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Il lavoro c’è, ma non i lavoratori: ne servono dieci, se ne trovano sei

I dati del sistema Excelsior di Unioncamere e Anpal. Politino (Assoesercenti Sicilia): "Mancano le competenze professionali e c'è un problema legato agli aspetti formativi. La formazione fatta fino ad oggi non tiene conto dei fabbisogni formativi reali delle aziende"

“Non c’è dubbio che manchino le competenze professionali e c’è un problema legato agli aspetti formativi. Evidentemente, la formazione che è stata fatta fino ad oggi non tiene conto dei fabbisogni formativi reali delle aziende”. Commenta così il presidente di Assoesercenti Sicilia, Salvatore Politino, la situazione lavorativa in Italia. Il lavoro c’è, ma non si trovano i lavoratori: 87 mila posti a disposizione da qui a luglio, ma quasi il 44 per cento (più di 37 mila unità) saranno di difficile reperibilità. Lo certificano i dati del sistema Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal e ripresi dal Centro Studi di Assoesercenti Sicilia. Sono ventimila le assunzioni programmate dall’industria, 8.200 nel manifatturiero, quattromila nelle costruzioni, duemila nell’agroalimentare, 1.800 nella meccatronica, 1.500 in metallurgia. E poi i settori top nella ricerca di personale: 67 mila nei servizi e tra queste oltre 27 mila nei servizi turistici. Ne mancheranno quasi la metà e tra le più ricercate troviamo medici, tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive, tecnici della distribuzione commerciale, saldatori, lattonieri, carpentieri, operai specializzati in attrezzature elettriche ed elettroniche, meccanici artigianali. Mancano persino gli insegnanti per la formazione professionale.

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Serve un nuovo patto per il lavoro

La distanza tra domanda e offerta di lavoro sembra abissale e secondo Politino, “andrebbe fatto un nuovo patto per il lavoro, consultando le associazioni di categoria e costruendo un nuovo catalogo dell’offerta formativa della Regione, con azioni mirate ai fabbisogni reali. Questo è il passaggio fondamentale”. Ma finora non ci sarebbe stata la necessaria concertazione tra le istituzioni e il mondo produttivo. “Come associazione, da gennaio stiamo aspettando la Regione sulle linee guida per svolgere i nuovi corsi per gli aspiranti imprenditori. Le altre Regioni hanno già emanato le linee guida”, prosegue il presidente di Assoesercenti, il quale ribadisce inoltre che bisogna “insistere su una politica che preveda sgravi fiscali e previdenziali a favore di quelle aziende che vogliono assumere sia a tempo determinato che indeterminato. Se abbassiamo il cuneo fiscale, aumenta il netto in busta paga. Oggi la pressione fiscale non è adeguata alla media europea, ecco perché stiamo perdendo competitività e le aziende si spostano altrove”.

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Le misure statali che non proseguono nel tempo

Anche le varie misure introdotte dai governi non hanno sortito effetti duraturi e gli esempi non mancano. Politino ne elenca alcuni. “Al 31 dicembre – dice – si è chiuso il progetto ‘Garanzia Giovani’ e ad oggi non abbiamo più notizie. Attraverso tirocini di sei mesi l’azienda poteva sperimentare sul campo le competenze dell’aspirante lavoratore da assumere. ‘Crescere in digitale’ era partito ma non è stato rifinanziato da Anpal e mancano pagamenti dei tirocinanti che stanno ancora lavorando. Vogliamo parlare delle misure Irfis a favore delle imprese? La terza graduatoria degli aiuti Covid è stata rifinanziata tre giorni fa, con 22 milioni di euro a scorrimento. Dopo due anni dalla pandemia, le aziende che ancora aspettano hanno già chiuso. Gli strumenti devono essere efficienti e bisogna snellire l’iter burocratico”.

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Si cerca meno personale rispetto all’anno scorso

La dinamicità imprenditoriale si percepisce anche dalla ricerca di personale, soprattutto nel settore delle costruzioni che rappresenta un comparto d’eccezione, ma anche nel commercio e nel turismo, soprattutto in piena stagione. Secondo il sistema Excelsior, c’è però un calo nelle previsioni delle assunzioni rispetto allo stesso periodo del 2022. Il decremento è di circa 7.500 unità, che rappresentano il dieci per cento. Nei servizi il calo è del 12,4 per cento (-9,4mila ingressi previsti) e nel comparto specifico dei servizi alle persone il decremento raggiunge il 29 per cento. “Un fatto che salta agli occhi – prosegue Politino – e non è certamente fisiologico. Forse è dettato da una situazione di incertezza. Chi vuole investire cerca condizioni di certezza, segnali chiari dalla politica, vuole sapere come vengono investite le risorse prima di fare nuove assunzioni. È un campanello d’allarme”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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