureati, 40 per cento, o almeno diplomati, 30 per cento. Un quarto di questi emigrati partono dalla Sicilia, superata soltanto dalla Campania, con il 29 per cento. La meta più ambita è ancora la Lombardia, che riceve circa un terzo dei flussi totali. In rapporto alla popolazione, invece, il primato spetta all’Emilia Romagna, con cinque trasferimenti dal Mezzogiorno ogni mille residenti. Il quadro complessivo, annota l’Istat, è inequivocabile. Il Sud e le isole “continuano a perdere risorse qualificate”, con tutto ciò che ne consegue in termini di sviluppo e crescita dei territori.

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Lo stop del Covid-19

Il rapporto anticipa anche alcuni dati del 2020. L’anno della pandemia, che ha avuto un impatto anche sul fronte dell’emigrazione. Le misure di contenimento messe in atto a partire da marzo “hanno ridotto al minimo la mobilità interna, con pesanti ripercussioni anche sui trasferimenti di residenza da o per l’estero”. Confrontando i primi otto mesi del 2020 con la media del quinquennio 2015-2019, si registra una diminuzione del sei per cento per i movimenti tra comuni, del 12 per cento per le cancellazioni anagrafiche per l’estero e del 42 per cento per i flussi provenienti dall’estero. Con la fine del lockdown, a partire da giugno 2020, “i flussi migratori sembrano riprendere il loro trend”. Resta da valutare l’impatto della cosiddetta “seconda ondata” dell’autunno, e delle nuove misure di contenimento. Per quanto riguarda gli arrivi dall’estero, invece, si evidenzia un drastico calo, soprattutto dall’Africa. In alcuni casi, come Gambia, Mali e Nigeria, il calo ha superato di gran lunga il 70 per cento.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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