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Giustizia tributaria: politici e accademici a confronto sulla riforma

L’Associazione Nazionale Giudici Tributari (A.N.GI.T.), ha organizzato una tavola rotonda sulla validità e l'attualità di un progetto di riforma della giustizia tributaria proposto dall’associazione. Ottenendo da docenti universitari e parlamentari un sostegno circa la necessità di un cambiamento

L’Associazione Nazionale Giudici Tributari (A.N.GI.T.), costituita lo scorso tre dicembre 2021, per volontà di giudici tributari di provenienza professionale e del pubblico e privato impiego, ha organizzato lo scorso 17 dicembre una tavola rotonda via Web per confermare la validità e l’attualità di un progetto di riforma della giustizia tributaria proposto dall’associazione. Lo scopo dichiarato è infatti quello di “sostenere tutte le iniziative politiche e parlamentari che propongono con forza e decisione la riforma radicale dell’attuale assetto della magistratura tributaria, la pari dignità tra tutti i giudici tributari in servizio e un trattamento economico adeguato alla funzione giudiziaria svolta”, scrive il presidente Francesco Lucifora, avvocato e vicepresidente della Commissione tributaria di Catania.

“Tempi maturi per una riforma”

Con l’indirizzo di arrivare a una riforma per un giudice tributario professionale che si occupi a tempo pieno ad esclusivo della giustizia tributaria, al convegno erano presenti sia esponenti politici (il senatore Antonio Misiani del PD, gli onorevoli Vita Martinciglio dei 5Stelle, Giusi Bartolozzi di Forza Italia, Alessandro Pagano della Lega e Catello Vitiello di Italia Viva), alcuni dei quali firmatari di progetti di legge sulla riforma della giustizia tributaria. Tutti, scrive l’associazione “hanno convenuto sul fatto che oramai sono maturi i tempi per una riforma che doti il Paese di un giudice professionale a tempo pieno ed esclusivo. L’Italia non può più permettersi un giudice che amministra giustizia nei ritagli di tempo sottratti alla attività professionale principale”.

Docenti da tutta Italia a confronto

Dello stesso avviso sono stati anche i professori Angelo Cuva, docente di diritto tributario dell’università di Palermo e vicepresidente di U.N.C.A.T., Antonio Guidara, Associato di diritto tributario dell’Università di Catania e dirigente dell’Associazione dei professori e degli studiosi di diritto tributario, e Francesco Tundo Ordinario di diritto tributario dell’università di Bologna, nonché il dottor Antonio Simone, già presidente della Ctr Lombardia e attuale Garante per il contribuente della Regione Lombardia.
La relazione introduttiva è stata affidata al professor Giacinto della Cananea, Presidente della Commissione interministeriale per la riforma della giustizia tributaria, voluta dai Ministri Cartabia e Franco, che ha illustrato i tratti salienti delle due proposte elaborate dai commissari e affermato che la riforma è tra gli obiettivi qualificanti del Governo all’interno del Pnrr.

Una giustizia “che non può essere accessoria”

Secondo A.N.GI.T. “la giustizia tributaria non può più essere considerata accessoria ad altre magistrature”. L’obiettivo è una giustizia tributaria dove i primi concorsi, per la dotazione dell’organico dei nuovi tribunali e Corti di Appello tributarie siano riservati agli attuali giudici attraverso una selezione per soli titoli di servizio maturati in anni di attività giudiziaria nelle Commissioni Tributarie. “A.N.GI.T. – prosegue la nota del presidente Lucifora – è la sola associazione tra quelle esistenti, il cui interesse è mantenere lo status quo, che formalmente chiede con forza la riforma della giustizia tributaria. A.N.GI.T. ha il merito di avere sfatato il mito che tutti i giudici tributari sono arroccati al mantenimento dell’attuale sistema per ragioni di interessi corporativi”.

“La riforma è sempre rimasta al palo”

La riforma, però, “è sempre rimasta al palo e non è mai andata avanti. Il Parlamento la vuole e ora la vuole anche il Governo. La vuole pure l’Accademia, le Professioni, le Imprese e i Contribuenti. La vuole anche un numero consistente di giudici tributari. Riserve e ostacoli provengono dalle Magistrature Ordinaria, Amministrativa, contabile e Militare. Magistrati, nonché giudici tributari, sono i firmatari della proposta della Commissione interministeriale per la riforma della giustizia tributaria che vuole mantenere l’attuale assetto della giustizia tributaria. Così come sono Magistrati, nonché giudici tributari, capi di gabinetto e di uffici legislativi di importanti Ministeri”, conclude Lucifora. L’associazione continuerà a seguire i lavori parlamentari e governativi sulla riforma della giustizia tributaria, impegnandosi, ove richiesto, a dare il proprio contributo di esperienza a chiunque dei Parlamentari lo ritenesse utile per sostenere il proprio progetto di legge.

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