UFFICIALE Garlasco, nuove prove su Alberto Stasi | La ricostruzione vacilla: scoperta sulla pozza di sangue
Il caso Garlasco si riaccende con nuove perizie digitali sulla scena del delitto. Dettagli cruciali sulla “pozza di sangue” potrebbero ribaltare la storia.
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La camminata invisibile: vecchie certezze in discussione
La camminata invisibile: il percorso che sfida le nostre vecchie certezze.
Uno dei punti più controversi del processo fu la cosiddetta “camminata dell’omicida”, una teoria secondo cui l’assassino avrebbe potuto muoversi all’interno della villetta di Garlasco senza entrare in contatto con le tracce ematiche, in particolare con un’ampia pozza di sangue presente sulla scena. Questa ricostruzione, che prevedeva un percorso quasi a “zig-zag” per evitare le macchie, era stata al centro delle perizie del 2009, affidate a esperti come Nello Balossino e Giuliano Geminiani. Essi, attraverso simulazioni virtuali e umane, avevano ritenuto possibile tale manovra, nonostante le forti perplessità sollevate già allora dalla parte civile. Oggi, un nuovo team di consulenti, incaricato dalla famiglia Poggi, ha riesaminato quelle conclusioni. Il loro lavoro si basa sulla sovrapposizione digitale dell'”ortofoto” della pozza di sangue con i movimenti attribuiti a Stasi. Le prime risultanze suggeriscono che l’ipotesi di una “camminata pulita” sia ben più complessa e forse irrealizzabile di quanto precedentemente sostenuto, gettando un’ombra pesante sull’affidabilità delle ricostruzioni passate.
Il gradino zero: la pozza di sangue che non perdona
Il gradino zero: dove la pozza di sangue segna un punto di non ritorno.
Al centro delle nuove indagini vi è, in particolare, la “seconda ampia pozza di sangue”, una traccia definita cruciale già negli atti processuali, situata sul cosiddetto “gradino zero” della scala che conduce al seminterrato, proprio nel punto dove fu rinvenuto il corpo di Chiara Poggi e nascosta dalla porta a soffietto. Secondo le recenti analisi digitali, sarebbe stato pressoché impossibile per l’omicida evitare il contatto con questa specifica macchia ematica. Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che rappresentano la famiglia Poggi, hanno commissionato ai loro consulenti informatici verifiche approfondite sulla compatibilità tra le dimensioni e la posizione di questa pozza e i movimenti dichiarati da Alberto Stasi. Un video storico, in cui il perito Geminiani simulava un accesso alla cantina ipotizzando una “void area” sul gradino per non intercettare il sangue, è stato nuovamente esaminato. Le nuove simulazioni video dei consulenti dei Poggi sembrano dimostrare il contrario: ripercorrendo fedelmente i movimenti, specialmente quello a ritroso dopo l’apertura della porta a soffietto, l’intercettazione del sangue risulterebbe inevitabile. Questo elemento, se confermato in sede giudiziaria, potrebbe avere conseguenze di vasta portata, aprendo a scenari finora impensati per il caso Garlasco.

