fbpx

Fuga per l’istruzione? In rapporto al Pil la Sicilia spende più della Finlandia

Secondo gli ultimi Conti economici territoriali diffusi da Istat, la quota del Prodotto interno lordo dedicata all'Istruzione nell'Isola è ben superiore a quella del Paese del Nord Europa balzato agli onori della cronaca in questi giorni dopo la "fuga" di una famiglia da Siracusa. Ma la spesa pro capite è in costante diminuzione

Il sistema scolastico italiano non sembra funzionare bene. Almeno, questa è l’opinione di una mamma finlandese che aveva deciso di trasferirsi in Sicilia la scorsa estate con tutta la famiglia. Ma che ha deciso di lasciarla proprio per le differenze riscontrate con il sistema educativo finlandese, che lascerebbe agli alunni molta più libertà di movimento e possibilità di utilizzare gli spazi aperti. Le opinioni della mamma finlandese sono presenti in una lettera, pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano Siracusa News e ripresa successivamente in decine di siti di informazione, anche internazionali, alimentando un grande dibattito online. Tra opinioni discordanti, pro o contro la decisione della famiglia – da un paio di mesi, si apprende, trasferitasi in Spagna – il confronto è spesso finito sui numeri: se in Italia, e in Sicilia in particolare, la scuola non funziona, è un problema di risorse. Ma, stando ai dati nonostante si partisse da una constatazione di metodo, le cose sembrano ben più complesse.

Spesa istruzione su Pil: Sicilia al 6,1%, Finlandia 5,6%

Il principale parametro di confronto è quello relativo a quanto l’Italia spende per Istruzione e Formazione. Stando ai dati Eurostat 2019 elaborati da Openpolis, l’Italia è tra i peggiori Paesi d’Europa con appena il 3,9 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) destinato a Istruzione e Formazione, contro una media europea del 4,7 per cento. E la Finlandia è tra i migliori: il Paese della famiglia “fuggita dalla Sicilia” dedica a Istruzione e Formazione il 5,6 per cento del Pil, mentre la migliore in Europa sembrerebbe la Svezia, che “spende” una quota pari a, 6,9 per cento, seguita dalla Danimarca al 6,3 per cento. Usando questo parametro, la Sicilia sarebbe quindi al livello dei migliori Paesi europei, e certamente meglio della Finlandia: la quota in percentuale sul Pil – pari a circa 90 miliardi di euro nel 2019 – dedicata all’istruzione nell’Isola è infatti pari al 6,1 per cento, ovvero 5,5 miliardi di euro. Il dato, ricavato dai Conti economici regionali, è stato elaborato dal Sistema degli Indicatori Sociali Regionali e Provinciali (Sisreg) dell’Ires Piemonte, e si riferisce anch’esso a dati del 2019, ultimi disponibili nel dettaglio. E, secondo l’uguaglianza secondo la quale una maggiore spesa sul Pil indica una maggiore qualità del sistema scolastico, la migliore regione d’Italia sarebbe quindi la Calabria, che arriva al 6,3 per cento, con la Lombardia fanalino di coda ad appena il 2,4 per cento.

L’Italia nel 2020 ha speso il 5% delle risorse pubbliche

Lo stato delle cose, naturalmente è ben più complesso del semplice rapporto tra spesa e Pil. E, ancora una volta, a inquadrare meglio la tematica intervengono i dati ufficiali raccolti dal Sistema dei Conti pubblici territoriali (Cpt) dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. L’ultimo aggiornamento dei dati, avvenuto alla fine di dicembre 2022, vede i numeri per il 2020 del cosiddetto “Settore pubblico allargato” (Spa), che comprende enti pubblici e imprese da questo controllate, e messi nero su bianco con un sistema di facile consultazione. Si scopre così come lo Stato abbia speso per tutto il sistema Istruzione pubblica – dalle Università alle scuole agli asili nido, e senza considerare le spese per la Ricerca – 47 miliardi di euro, pari al 5,05 per cento del totale della spesa dell’intero Settore pubblico allargato, ovvero 931 miliardi di euro. Si tratta di una spesa pro capite totale di 15.669 euro, di cui 790 in media dedicati al settore dell’Istruzione.

Sicilia, il 6,31% della spesa pubblica è per l’Istruzione

Queste cifre, calcolate sulla popolazione residente al 2020, per la Sicilia salgono: la spesa pubblica in Istruzione per ogni residente è stata di 834 euro nel 2020, ovvero poco più di 4 miliardi di euro pubblici sui circa 5,5 totali dedicati all’istruzione. Si tratta del 6,31 per cento del totale della spesa del Spa in Sicilia nel 2020, pari a 64 miliardi e 199 milioni di euro. L’Isola è inoltre la Regione italiana dove c’è stata la maggiore variazione, in positivo, della spesa nell’ultimo anno per cui sono disponibili i dati: dal 2019, anno di riferimento per le statistiche Eurostat, la spesa in Istruzione è aumentata dal 6,15 al 6,31 per cento. Ma non si tratta di un valore record: l’incidenza media più elevata si registra per la Campania con l’8,10 per cento e una spesa pro capite di 853 euro, mentre quella più contenuta si rileva per la Liguria con il 3,83 per cento, dove si spendono mediamente da parte del Spa 675 euro in Istruzione per ogni cittadino residente.

Sicilia, spesa in Istruzione in calo dal 2009

La Sicilia è quindi in sintesi tra le Regioni italiane con la più alta quota di risorse, in percentuale, dedicata all’Istruzione. Ma in valore assoluto, in euro pro capite, questa somma è andata via via a diminuire. Nella serie storica pubblicata da Cpt si scopre come nel 2000 si spendessero 995 euro, cifra poi salita a 1.091 euro nel 2001. La somma pro capite è rimasta pressoché invariata, intorno ai 1.000 euro, fino al 2009, anno in cui ha iniziato una discesa costante arrivando agli 815 euro del 2019, per poi risalire a 833 euro del 2020.

Ad Aosta il Settore pubblico spende il doppio che al Sud

Per fare un confronto, secondo gli ultimi dati 2020 sono le province autonome di Bolzano e la Valle D’Aosta a spendere di più in Istruzione, arrivando rispettivamente a 1.485 euro e 1.257 euro. Questo nonostante una incidenza sul totale della spesa del Spa del 7,23 per cento (a Bolzano) e del 5,24 per cento ad Aosta. Scherzi, solo apparenti, dei dati, e spiegabili banalmente: la spesa pro capite a Bolzano e Aosta è ben più alta di quella siciliana, rispettivamente 20.531 euro e 23.995, contro i 13,224 euro della Sicilia. La Campania, regione “record” per quanto riguarda l’incidenza totale dell’Istruzione sulla spesa del Settore pubblico, si ferma invece a 11.958 euro, meno della metà di quanto amministrazioni statali, regionali e locali, unitamente alle imprese da queste controllate, spendono in Valle D’Aosta.

- Pubblicità -
Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

21,128FansMi piace
511FollowerSegui
350FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli